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giovedì 23 febbraio 2012

Al mare con mamma...

Eravamo appena arrivati dopo ore di viaggio: Mamma, io e papà, in un bellissimo residence della puglia..premessa: io e mamma abbiamo una relazione sessuale gia da prima di questo racconto..Io ho 17 anni e mamma 37.. Lei è bionda naturale, una bella donna, con una terza di seno e un culo niente male..ma torniamo al racconto.. Papà si allontanò dalla stanza di albergo dopo aver sistemato le valige.. Eravamo tutti stanchi e sudati per il gran caldo.."hei mamma dov'è andato papà?".."boh non lo so".."abbiamo un momento per stare soli, facciamo sesso!" .."no dai potrebbe tornare"... "dai mamma è da stamattina che aspetto..tanto non lui ha le chiavi.. Quando bussa smettiamo"... Mamma non disse una parola.. Così la feci stendere sul letto, le alzai il vestito e le tolsi le mutandine.. "Che strano" pensai, le stesse mutandine di 2 giorni fa.."no ti prego, non andare li sotto, non sono pulita, devo farmi una doccia adesso"... Io non l'ascoltai e portai il viso all'altezza della sua figa, magnifica, pelosa.. Le allargai le cosce e appoggiai il naso sulla passera.. Mamma aveva ragione, non era molto pulita, infatti puzzava di pesce, e anche molto.. Tirai fuori il cazzo dai pantaloni e iniziai a farmi una sega annusando la fica di mamma e godendo del suo odore intenso.. Che bello, era la prima vta che mi capitava.. Di solito la sua fica non ha mai avuto un odore particolare, era sempre ben pulita, ma quell'aroma selvaggio e puro di femmina che emanava la fregna non molto fresca mi mandava in estasi.. Proprio in quel momento bussarono alla porta.."sono io! sono tornato!" .. Era papá.. Ci ricomponemmo in fretta ed andai ad aprire.."hei Lucia, figliolo, andiamo al ristorante.. Ne ho visto uno bellissimo qui fuori, ho prenotato andiamo subito!"..."subitoo!?" esclamò mamma.. "Ma io devo farmi una doccia prima"... "dai amore te la farai più tardi.." andammo così al ristorante.. Mentre aspettavamo le portate seduti al tavolo, rimuginavo sulla mancata chiavata e pensavo alla fica pelosa di mamma che fino a 10 minuti fa era sotto il mio naso.. Quella puzza di pesce della fica non lavata mi aveva eccitato molto e non vedevo l'ora di rimetterci sopra il naso per inebriarmi del suo odore.. Ma avrei dovuto possederla prima che si facesse la doccia..All'uscita dal ristorante papà conobbe delle persone che lo invitarono a giocare a poker.. Papà va matto per il poker, ci perde delle ore..così nacque la mia occasione..potevo essere più fortunato proprio quella sera?! Io e mamma tornammo all'albergo.. Già in ascensore le misi una mano in mezzo alla gambe e le massaggiai la gnocca.."mamma non vedo l'ora di concludere quello che avevamo iniziato prima.." "si tesoro, ma lascia prima che mi lavi"..."nooo non resisto! E poi... ti preferisco così"..."ah ho capito..sei un porcellino!" disse mamma ridacchiando..Entrati in camera la spogliai e tornai con la faccia tra le sue gambe per odorare la sua patatina.. sfregavo il naso su e giù per il taglio fella fica..quella puzza era come una droga.. Come un ossesso iniziai a leccarla, succhiarla e a giocherellare con il clitoride.. Mamma godeva molto..la feci girare e la presi subito alla pecorina.. la penetrai con il mio arnese già duro come il marmo.. Scopammo così per 6-7 minuti e poi quando fui al limite del godimento sborrai dentro la sua calda e stretta vagina.."si mammaa! Vengooo!" ..numerosi fiotti di seme caldo le riempirono l'utero..quando mi staccai mi sdraiai sul letto esausto e soddisfatto, mentre mamma prese dei fazzolettini per asciugarsi la figa che colava la mia sborra sulle sue cosce .. Dopodichè potè finalmente andare a farsi una doccia.. le sue mutandine erano rimaste a terra.. Le raccolsi e notai che avevano un alone giallognolo sulla stoffa dove aderisce la topa..avevano lo stesso odore della sua micia e decisi di tenerle come trofeo..Io cercai di ricomporre il letto e me ne andai a dormire nella stanzetta accanto, che era all'interno della stessa camera d'albergo.. Si era fatto tardi e quando mi risvegliai era mattina.. Furono papà e mamma a svegliarmi.. Andammo in spiaggia e conobbi dei ragazzi della mia età.. Quel pomeriggio andai anche a giocare a calcetto con loro.. La giornata fu bella e tranquilla se non che quando tornai in camera prima di entrare sentii i miei che parlavano..udii mamma dire.."amore ho una brutta notizia..ho dimenticato le pillole anticoncezionali a casa..me ne sono accorta solo ora" "ah..capisco..be per due settimane posso resistere.." .."astinenza allora?" chiese mamma.."be si potremmo fare qualche giochetto però eh"..rispose mio padre in tono giocoso ed erotico.. Ridacchiarono entrambi.. Questa breve conversazione tra i miei mi sconvolse.. Forse loro due dovevano ancora avere rapporti da quando erano partiti ma io e mamma avevamo giá chiavato! E le ero venuto dentro! Cmq aprii la porta come se nulla fosse..prima di cena mamma si fece una doccia.. Più tardi dopo cena papà si fermò a giocare a poker come la sera precedente e io e mamma tornammo in camera.. Mamma decise di fare lo stesso discorso anche a me.."nicola ascoltami.. Ho dimenticato le pillole a casa.. Non possiamo fare sesso..".. "ma mamma ieri però"..mi bloccò la frase sul nascere"..."lascia stare ieri, mi ero dimenticata, sai l'abitudine.."..Nonostante il mio disappunto quella sera ci limitammo al sesso orale.. La cosa che mi indispettì ulteriormente fu sapere che la sua micetta era tornata tutta bella profumata..non che mi dispiacesse, la fica è sempre la fica, ma la preferivo il giorno prima.. Mi fece un bel pompino quella sera e le sborrai in faccia..fui appagato ugualmente..non c'è niente di più bello di vedere il viso dolce di mia madre mentre me lo succhia.. Il giorno dopo papà ricevette una telefonata importante dal lavoro.. Papà è un dirigente di un'azienda importante.. E quando chiamano deve essere sempre disponibile.. Dovette assentarsi per una settimana.. Poi sarebbe tornato a godersi le vacanze con noi.. Quella stessa sera io e mamma andammo a cena fuori..lei si era messa un bel vestito molto sensuale, e sembrava più giovane da come si era acconciata.. Notai che non si era fatta la doccia quella sera.. Erano esattamente 24 ore che non si lavava, e questo mi faceva fantasticare con la mente..pensavo "fa caldo, si suda, dopo 24 ore non dovrebbe essere ancora profumata..magari più tardi gliela annuso e ci sarà quell'odore forte dell'altro giorno.."..un'altra cosa che notai fu che mamma continuava a versarsi bicchieri di vino durante la cena e alla fine della serata era totalmente ubriaca.. Continuava a ridere e a dire cazzate e la gente iniziava a guardarci.. Iniziavo a vergognarmi così la portai via e per strada si fermò a vomitare.. dovetti tenerla a braccetto fino alla nostra stanza.. Dopodichè la adagiai sul lettone.. Mamma mi disse.."hei bell'uomo vieni qui"..io mi avvicinai e lei mi prese la testa e mi leccò un orecchio.."prendimi!" mi disse mentre con la mano mi toccava il pacco.. Subito dentro di me scattò come una scintilla.. Decisi di approfittare del fatto che fosse ubriaca per scoparla.. In fondo me lo stava chiedendo lei.. La spogliai completamente e le allargai le cosce.. Era arrivato il momento che aspettavo.. Andai giù con il viso e premetti il naso sulla sua calda fica (che era gia umida).. Sii! Evvai! Come avevo sperato la vagina puzzava di pesce.. Mi tirai una sega per alcuni minuti annusando tutto quel ben di dio.. Quando mi alzai vidi che si era addormentata.."no! E adesso?!" pensai.. ero troppo eccitato per lasciarla stare.. Così mi spogliai e iniziai a leccarla tutta.. Passai dalle tette, all'ombelico, alla fica..mentre mamma dormiva (causa sbornia) io esploravo con la lingua tutti i suoi orifizi.. Poi mi posizionai su di lei e iniziai a scoparla al missionario.. Lei dormiva beatamente, come un angioletto, la stanza era silenziosa..l'unico rumore era il cigolio del letto causato dalla chiavata..aumentai il ritmo subito e durai poco prima di esplodere in un immensa sborrata che riempì il suo utero.. senza pensare al disastro che avevo combinato crollai anch'io in un sonno profondo.. La mattina seguente mamma aveva mal di testa e mi chiese che era successo la sera precedente.."be mamma ieri hai bevuto parecchio sai!"...un po' confusa si toccò la fica con la mano, sentì dell'umidiccio interno e i peli fuori un po' incrostati.."ma nicola, non avremmo mica...scopato?!?!" "..be mamma ecco.." "cosaaa?! Ti sei approfittato di me?!"..."no non è così, anche tu volevi..!" ..riuscii a mentire forte del fatto che non ricordava nulla.. Si guardò la fica per poco tempo e poi rassegnata disse.. "vabbè fa nulla, non succederà niente"...
Per tutta la settimana non ci furono altre occasioni per avere rapporti intimi.. lei mi respingeva e mi concedeva solo bocchini.. tornò pure papà.. Tornati dalle vacanze dovettero passare una quindicina di giorni prima che mamma venisse da me e papà a dire.."Fabrizio devo dirti una cosa..sono incinta!" ..quella volta ci fu un silenzio generale.."com'è possibile?" riuscì a dire mio padre dopo un po'...."be ecco potrebbe essere che qualche volta abbia dimenticato di prendere la pillola.." papà fu scosso dall- notizia ma successivamente tutti riuscimmo ad accettare il corso degli eventi.. Mamma si confidò con me un giorno e mi disse.."sai credo proprio che il padre del bambino che porto in grembo sia tu!".."si mamma l'avevo capito..sai  sono orgoglioso di questo".."mi raccomando non si deve sapere nulla".."tranquilla mamma"..
La relazione sessuale tra me e lei andò avanti tranquillamente per tutta la gravidanza fino all'ottavo mese.. Papà rimase sempre all'oscuro di tutto..  ora che il bambino è nato lei è tornata a prendere la pillola, cosicchè sia io sia papà possiamo riempire il suo utero senza preoccupazioni.. Mi piace molto scoparla da dietro mentre preprara la cena.. e mi diverte sapere che mentre noi tutti mangiamo a tavola come una qualsiasi allegra famigliola, il pancino di mamma è bello pieno del mio seme e la sua figa sta colando dentro le mutandine..

Mia cognata...

Quando la conobbi,Sara, la sorella di mia moglie,non mi diede molta confidenza,anzi devo dire che le stavo proprio sul cazzo.Ci mise molto tempo prima di parlarmi come suo cognato,e per i primi momenti,le nostre conversazioni,si limitavano a poche parole di cortesia.Tutto questo cambiò quando lei dovette trasferirsi col suo ragazzo,a 50 km di distanza.Io che nel frattempo,avevo instaurato un bel rapporto con Luca il suo ragazzo,mi offrii di aiutarli con la sistemazione della casa e col trasloco. Erano i primi di Giugno e le giornate cominciavano ad essere calde,per cui optai per una canottiera e dei pantaloncini molto corti.Arrivato a casa di mia cognata,trovai solo Luca che mi disse che sarebbe arrivata più tardi con i panini,cosi cominciai a dipingere le pareti indicatemi da Luca. Sara arrivò verso le dieci con i panini e per l'occasione indossava un vestitino molto corto e scollato,che mi fece subito trasalire.Notai che anche i miei muscoli sudati dovevano provocarle un interesse,visto che non mi toglieva gli occhi di dosso.Mangiai il panino,bevetti la mia birra ed andai in soffitta per cominciare a dipingere anche li.Stavo lavorando,quando sentii un leggero movimento alle mie spalle e notai subito che era Sara che si era avvicinata e mi stava osservando.Feci finta di non averla sentita e continuai nel mio lavoro.Ero senza canottiera,dato il gran caldo del sottotetto e i miei muscoli di anni di palestra e lavoro,tutti sudati,dovevano averla attirata. Dopo un po che mi stava osservando,decisi di uscire allo scoperto e le dissi:
- Ciao Sara,c'è qualcosa che non va?Ti ho vista sai,è un pezzo che mi guardi-
In quel momento mi girai e vidi che era diventata tutta rossa per essere stata scoperta.
-Scusami,volevo vedere come era il lavoro,non volevo spiarti- mi disse
-Non preoccuparti,risposi, dimmi piuttosto ti piace ? è così che lo volevi?-
-Si ,anche perchè questa sarà la mia camera..-
-Davvero?Chissà cosa vedranno questi muri- risposi
Lei in imbarazzo,fece un passo indietro,prima di dirmi:
-Hai sete?vuoi che ti porto qualcosa??-
-si grazie,una bottiglietta d'acqua sarebbe perfetta- le risposi e lei partì subito per andare a prendermela.Io presi la scala e mi misi a fare il soffitto,lei nel frattempo tornò e venne sotto alla scala,porgendomi la bottiglietta.Io nel prenderla,non potei fare a meno di vederle le tette dalla scollatura del vestito,due tette non molto grosse,ma dalla forma perfetta.Credo che lei mi abbia scoperto,così alzo lo sguardo e prendendo la bottiglia la ringrazio e comincio a dissetarmi.Finito di bere,mi rinfresco la faccia con l'acqua e poi scendo dalla scala per asciugarmi.Nel passarle vicino,le sfioro per sbaglio il sedere e vedo che lei ha un sussulto.
-Scusami- le dico e lei -Figurati,ho visto che non hai fatto apposta, ero io che ero in mezzo-
Le vado davanti e noto che abbassa lo sguardo...io le prendo il viso e le dico:
-Ma perchè ti vergogni?-
Lei,riabbassando lo sguardo mi risponde:
-Sai,mi dispiace averti sempre trattato con sufficienza,è che subito non mi convincevi del tutto,credevo fossi il classico bello,che maltratta le donne e non volevo che mia sorella soffrisse.Poi però mi sono ricreduta e che tu sia qua oggi ad aiutarci ne è la prova.Poi tante volte ho invidiato mia sorella per il rapporto speciale che voi due avete e lo avrei voluto tanto avere anche io,Luca è sempre al bar con gli amici e quando è con me neanche mi guarda...- Io spiazzato dalle sue parole,risposi:
-Ma allora perchè vai a convivere e parli di sposarti??chi te lo fa fare??-
Lei si mise a piangere e rispose:
-I miei genitori,mi hanno sempre detto,sin dall'inizio di lasciar perdere Luca,che era un poco di buono,ma io l'ho sempre difeso,ora non posso tornare nei miei passi,sai che delusione sarebbe per i miei?Poi da quando ci sei tu,loro non fanno che adularti e parlare bene e sempre di te....anche per quello,tu mi davi fastidio in un certo senso...-
Io,preso da una voglia incontenibile di baciarla, la strinsi a me e la baciai,sentendo i suoi capezzoli turgidi contro il mio addome. Lei si divincolò dalla mai presa,mi diede uno schiaffo e se ne andò piangendo dalle scale.Mi resi conto di aver sbagliato e la seguii,ma la vidi prendere la macchina ed andarsene.Mi venne incontro Luca e mi chiese dove fosse andata, ed io risposi che andava a prendere da bere,inventandomi una scusa.Lui rispose: -Bene,ho proprio voglia di birra!!!-e ridendo andò nella stanza dove stava lavorando. Io tornai in soffitta e continuai nel mio lavoro,immerso nei pensieri della cazzata che avevo fatto.Stavo li nei miei pensieri,sicuro che Luca prima o poi sarebbe venuto a saperlo,quando senti la sua macchina che tornava.Vidi che andava nella stanza di Luca e li ebbi paura della reazione.Invece dopo tre minuti,vidi lui che usciva con la macchina e sentii lei che saliva le scale.Arrivata su,entrò in sala ed io cominciai a scusarmi,ma lei mi fece segno di tacere e sfilandosi le spalline del vestito,lo fece cadere rimanendo in perizoma avanti a me... -Che fai?? chiesi io,e se arriva Luca?- Lei venendomi incontro mi rispose che o aveva mandato a prendere delle cose nel vecchio appartamento e che non sarebbe arrivato prima di un paio d'ore. Si avvicinò a me e mi baciò,mettendomi le mani nel pacco,cominciando a sbottonare i pantaloni..io presi a baciarla avidamente dappertutto,leccandole i capezzoli che erano già durissimi....pian piano lei ki fece scendere i pantaloni ed io cominciai a scendere sul suo corpo baciandolo dappertutto,finchè non arrivai al perizoma,che feci scendere con delicatezza...sentii subito il suo odore intimi riempirmi il naso e aprii gli occhi che nel sfilare il perizoma avevo chiuso,trovandomi davanti una bella figa profumata,tutta depilata.gliela leccai avidamente e lei cominciò a godere..mi prese in mano il cazzo e cominciò a segarlo con foga,quasi lo volesse da tanto tempo....dopo un po la feci distendere a terra e continuai a leccarle il clitoride,scendendo verso il buchino...lei godeva da pazzi ed ebbe tre orgasmi...poi mi fece distendere a mia volta e mi propose un 69 che gradii volentieri e iniziò a leccarmelo in maniera violenta,ma non mi fece male,anzi,ogni tanto scendeva con la bocca nel mio ano,cosa che mi fece dopo un po venire copiosamente,sborra che lei bevve senza fiatare...la alzai da terra e la misi appoggiata alla porta e mi prodigai in una bella scopata a 90 gradi.Quando entrai nella sua fica sentii che era ancora bella stretta,segno che li non erano passati in molti e non molte volte...questo mi diede una scarica di adrenalina che mi fece aumentare i miei colpi e la violenza con cui li davo...lei subito restò stupita da tanta potenza,ma poi in tono di sfida mi urlò di sbatterla forte e di farla godere...io la scopai con sempre più violenza,finchè venimmo tutti e due in un travolgente orgasmo che ci lasciò senza fiato...Tuttavia,dopo un po,ebbi ancora voglia di lei,però volevo il suo culo.Glielo feci capire e lei mi disse che non voleva e che non lo aveva mai preso li..quelle parole mi mandarono in bestia e la presi di forza e la misi in posizione..lei urlava che non voleva e di lasciarla,ma io continuai imperterrito...le leccai bene il buchetto ed entrai in lei con forza.Lei subito cacciò un urlo di dolore,mi riempì di parole che ero un bastardo,uno schifoso e che l'avrebbe detto a Luca,ma dopo un po che la stavo pompando,il dolore si trasformò in piacere e le urla di parole in un incitamento a continuare,che lo voleva tutto dentro e di sbatterla come una cagna...io mi calmai un attimo nelle pompate e cominciai a sditarla e scoparle il culo insieme e lei comìnciò a urlare che stava per venire...io la baciai da dietro e sentiì l'orgasmo che mi bagnava le mani e il suo corpo che sussultava dal piacere.mi tolsi da dietro e vidi il mio cazzo sporco un poco di sangue,segnale della mia entrata dietro di lei.Lei me lo asciugò con un panno e si mise a sbocchinarmi e leccarmi i coglioni....io la feci girare e mi misi a leccarle il culo,vedendo e sentendo in bocca i segni del mio passaggio.lei gradì questo trattamento e dopo un po di coccole,ci rinfrescammo e ci rivestimmo.
Da allora le cose tra noi vanno meglio e complice il completamento e il trasloco nella nuova casa ogni tanto ci vediamo,ogni volta con molta passione e trasgressione...mi ha confessato di amarmi dalla prima volta che mi ha visto,anche date le circostanze come l'avevo conosciuta...( lei che saliva in accappatoio dalla doccia e mi trova in cucina con la mia allora fidanzata e lei che non aspettandoselo,si incazzava perchè le vedevo il seno da un lembo di accappatoio lasciato aperto ) e che invidiava molto sua sorella,ma ora anche lei poteva e voleva vedermi appena possibile.....

lunedì 13 febbraio 2012

Vicine di casa...

Bea si era trasferita nella sua nuova casa prendendo il posto del cugino da qualche mese ormai. Era estate e Bea, eterna single, stava scaricando faticosamente la spesa dalla sua macchina parcheggiata davanti all’uscio. Viveva in un complesso molto antico, una specie di piccolo borgo a contorno di un palazzo a pochi chilometri dalla città, Nel borgo si conoscevano un po’ tutti ma lei era l’ultima arrivata e nel freddo inverno non aveva avuto ancora modo di vedere proprio tutti i residenti e di farsi conoscere.
Era molto discreta e portava davvero bene i suoi quarant’anni. Un fisico asciutto, temprato da lunghe gite in bici e ore e ore di esercizi in palestra. Amava curare il suo lato B visto che madre natura le aveva fato un seno quasi androgino, piccolo e appuntito. Spesso si comprava biancheria intima spendendo una follia. Le piaceva indossarla quando era sola in cassa accarezzandosi sola, davanti allo specchio o facendosela sfilare dal fortunato amante che le regalava il piacere del vizio. Portava i suoi capelli scuri lunghi fino alle spalle spesso raccolti in una comoda coda di cavallo che metteva in risalto i suoi occhi verdi. Aveva molto tempo libero visto che le sue ultime relazioni erano state caratterizzate da fugaci incontri con colleghi che, essendo sposati, si rivelavano solo una delusione..lasciandola scopata male e ancora con i complessi di colpa che le scaricavano addosso. Insomma una noia.
Eppure a Bea, scopare piaceva davvero tanto. Adorava i giochi erotici, vestirsi e uscire in m,odo provocante, portare gli stivali “da puttana di lusso”.. Amava giocare con la lingua e adorava letteralmente il sesso orale. Non aveva mai considerato i rapporti saffici anzi, si sentiva quasi un uomo mancato e le sarebbe piaciuto usare uno strap on su un uomo però, per fargli provare quello che desiderava lei..ma non aveva mai trovato qualcuno degno della sua fantasia.

Kris abitava di fianco a Bea. Sposata da parecchi anni con Sandro, si considerava una mogliettina felice e soddisfatta, solo un po’ annoiata dal menage. Aveva un fisico appena un po’ arrotondato, capelli castano chiari e occhi chiari. Amava vestire sportivo per quanto le consentiva il seno piuttosto importante e arrotondato il giusto, per i suoi trentasei anni. Col maritino amavano giocare in tutti i modi possibili e lei si considerava piuttosto birichina e capace di prendere le iniziative giuste al momento giusto.. come sfilarsi le mutandine davanti al volto del marito e strusciargli la fica appena depilata senza lasciarsi toccare.. fino a raggiungere lunghi orgasmi che le davano il piacere estremo di lasciare il maritino a cazzo duro e lei goduta come una vera entraineuse. Forse fu un caso che si incontrassero, Kris e Bea, proprio in quel pomeriggio così caldo d’estate, entrambe intente a scaricare pacchi e pacchetti per gli acquisti del fine settimana.
Si studiarono di sottecchi per qualche attimo e quando a Bea cadde la montagna di pacchettini che tentava di accollarsi, a Kris scappò una risata e si avvicinò dicendole:
“Che ne dici se io aiuto te e poi tu fai altrettanto con me?..Sono Kris, la tua vicina”
“Grazie, grazie..meno male che ti sei avvicinata, non avrei mai osato approfittare di te.. sono Bea.”
Si strinsero un attimo di troppo la mano e si piacquero all’istante.
Tra risatine e imbarazzi scaricarono tutto e Bea si offrì di preparare un aperitivo per ringraziarla e “salutare degnamente una vicina simpatica”.
Kris accettò con piacere e in breve si trovarono a guardare stupite una bottiglia di prosecco ghiacciato semi vuota evaporata nelle loro confidenze che si erano fatte via via più intime. Kris amava accarezzare e toccare mentre parlava e quasi senza rendersene conto, si accorse che le sarebbe piaciuto sedurre la nuova vicina con quel culetto così stuzzicante. Bea non aveva fatto nessun pensiero invece ma era contenta di aver finalmente trovato una amica speciale così vicina e in sintonia con lei.
Si salutarono con un bacetto sulla guancia e un abbraccio quando stava ormai per rientrare il buon Sandro. Non era accaduto nulla ma la scintilla era scoccata.

Si frequentarono lungo il resto dell’estate, tra cene e aperitivi cui partecipava anche Sandro, quasi sempre silenzioso ma capace di uscite spiritose. Tutto cambiò quando rientrando una sera dal lavoro, Kris sentì Bea che singhiozzava in casa. Preoccupata bussò alla sua porta e trovò Bea che si asciugava  le lacrime e le gettò le braccia al collo. Un altro amante stronzo che l’aveva abbandonata dopo mille tentennamenti e pochissime scopate degne di questo nome.
Kris lasciò che Bea le raccontasse tutto, sfogandosi fra le sue braccia e carezzandola come avrebbe fatto con una bambina.
“Sono stufa, Kris, stufa marcia di questi uomini che non mi scopano nemmeno bene.. quando sono così incazzata vorrei solo un amante da potermi succhiare quando ne ho voglia e da cui farmi scopare, un uomo oggetto, ecco!”
A quelle parole Kris sentì il sesso inumidirsi e in preda a un piacevole formicolio, non potè fare a meno di accorgersi che i suoi capezzoli si stavano inturgidendo, appena velati dal sottile reggiseno che portava sotto la camicetta di seta semi aperta.
“Bea, Bea, che puttanella che sei.. - risero immediatamente mentre Kris le sollevava il viso premuto sul suo seno – forse la tua cara vicina ha la medicina che fa per te..” - le si avvicinò e le diede un bacio sulle labbra che lasciò Bea stupita e senza parole.
Ora discutiamo davanti a un bel prosecco..tanto stasera Sandro è andato a correre coi colleghi e torna dopocena..io di cenare non ne ho voglia.. ma di un aperi-cena con te..senz'altro..Hai sempre il prosecco in frigo, vero?” - Così dicendo accese la musica e cambiò l'atmosfera della serata.
Un istante dopo, con Bea che ancora non credeva a quanto le stava accadendo, stavano ridendo e scherzando a base di tartine e bollicine. Si lasciarono andare a commenti sempre più intimi e la confidenza che già avevano maturato unita all'alcool fece la parte del leone nel cocktail di erotismo
Bea sentì il calore del vino e del sole al tramonto sulla pelle e si sfilò la canottiera restando solo con un reggiseno di pizzo minuscolo.
“Non ti scandalizzi, vero?”
“Adesso vedrai che ti scandalizzerai tu..”- ribattè Kris sbottonandosi la camicetta e mostrando il suo bellissimo e generoso seno ancora con i capezzoli dritti
“Wow che tette meravigliose hai, Kris..Fanno impazzire gli uomini lo sai..” - con nonchalance appoggiò una sua mano sul seno di Kris senza riuscire a contenerlo.. - che culo che hai a essere così dotata..se ce le avessi io le tue tette passerei il tempo a farmele leccare e a toccarmele..”
“A-ha..lo so si..il mio capo me le guarda di continuo.. e mi fa bagnare farlo arrapare, sai.. ci sono momenti in ufficio in cui mi devo strizzare i capezzoli per darmi un po' di sollievo..e di piacere ..- sorrise avvicinandosi a lei e guardandola negli occhi le mise una mano sul petto, attendendo maliziosamente che i capezzoli di Bea diventassero ancora più appuntiti e disse: - Bea..intendo soddisfare il tuo desiderio stanotte..”
“Ma che stai dicendo, Kris.. ti ho detto che vorrei solo fare un bel pompino a un uomo oggetto..”
“Ed è esattamente quello che farai..ma con mio marito.”
“Stai scherzando?”
“Dico sul serio..ma resterà ta me e te.. lui non lo scoprirà mai: stasera quando rientra te lo faccio trovare bendato e nudo a letto..ti avvicini e glielo ciucci esattamente come e quanto vuoi..e io mi godo la scena..Sandro non si accorgerà di nulla..e tu ti levi la voglia di ciucciare cazzi..Che ne pensi?”
“Ma ..ma..” - fece Bea con la fica che si era già bagnata al solo pensiero di quel giochetto 'innocente'.
“Niente ma – fece Kris appoggiando le sue tette in modo che i capezzoli si sfiorassero provocanti – sappi solo che tutto si paga, nella vita.” Le loro labbra si avvicinarono e le loro lingue si intrecciarono giocando a lungo. La mano di Kris passò lentamente dal collo al bacino di Bea lasciandola bagnata e con la fighetta che già si stava aprendo dalla voglia che lei gliela toccasse.
“Non ti ho detto che adoro anche limonare come una puttanella..” - fece Bea lasciando che le mani di Kris le si agguantassero sul culo al di sotto dei calzoni leggeri che indossava..
Kris bevve dal flute di Bea, la baciò e passò un po' di vino nella sua bocca, continuando a leccarle la lingua come una vera maitresse.
“Vestiti ora.. Sandro arriva tra un quarto d'ora tu devi essere nella mia cabina armadio e quando avrai finito devi sgusciartene fuori casa zitta zitta..mi raccomando.. lui non deve scoprirci. - si voltò un istante prima di incamminarsi dicendole: - siamo due vere troiette da scopare lo sai Bea..”
Gli occhi di Kris brillavano quando uscì di casa tenendo Bea per mano. Era buio e nessuno le poteva vedere.. Bea aveva capito molto bene cosa volesse Kris e per quanto non avesse mai provato interesse per un'altra donna i giochetti che avevano appena fatto l'avevano lasciata in un lago di voglia.
Le due amiche si misero all'opera in silenzio e appena in tempo. Quando Bea si fu nascosta Sandro parcheggiava nel vialetto sottocasa e poco dopo risalì le scale e si buttò sotto la doccia.
Kris, la mogliettina perversa si era messa un babydoll che le copriva appena il culo e fingeva di dormire sopra le lenzuola per via del caldo e per provocare Sandro.
Bea sbirciò la scenetta di lui che arrivava con l'accappatoio e restava a rimirare quel bel corpo ambrato dal sole che fingeva di risvegliarsi in quel lomento.
“Brutto puttaniere..sei stato a trombare in giro..eh?” - fece Kris tra il serio e il faceto.
“Maddai.. smettila..sono stanco.”
Bea, finalmente con la mano sulla sua fichetta rasata a pelo corto, temette che la sua attesa non sarebbe stata premiata : il maritino Sandro sembrava poco propenso al sesso.. ma evidentemente non conosceva le dinamiche del menage familiare..e la capacità di un uomo di accendersi davanti al sesso..
Lasciò che Sandro si spogliasse nudo e se ne andasse a far la doccia. Nel frattempo lo guardò per bene, il fisico atletico non si sarebbe indovinato sotto le tute anonime che portava spesso. Il suo sesso non era niente di speciale ma con la voglia che aveva addosso, se lo sarebbe anche scopato davanti a sua moglie Kris. Quando Bea fu sicura che lui fosse sotto l'acqua uscì fuori in tempo per vedere Kris che si era appena levata le mutandine da sotto al baby doll restando con una fica perfettamente rasata aperta e invitante come una pesca matura. A Bea quella scena di Kris che guardandola sfrontatamente, apriva le cosce e cominciava ad accarezzarsela, sarebbe rimasta impressa per tutta la vita.
Le si avvicinò e si baciarono ascoltando l'acqua della doccia di Sandro che scrosciava ancora. Quando il rumore cessò, Kris si tolse le dita dalla fica e se le fece succhiare da Bea, mettendogliele sulle labbra che questa leccò avidamente.
“Scc..troietta..vattene ora..che ti preparo il cornutello” - le fece Kris, voltandosi pancia sotto.
Il tempo di riprendere la posizione e Bea vide distintamente le dita di Kris che giocavano aprendosi le grandi labbra e accarezzandosele mentre emetteva piccoli gemiti.
Sandro uscì e si fermò a guardare incantato la moglie che si stava masturbando. Quando aprì l'accappatoio mostrò il suo sesso in piena erezione e si stava per avvicinare al letto quando la voce di Kris lo fermò:
“Dove vai puttaniere..non vorrai cercare di scoparmi dopo che ti sei fatto qualche troietta in giro?”
“...?”
“Fermati e non mi toccare..ci penso io a te..ora”
Kris infilò le mani sotto al cuscino e prese una sciarpa di seta e una mascherina di quelle che si usano nei voli transoceanici. Senza dire altro, spinse l'ignaro Sandro sul letto dopo averlo bendato e sfiorato con le labbra sulla bocca mormorandogli qualche sconcezza.
Sotto gli occhi incantanti di Bea, Sandro si fece legare e schiaffeggiare sulla faccia e pure sul sesso dalla mogliettina che ci stava davvero prendendo gusto ad eccitarlo a quel modo.
Un istante più tardi lei salì in ginocchio sulla faccia di Sandro senza toccargli il cazzo e, mettendosi a strusciare la sua fica sulla sua bocca, prese i polsi di Sandro e glieli legò alla testiera di ferro del letto.
Fatto questo discese lentamente dalla sua faccia e legò anche le sue gambe con un altro paio di lacci di seta. A questo punto Sandro era immobilizzato e bendato al letto, con un sesso provocantemente dritto verso l'alto..
Appena Kris si voltò verso la cabina armadio , Bea uscì dalla penombra in silenzio. Indossava solo più uno dei suoi minuscoli tanga e Kris la fermò solo per sfilarglielo e lasciarla completamente nuda,prima di dire a Sandro:
“ora, piccolo porco, stai per ricevere un pompino da una vera puttana..e giudicherai tu..se la troietta che ti sei fatto prima te lo succhia meglio o peggio di me..”
Bea si sentì prendere e abbracciare con irruenza da Kris che la limonò per quanche lunghissimo secondo, prima di guidare la sua bocca verso il cazzo di Sandro su cui si avventò come una dea del sesso..

La metro...

Come tutte le mattine per andare in ufficio prendo l’autobus, ma quel giorno c’era lo sciopero e l’unico mezzo che mi portava il più vicino possibile era la metro.
Ovviamente strapiena,ma non avevo alternative.
Eravamo schiacciati come sardine, e spesso capita che si approfittano della confusione per palpare o appoggiare il pene contro le ragazze, ormai è una cosa a cui non ci faccio più caso anche se non mi fa molto piacere.
La metro parte e a me aspettano 45 minuti di viaggio…neanche il tempo di partire e sento una mano che delicatamente si appoggia sul mio sedere, cerco di scansarmi ma mi è impossibile, però al mio movimento la mano sparisce e quando io mi giro per capire chi fosse nessuna faccia che mi faceva sospettare, notai però che dietro di me c’era una donna meravigliosa, non sembrava neanche vera tanto era bella.
Durante il viaggio, a momenti la mano mi toccava alcune volte solo appoggiandosi, altre accarezzandomi e altre ancora palpandomi, ma ogni volta che mi giravo nessuno sembrava aver fatto niente.
Quel giorno avevo la gonna perché sapevo che in ufficio ci sarebbe stata una riunione importante.
Ad un certo punto ho notato che la donna che era dietro di me era riuscita a sedersi, ma mentre realizzavo la cosa, la mano che fino a poco prima si limitava a sfiorarmi o toccarmi il sedere, si è infilata sotto la mia gonna sfiorando la mia patata.
Mi bloccai, non sapevo come reagire, avrei potuto urlare, girarmi di scatto, chiedere aiuto…ma niente, dalla mia bocca non uscì niente.
Mi bastò poco per capire che in realtà quella mano era della donna straordinariamente bella che era seduta dietro di me, e mi bastò ancora meno per capire che in realtà quella mano non mi creava nessun fastidio ma mi provocava piacere.
Al mio movimento lei fermò la mano e la tolse.
Dopo pochi minuti la sua mano torno sotto la mia gonna, ma questa volta non era sola, e sulla mia patata ormai bagnata, si posò una pallina vibrante.
Non potevo crederci, più mi toccava e più io mi eccitavo.
Ero ormai da un’altra parte del mondo con la testa, ma mi portò alla realtà la voce sulla metro, la prossima fermata sarebbe stata la mia.
Dispiaciuta perché dovevo scendere e non avrei più provato quel piacere, iniziai a chiudermi la giacca e a muovermi facendo capire alla donna che la nostra avventura era finita…almeno così pensavo.
Prima di scendere mi diede ancora una palpatina.
Durante la riunione, non riuscivo a smettere di pensare a quello che mi era successo e più ci pensavo e più mi eccitavo, quindi chiesi di uscire ed andai in bagno.
Arrivata in bagno, misi la mano in tasca per prendere il cellulare ma non c’era solo il cellulare…c’era anche un biglietto.
Avevo paura ad aprirlo…“Se questa mattina ti è piaciuto, ci vediamo dopo pranzo all’hotel XXX etc. Fuori dal tuo ufficio ci sarà una macchina ad aspettarti, se vuoi raggiungermi sale, altrimenti passa solo a dirgli “grazie comunque!” l’autista capirà che dovrà tornare indietro da solo.”
Rientrai in riunione ma continuavo a pensare a quel biglietto, non potevo credere che tanta bellezza cercasse proprio me….ma soprattutto la ragione per cui mi cercava.
La riunione finì, ed io dissi che dovevo scappare di corsa perché avevo un appuntamento.
Uscita in strada notai la macchina che mi stava aspettando dall’altra parte della strada, ma se da un lato avevo paura, dall’altra la voglia di raggiungerla era tanta.
Non sapevo ancora cosa avrei fatto, ma di sicuro avevo bisogno di fare due passi e prendere aria e quindi anziché attraversare semplicemente la strada, ho fatto il giro dell’isolato e quando ci sono arrivata di fianco ho deciso di salire.
L’autista per tutto il viaggio non mi disse niente, e questo silenzio mi metteva un po’ ansia…poi guardando fuori dal finestrino vidi l’hotel.
Arrivati davanti l’autista mi disse “stanza numero 250” e poi leggendo nel mio sguardo che ero un po’ disorientata aggiunse “la persona che deve incontrare la sta aspettando alla camera numero 250. Buona giornata signorina”.
“Grazie” è tutto ciò che sono riuscita a dire.
Entrata nella hall dell’albergo, lasciai il mio documento alla reception, poi mi accompagnarono davanti alla stanza e una volta arrivati mi diedero il pass per entrare.
Iniziò a salirmi l’ansia misto piacere…non riuscivo più a capire cosa stavo provando e per un attimo ho anche pensato di scappare, ma poi mi sono fatta coraggio e sono entrata.
La stanza era vuota ma notai un biglietto sul letto e mi avvicinai per leggerlo.
“Non penserai mica di avermi così facilmente, vicino al bagno c’è una valigia, aprila e scegli cosa metterti, è tutta per te, stamattina dopo averti incontrata ho fatto shopping.
Dopo esserti cambiata, vai in bagno e guardati allo specchio.”
La valigia era li che mi aspettava, piano piano mi sono avvicinata e l’ho aperta…dentro c’era un mondo.
Mi cambiai intimo e vestiti e andai in bagno…un altro biglietto.
“Torna all’entrata, l’autista ti sta aspettando. G.”
La cosa mi stuzzicava sempre di più, l’eccitazione e la voglia di vederla ormai erano incontrollabili.
Salita di nuovo in macchina, senza dirmi niente l’autista partì.
Per tutto il viaggio guardando fuori dal finestrino cercavo di capire dove mi stesse portando ma non riuscivo ad orientarmi…poi i vetri si oscurarono e quando chiesi all’autista perché, mi rispose che la signora voleva così.
I pensieri non finivamo più…Pensavo a come potesse chiamarsi, a cosa sarebbe successo…poi la macchina si fermò.
L’autista scese ad aprirmi la porta e quando scesi vidi un parco enorme con davanti una villa stupenda.
Alzai gli occhi e vidi che in veranda c’era la donna dei miei sogni seduta ad un tavolino: con solo una vestaglia trasparente e sotto solo un perizoma invisibile.
Arrivata davanti a lei, si alzò e senza dirmi neanche una parola mi venne incontro e iniziò a baciarmi…non mi tirai più indietro, ma mi lasciai completamente andare.
Continuava a baciarmi e a toccarmi, le sua mani ormai erano ovunque.
Mi spinse sul tavolo, si inginocchiò davanti a me e iniziò a leccarmi la patata ormai bagnata di umori.
Io tirò su, mi spogliò tutta e mi fece appoggiare a pancia in giro sul tavolo, mi massaggia la schiena con le mani e poi con lingua scende fino al mio culo, che ormai è già dilatato, e giocando con mani e lingua mi fa arrivare al primo orgasmo.
Poi mi corica su un lettino e inizia a massaggiarmi anche davanti con le mani, poi mi appoggia le sue enormi tette in faccia e mi lascia leccarle i capezzoli che una volta duri li sfrega contro i miei, e intanto sento il suo clitoride sfiorare il mio e poi sfregarsi sempre di più…il piacere è immenso, vorrei urlare ma ho paura che qualcuno mi senta.
Mentre continua, forse leggendomi negli occhi quello a cui stavo pensando, mi sussurra all’orecchio “fai sfogare anche la tua voce, nessuno potrà mai sentirci”…non riuscì neanche a finire la frase che iniziai ad urlare dal piacere e mi fece venire un altro orgasmo.
Sono ancora svarionata, la mia mente viaggia ancora quando sento la sua mani appoggiarsi sui miei fianchi e alzarmeli un po’ e inizia il cunnilingus più intenso della mia vita, la sua bocca e la sua lingua sembrano una pompa a motore…inutile dirvi che l’orgasmo è stato allucinante, ma lei non si è fermata…ha raccolto tutto il mio umore, continuando a passarmi la lingua e l’orgasmo sembrava non finire mai.
Ci siamo alzate e siamo andate in piscina, sono entrata prima io, mentre lei è rimasta seduta sul bordo e io da dentro le passavo la lingua su quella figa così morbida che non sembrava vera.
Poi è scesa anche lei ma i nostri corpi non si sono mai staccati…
Finito il bagno siamo entrate, camminando ho notato che su ogni porta c’era una scritta e noi siamo entrati dove c’era scritto “Stanza del piacere”.
La stanza era bellissima, l’eccitazione ti saliva solo a respirare l’aria e a guardarti intorno…era pieno di ogni tipo di gioco.
Le nostre fantasie sono andate oltre al possibile immaginabile.
Ci siamo messe nelle stesso letto…ma a metà notte, ho sentito qualcosa toccarmi, erano le sue tette sulla mia faccia…e abbiamo ricominciato….insaziabili…finchè non ci siamo addormentate…
La mattina quando mi sono svegliata, lei non c’era più…ma c’era un biglietto:
“Sono dovuta scappare… ma tu fai pure con calma, l’autista ti aspetta sotto…prima di uscire, passa nell’altro albergo a prendere la valigia e i tuoi vestiti.G”
In quel momento mi resi conto che il suo nome non me l’aveva mai detto.
Una volta nell’altro hotel, appoggiato sopra la valigia trovai un pacchettino…Una volta aperto non potevo crederci dentro c’era la pallina che aveva usato sull’autobus e un biglietto “Non so se ci rivedremo ancora, ma voglio che tu abbia per sempre un ricordo della nostra avventura…G”.
Presi un giorno di ferie perché non potevo andare in ufficio così, mi avrebbero riempito di domade.
Pensai a tutto il giorno a lei…e ogni volta che mi eccitavo, prendevo quella pallina e la facevo passare sulla mia patata.
Per molto tempo presi la metro sperando di poterla rincontrare, ma ciò non accadde.
Poi una mattina, io ero già in piedi in mezzo alla gente sulla metro, e dietro di me sentii una mano appoggiarsi, la riconobbi subito.
Feci per girarmi ma lei si avvicinò al mio orecchio e mi disse di non farlo perché se no ci avrebbero notate.La lascia fare…e raggiunsi l’orgasmo sull’autobus.

mercoledì 1 febbraio 2012

Che zia...

Oggi ho rivisto mia Zia , ero con mia moglie e un bimbo in arrivo.
Parlando si scherzava sulle speranze che il bimbo in arrivo non prendessie il naso di uno , gli occhi dell’altro ecc…
Per un’ attimo mi venne in mente quando più di di venti anni fa forse 22 , allora avevo non ricordo se 15 o 16 anni , in piena crisi ormonale ero totalmente cotto di mia Zia e adesso la vedo lì invecchiata anche lei davanti a me che si ride scherza come se niente fosse accaduto mai.
Ricordo che l’ interesse forte per lei fu come uno tsunami che mi prese in pieno.
In quel periodo si andava spesso in ferie insieme tra i miei genitori e i miei zii c’era un bel rapporto di amicizia, mia madre e mia zia (sorelle) sono originarie della Toscana, Follonica.
Un giorno una battuta sulle sue performance con mia zia mi fece eccitare in modo esplosivo, mi ero immaginato mia zia mentre era avvinghiata con mio zio nella loro camera e nella varie posizioni . Da lì ho cominciato a vedere mia zia in modo sempre più bramoso , mi masturbavo di continua pensando a tutte le situazioni che potevano crearsi , ero sicuro che la cosa non era del tutto passata inosservata un po’ da tutti, anche da lei.
Una Settimana prima di partire per le ferie con mia madre andai a trovare mia zia perché dovevano comprare delle cose per la casa in Toscana, io mi misi a guardare la Tv , quando venne mio padre a perndere mia madre io barbottavo perché volevo vedere la fine del film, mia zia disse a mia madre “lascialo qui tanto appena esce dal lavoro (mio Zio ) passiamo da voi e lo portiamo”.
Mia madre scese e andò via con mio padre.
Realizai che ero da solo con mia zia, avevo tutto il cervello che era come bombardato da emozioni incredibili, avrei voluto andare in cucina dov’era lei e abbracciarla da dierto , baciarla sul collo e poi limonarla, piegarla in avanti e leccarla ovuvunque e poi possederla… ma ero immobile seduto sul divano in sala, davanti alla tv a guardare un film, che se mi avessero spento il televisore davanti non me ne sarei neanche accorto.
Immobile li davanti a pensare a mia zia di là quando ad un certo punto venne e mi chiese se volevo qualcosa , frutta un pezzo di torta che aveva fatto , io le dissi di no ringraziandola pensando che sarebbe andata di nuovo in cucina , invece si sedette sul divano e si distese, i suoi piedi arrivavano quasi a toccarmi la gamba.
Nel distendersi disse che aveva un male pazzesco ai piedi che aveva camminato tutto il giorno ecc…, poi mi chiese com’era quel film , mentre glielo raccontavo vedevo le sue gambe che finivano in un vestito che arrivava sopra al ginocchio azzurro chiaro, era ranicchiata su un fianco e la testa sul cuscino del divano. Vedevo i suoi capelli sulla spalla, una parte del collo e del suo orecchino , il suo profilo, la bocca il naso, era una bella donna pensai che da giovane doveva essere stata veramente bella.
Finito di spiegarle il film cadde di nuovo il silenzio ero paralizzato, il mio cervello era un vulcano ingabbiato dalla paura, avevo i suoi piedi li vicino , provai con movimenti impercettibili aspostare la gamba (ero con i pantaloncini corti) a toccare i suoi piedi … fino a quando finalmente li tocccai .
Il contatto della mia pelle con i puoi piedini mi fece ancora più accellerare il cuore, ormai pompava sangue come un tamburo e in un'unica direzione , ebbi un’erezione pazzesca, dovevo spostate l’elatisco delle mutande perché mi dava un fastidio pazzesco ma non volevo perdere il contatto con i suoi piedi, mentre pensavo a tutto questo lei ad un certo punto spostò i piedi perdendo il contatto .
Mi aggiustati con molta calma le mutande cercando di non dare troppo nell’occhio, temevo si vedesse l’erezione che era al massimo del suo potenziale.
Ero deluso nel non sentire più il suo piede e cercavo di pensare su come avrei potuto di nuovo toccarlo ma era troppo ranicchiata e distante avrei dovuto spostarmi ma avrei dato troppo nell’occhio.
Dopo qualche minuto, mentre la mia depressione era alle stelle si allungò di nuovo e il piede finì proprio sulla mia gamba, mi sentivo il membro sotto il mento quanto sangie fu convogliato lì da l mio cuore che batteva talmente forte che avevo paura si sentisse .
Lei con la sua voce dolcissima di disse “ scusa Francesco (il mio nome) ma devo allungare la gamba ho come dei tiranervi , ti da fastidio?” senza aspettare neanche un secondo la mi bocca rispose “figurati zia , anzi se vuoi ti potrei fare anche un massaggio al piede sai la pianta ha tutta la mappatura del notro corpo … “ lei rispose “va bene ma fai piano”
Le mie mani cominciarono a massaggiarle il piede mentre i pieno silenzio guardavamo il film, per me era come se stessi avendo un rapporto fisico con lei , avrei voluto leccarmi le dita che massaggiavano i suoi piedi per sentire il suo odore , il suo sapore.
Con la coda dell’occhio cercavo di cogliere se si intravedevano le mutandine, quando il piede senza farlo apposta lo abbasi toccando così il mio membro in piena erezione, lei poco dopo con fare tranquillo spostò il piede e si accovacciò con i piedi di nuovo distanti .Poco dopo arrivò mio zio e mi riportarono a casa.
Una Settimana dopo partimmo per la Toscana, io sempre a masturbarmi quasi di continuo , sognando costantemente lei , il suo corpo la sua bocca ...
Per fortuna che al mare si passa parte della giornata in ammollo così mi raffreddavo un po’, e ognitanto riuscivo a pensare anche ad’altro.
Nelle prime ore del pomeriggio chi andava fare una penichella come mio padre e mio zio o chi leggeva come mia madre, mia zia andava a fare 2 passi nella pineta.
Passavano i giorni, al tezo giorno che eravamo lì quando finimmo di mangiare mio zio e mio padre decisero di andare a pescare, era dal giorno precedente che ne parlavano e mia madre andò a trovare una vecchia parente di lì, mia zia preferì rimanere lì.
Ci mettemmo a giocare a carte poi con le frecciette e decidemmo di far pagare delle penitenze quando si perdeva , io volevo farle fare delle penitenze come un bacio sulla bocca ma non ebbi il coraggio di proporlo così le penitenze furono chi metteva sul il caffè o sparecchiava la tavola.
Dopo ci coricammo un po’ sul letto la camera dei miei zii era con il televisore, lei mi disse che se non avevo sonno potevo guardare la tv menre lei si coricava un po’ , se avessi tenuto il volume un po’ basso non le dava fastidio anzi .
Così mentre guardavo la tv lei era coricata vicino a me, non so cosa mi prese , ma dopo un po’ mi avvicinai a lei e distedi il mio corpo affianco al suo , sentivo il suo odore , con la mano le accarezzavo i capelli, poi piano piano mi coricai al contrario e con i suoi piedi vicino alla bocca cominciai a baciarli con molta prudenza fino al leccarli. Con una mano le sfioravo il ginocchio salendo sulla coscia e le mani s’infilarono all’interno del suo vestitino doposole.
Lei era un po’ assonnata forse credeva fossi mio zio e si lasciava fare anzi allagò leggermente le gambe e mosse lentamente i suoi piedi sul mio viso , cominciai a leccarla tutta e salivo su fino ad arrivare alla suo interno coscia, sentivo il suo profumo sempre più intenso , quando lei di colpo si tirò su e dissse in tono deciso “Francesco!!! …” io non capivo più nulla mi tirai su anch’io e le misi la lingua in bocca e con il mio peso la feci ricoricare.
Lei fece un minimo di resistenza ma la lingua che vaevo nella sua bocca continiuava ad essere attaccata con la sua.
Con foga infilai la mano nel suo costume ma causa inesperienza e troppa foga cercando il suo sesso sentii che le feci male e lei si girò verso il letto dandomi la schiema .
Io sollevai il vestitino doposole e tirai giù un po’ il costume e feci passare la llingua in mezzo al suo culetto , lei si dimenò per un secondo ma poi sentivo che le piaceva fino ad arrivare al suo buchetto nero, un ano bellissimo e con la lingua cercai di penetrare
Di colpo sentti l’arrivo di qualcuno , come un fulmine andai in bagno e dopo un po’ sentii dal bagno che mia madre parlava con mia zia.
Parlavano della parente che mia madre andò a fare visita eniente più.
La giornata passò e io a volte non riuscivo a capire se era tutto un sogno o era successo davvero, guardavo mia zia e il suo comportamento con gli altri e con mera del tutto naturale e identico a prima.
Il giorrno dopo mentre mangievamo avevo mia zia seduta davanti e provai ad avvicinare i miei piedi ai suoi e al contatto lei non li spostava, allora mi feci più temerario e allungai il piede in mezzo alle sue cosce e lei lo lasciò per qualche secondo poi lo spostò e si alzò per sparecchiare.
Andai di sopra in bagno avevo bisogno di farmi una gran sega, mentre mi sedevo sulla tazza con il membro in mano , mia zia bussò alla porta, mi disse se poteva entrare per un attimo . che faceva in fretta, mi alzai e andai ad parire la porta lei entrò , mi chiese cosa stessi facendo le risposi nulla, lei guardò il mio membro , poi mi guardò negli occhi e mi tirò uno schiaffo e mi disse di piantarla.
Ero completamente spiazzato e deluso nonso neanch’io se stavo per piangere e chiederle scusa o gridare , gli occhi mi vennero luci e mi scendavano delle lacrime , eli mi guardò negli occhi con ancora la mano pronta a colpire quando di colpo mi prese la testa e mi baciò con passione e m’infilò la lingua in bocca poi si spogliò e mi tirò giù il costume anche a me e mi disse , non capiterà mai più sarà la pria e ultima volta, guai a te se dopo questo farai ancora il cretino con me.
Era in piedi e mise una peide sul bordo della vasca da bagno e mi dise di inginocchiarmi e di leccarla li mentre con le mani apriva le labbra della sua figa, la leccai intenzsamente e lei dopo cominciò e irrorarmi la bocca con il suo liquido , un sapore fantastico poi mi tisò su e mi limonò mi disse di seremi sull sgabello e lei si sedette sul mio menbro mentre mi cavalcava con andatura forte mi abbracciò e mi limonava venni in un’esplosione pazzesca lei si alzò mi prese la testa l’avvicinò alla sua figa e mi disse di leccarle la patata, leccai fino a farla venire mentre nella mia bocca avevo sia il mio liquido che il suo.
Da allora niente più …

Mia sorella...

Salve a tutti...
Quella che sto per raccontarvi è una storia realmente accaduta basata sul succedersi di avvenimenti indescrivibili che hanno letteralmente cambiato la mia vita. All'epoca ero un ragazzo di 15 anni che condivideva un amore fraterno con la sorellina di anni 11. Arianna (mia sorella) stava attraversando un periodo particolarmente interessante della sua vita,cercava continuamente una risposta a qualsiasi quesito e ultimamente,accorgendosi del mutamento fisico che stava subendo, volle sapere alcune informazioni che l'avrebbero aiutata a trovare un punto d'incontro con il suo corpicino.Naturalmente Arianna si rivolse a me... Tutto iniziò una domenica mattina.... Eravamo da soli in casa perchè entrambi i nostri genitori erano fuori per lavoro e la mia sorellina non tardò nel mettermi in difficoltà con le sue domandine:"Fratellino ora che siamo soli ti va di parlare un po?" risposi di si dicendoli di andare in camera sua ed aspettarmi. Al mio arrivo Arianna si fece trovare con una vestaglia trasparente molto sexy e io le domandai immediatamente il perchè. "Fratellino mi sono vestita così per il semplice motivo che le domande che voglio farti riguardano il mio corpo e così mi sento più a mio agio". Non riuscire a credere alle parole appena pronunciate da mia sorella... ero allibito e percepivo che qualcosa tra di noi stava per cambiare.Mi sedetti accanto a lei e le dissi di iniziare. Non se lo fece ripetere due volte e in un battibaleno iniziò a spiegarmi alcuni cambiamenti che lei stava vivendo. Il visino rosso e la sua dolce vocina quasi fatata mi provocarono un erezione indimenticabile. " Ecco... vedi fratellino in questi ultimi giorni provo certe sensazioni strane emmmm...e poi... diciamo...." Dai stai tranquilla non vergognarti con me puoi confidarti Arianna..."Si ecco...emmm... non so come mai ma la mia patatina si inumidisce spesso provocandomi uno strano fastidio". A questa affermazione stavo per svenire! Non ci potevo ancora credere! La mia innocente sorellina stava pian pianino scoprendo le meraviglie che la natura ci offre! Imbarazzatissimo non riuscivo più a trattenermi in alcuni incestuosi pensieri che vedevano me e Arianna insieme. Avevo deciso,lei doveva essere mia e gli avrei insegnato tutto quello che conoscevo offrendole la possibilità di avventurarsi in uno spettacolare mondo,il mondo del PIACERE. Dovevo pianificare le mie mosse e non persi tempo. Continuammo a parlare mentre ad un tratto feci scivolare la mia mamma sul suo ginocchio. Lei mi fermò e mi domandò:" Andre cosa stai facendo?...Nulla sorellina stai tranquilla era solo per tranquilizarti! Nel frattempo, mentre lei continuava a spiegarmi le sue sensazioni, muovevo la mano sulla sua gamba con un tocco delicato e sensuale notando che il tono della sua voce stava cambiando. "Fratellino dai basta fermati perfavore" esclamò. "Stai tranquilla cucciola lasciati andare e vedrai che andrà tutto bene!" Lentamente arrivai in mezzo alle sue favolose gambe. Iniziai a massagiare lentamente e infine arrivai al suo splendido fiore. Si irrigidì immediatamente supplicandomi di fermarmi ma io ero troppo preso e in compagnia di un erezione spaventosa appoggiai le mie labbra alle sue. Dopo alcuni secondi la mia lingua trovò la sua, era fantastico esse si cercavamo e si intrecciavano mentre la piccola Arianna iniziava ad ansimare insistentemente per via della mia mano sulla sua vergine fighetta. "Sorellina facciamo un gioco che darà una risposta alla tua domanda?" " Di cosa si tratta? " " Devi toglierti le tue mutandine e lasciarmi accarezzare il tuo fiorellino dopodichè capirai te stessa cosa si prova!" "No Andrea dai non credo che ne valga la pena" Dopo questa affermazione infilai immediatamente la mano dentro le sue mutande trovando un piccolo clitoride eretto. " No dai Andre cosa fai?" " Stai tranquilla e rilassati" iniziai a massagiarla lentamente compiendo un movimento circolatorio. La piccola Arianna stava letteralmente impazzendo! Ansimava prepotentemente con gli occhi socchiusi mentre la sua mano era appoggiata alla mia e premeva con la spereanza che quella mia splendida manina rimanesse li a regalarli emozione indescrivibili. Avevo la mano fradicia dai suoi umori e ad un tratto.... "Basta Andre Basta non ce la faccio più!" Avevo capito che era giunto il momento, la mia dolce sorellina stava avendo il suo primo orgasmo. Le tappai la bocca con la mia lingua mentre continuavo nel mio intento. Arianna si lascio andare e inarcando la schiena venne nella mia manina. Era fantastico la mia sorellina mi aveva appena sborrato nella mano! Stavo vivendo momenti favolosi. La mia cucciolotta quando si riprese mi ringraziò con un intenso bacio dopodichè mi sussurò nell'orecchio:"Tesoruccio quando avrò voglia di ripetere tu ci sarai vero? Io naturalmente le risposi di... Ora era il momento di ritornare in soggiorno, Papà e Mamma stavano ritornando e la giornata era ormai giunta al termine. Nei giorni seguenti il nostro rapporto si evolse e procedetti con gli insegnamenti.........

La suocera...

Salve a tutti volevo raccontare cosa mi' e' successo 6 anni fa in primavera.....
A quei tempi non ero ancora sposato ma la mia compagna, adesso mia moglie, era incinta e vivevamo gia' insieme praticamente a casa dei miei suoceri.
Premetto che mia suocera all'epoca dei fatti aveva 46 anni, lei e' una donna molto attraente, un bel seno prorompente e buon gusto nel vestirsi...
Un sabato ricordo, non sapendo che fare per il fine settimana, decidemmo tutti e quattro di andare in montagna, a trovare dei parenti, avremmo passato la notte li' e la domenica sera saremmo ritornati a casa.
A meta' del viaggio mia moglie ci disse che voleva fermarsi un attimo per sgranchirsi le gambe e andare alla toilette e cosi' ci fermammo in un autogrill.
Finita la sosta, prima di rimetterci in viaggio, mia moglie mi disse che preferiva sedersi davanti essendo incinta soffriva un po' la macchina e quindi nei sedili posteriori andammo io e mia suocera.
Il viaggio proseguiva tranquillo quando ad un certo punto mi accorsi che mia suocera di fianco a me si era appisolata e dalla camicetta si intravedeva il reggiseno e la forma imponente delle sue tette...
Ricordo che aveva un paio di pantaloni neri, abbastanza aderenti, quindi con la scusa di cambiare un po' posizione mi abbassai leggermente e guardai in mezzo alle gambe notando un bel "pacco" e cominciai ad immaginare come poteva essere mia suocera nuda....
Eravamo quasi arrivati e mi accorsi che intorno a noi era gia' buio, l'abitacolo era completamente all'oscuro, mio suocero guidava mi moglie di fianco a lui dormiva e io facendo finta di dormire anche io appoggiai una mano sulla coscia di mia suocera...Lei senti' la mia mano, si mosse un po' ma non la tolse, dopo cinque minuti vidi che si stava svegliando quindi tolsi la mia mano dalle sue gambe mi misi composto e feci finta di niente, lei una volta aperti gli occhi si volto' verso di me mi fece un sorriso e mi disse "buongiorno!" io le sorrisi e le risposi cortesemente.
Arrivati a destinazione tutto ando' normalmente non successe nulla di particolare fino a quando mi arriva un sms....
Appena presi il cellulare dalla tasca, mia suocera mi guardo' fulminandomi, io lessi il messaggio, ritirai il telefono e alla domanda di mia moglie "chi era?" le risposi" niente, gli amici del calcetto!" invece il messaggio era proprio di mia suocera che mi scrisse "domani quando ritorniamo a casa ti siedi dietro con me vero?".
Aver mentito a mia moglie fece sorridere mia suocera e ci guardammo capendo che c'era un filo conduttore inaspettato tra noi. al ritorno come previsto ci sedemmo dietro io e lei e incominciammo il viaggio di ritorno....dopo un po' notai che lei si addormento' ma continuava a muoversi come se fosse agitata io non mi preoccupai e cercai di dormire anche io.
Ad un certo punto sentii sulla mia coscia la mano di mia suocera, mi girai verso di lei imbarazzato ma lei aveva ancora gli occhi chiusi e non feci niente...
Successivamente si sposto' e notai con stupore che dalla scollatura riuscivo a vedere distintamente il seno in quanto un bottone magicamente si apri'....tra me e me dissi " mamma che tette" e mi toccai sul jeans le mie parti intime che si ingrossarono all'istante
Presi coraggio e mi sdraiai con la testa sulle sue gambe per dormire piu' comodo, lei non disse nulla e facendo finta di dormire le sfiorai il seno.....
A quel punto la svolta: senza dire niente lei prese la mia mano e se la mise sulle tette io eccitatissimo cominciai a stringerle tra le mie mani e sentivo il mio cazzo un marmo....
con la scusa di grattarmi il collo le misi una mano sull'interno coscia e visto che non reagi' affondai il colpo infilandogli la mano in mezzo alle cosce facendo su e giu sulla sua figa...
Lei fece un mugugno ma non mi sposto'....ed io preso dall'eccitazione mi alzai, mi misi seduto, le presi la mano e le feci sentire quanto ero duro
Lei ondulo' 2 o 3 volte la mano sul jeans mi guardo', sorrise e mi sussurro' "basta..."
Mi spostai e finimmo il viaggio ognuno al suo posto.
Arrivati a casa ci salutammo e andammo a dormire.
Verso le 2 di notte mi ricordo di avere avuto una gran sete, quindi scesi al piano inferiore e andai in cucina. dopo aver bevuto mi misi a guardare un po' di tv, non avevo piu' sonno ed ero abbastanza riposato.
Ad un certo punto si accese la luce delle scale, stava scendendo qualcuno....
Feci finta di niente e vidi che era lei con una sottoveste di raso bianca ando' in cucina, si accorse della mia presenza e mi disse " non hai sonno neanche tu?" e io le risposi " no ho gia dormito in macchina oggi....!"
Ad un tratto si sedette vicino a me sul bracciolo della poltrona a vedere la tv, alzo' il plaid che avevo sulle gambe e mi prese in mano il cazzo cominciando a segarmi...
Io rimasi di stucco ma ero talmente eccitato che le dissi solo" voglio scoparti".
Mi alzai di scatto la tirai su e cominciai a baciarla dappertutto infilando le mani nella sottoveste notai che era senza intimo e li non ce la feci piu', durissimo mi sono sdraiato a terra e le dissi " vieni sopra", lei senza batter ciglio si mise in piedi su di me e si abbasso' aprendo le gambe verso il mio cazzo... lo prese lo mise dritto e se lo infilo' fino alle palle, comincio' a fare su e giu' scopandolo con forza, io ero eccitato cosi' tanto che sentivo gia di inondarla ma cercavo di trattenermi per scoparla il piu' possibile ad un certo punto pero' si tiro' giu le spalline della sottoveste e saltava cosi' forte sul mio cazzo che le tette le balzarono fuori....alla vista di quello splendore le dissi dai continua a scoparmi che sto per sborrare... e lei aumentando il ritmo mi disse dai sborrami dentro.....
Le venni dentro a dismisura e finendo lei disse " che porco che sei! e io le risposi " io sono porco ma tu sei una gran troia!! rise e mi congedo' con un bacio dicendomi " a domani!"

Al cinema...

Quella sera ero veramente deciso,non avevo mai provato ma l'eccitazione era veramente tanta.
Quasi per curiosità qualche giorno prima non sapendo cosa fare avevo indossato per la prima volta degli indumenti femminili.Consistevano in uno stivaletto sotto ginocchio nero con tacco da 10,calze a rete con giarrettiera,mini rigorosamente senza mutandine camicetta nera e regiseno.Il tutto condito con una parrucca mora a cui feci due lunghi codini.
Quando mi specchiai rimasi senza fiato nel vedere la mia immagine riflessa,non potevo essere io,così sorprendentemente femminile.Non riuscivo a credere ai miei occhi.
Ero eccitato anzi da quel momento eccitata visto che si trattava della mia parte nascosta che finalmente era uscita allo scoperto.
Mi feci delle foto e le pubblicai su un sito a tema.
Non riuscivo a credere alle 100 visite + 10 messaggi giornalieri di complimenti.
Non non potevo farlo ma era più forte di me pensai: ...e se uscissi in pubblico vestita così!
Il solo pensiero mi aveva azzerato la salivazione,però ero troppo curiosa ed eccitata.
Decisi di portarmi l'abbigliamento in uno zaino e solo se avessi avuto il coraggio mi sarei cambiata.
Dove andare però,i parchi o parcheggi mi sembravano troppo azzardati come prima uscita in pubblico quindi optai per un cinema a luci rosse.
Entrai da tranquillo spettatore maschio munito di zainetto,feci una breve perlustazione in sala e notai che per essere una serata infrasettimanale c'era più movimento del solito per fortuna.
Quindi andai al bagno mi chiusi dentro e steso sul pavimento un quotidiano aperto mi ci cambiai sopra in 5/6 minuti.
Ora l'abbigiamento era uguale a quello descritto sopra ma ci aggiunsi un collare con anello per farmi identificare come slave e un paio di grandi occhiali da sole soft.
Feci un gran respiro e quando uscii un vecchio signore che mi aveva visto entrare rimase incredulo.
Entrai in sala,sentii da subito tutti gli occhi su di me,mi sentivo un pò a disagio ma ero tremendamente eccitata.
Mi misi in piedi contro la parete dietro gli ultimi sedili aspettando di abbituare la vista perchè con gli occhiali non ci vedevo praticamente quasi nulla.
Passaro circa 2 minuti quando senza aver ancora messo a fuoco la sala sentii accarezzarmi la coscia destra,subito dopo da sinistra un'altra mano senza troppi prelimininari era già passata a palpeggiarmi il sedere cercando di trovare il buchetto che era agevolato dal fatto che non portavo le mutandine.
Avevo il cuore a mille e su quegli scomodi tacchi mi tremavano anche le gambe.
Quando cominciai a vedere anche se non distintamente,notai un gran numero di persone interessate alla mia presenza.
Uno mi prese la mano e mi invitò a fargli una bella sega,un'altro di una certa età si avvicinò alla mia guancia da prima cominciò ad annusarla per poi leccarla e infine mi cacciò la sua lingua in bocca.
Intanto il mio culetto era conteso da 2 individui che giocavano a chi infilava il dito più in profondità,io chiusi gli occhi e lasciai fare sentendo altre mani palparmi sotto il regiseno e sulla pancia.
Ero in perfetta balia del branco ,un branco composto ma molto arrapato quando staccatomi dalla bocca di quel vecchio porco una mano premette sulla testa per farmi segno di inginocchiarmi.Ero in extasi.
Ora ero in ginocchio e tutto intorno a me uomini di tutte le età che in modo composto aspettavano che glieio prendessi in bocca,anche i più timidi che prima si erano limitati a masturbarsi nel vedermi pretendevano un bel bocchino.
Così con un cazzo in bocca ed uno in ogni mano cominciai a fare quello per cui ero venuta a cinema(La Troia).
Cominciai a sentire la prima iaculazione sulla spalla dove cominciai spalmarmela per bene ma in breve tempo fu una pioggia interminabile di sperma sul viso dove solo gli occhiali ora mi riparavano gli occhi.
Sul più bello finì il primo tempo quando si accesero le luci in sala,la gente frettolosamente si ricompose quando rimasi ancora in ginocchio sotto gli occhi di tutti con la sborra che mi colava del naso dal mento.
Che vergogna pensai,presi un fazzoletto di carta per asciugarmi ma ce ne vollero 4.
Mi ricomposi, tornai in bagno il più presto possibile per cambiarmi e sparire.
All'uscita dalla sala in parte mi seguirono in bagno e prima di entrare per cambiarmi fui travolta da una marea di complimenti sinceri e mi fecero inoltre prometettere di ritornare.

Cacciatore o preda...

Sono cresciuto con l’idea, peraltro comunemente condivisa perlomeno nella mentalità tradizionale, che tocca all’uomo andare all’attacco e soggiogare la donna. Ma mi sono dovuto ricredere molto presto.
La cosa mi è capitata lo scorso mese di settembre. Il bel tempo allungava ancora un po’ il clima delle vacanze, ma l’imminenza della sessione autunnale degli esami universitari mi richiamava al dovere. Per cui, nonostante mi rompesse non poco tornare a casa a preparare l’esame di scienze delle finanze (tostissimo!), nel pieno della canicola ho lasciato i perdigiorno dei miei amici al bar e mi sono ritirato.
Il caso ha voluto che, proprio sulle scale del mio palazzo, mi sono trovato davanti il culo maestoso della vedova che abita al mio stesso piano, la signora Aurora, una bella donna di una cinquantina d’anni, sempre vestita di nero, con tre figli ormai grandi, l’ultimo dei quali mio coetaneo e studente come me.
L’avevo vista tante volte, qualche volta si intratteneva sul pianerottolo con mia madre, ma non avevo mai avuto occasione di averla lì tanto vicina. Lei saliva davanti a me con quel bel mappamondo ondeggiante e, rampa dopo rampa, seguivo l’arrapante saliscendi delle sue chiappe sbirciando sul davanti il rimbalzo vistoso delle sue tettone. Uno spettacolo mozzafiato che mi trasmetteva un formicolìo alle mani, tanto più che, per il caldo ed il sudore, il suo vestitino leggero si attaccava alla pelle e metteva in bella mostra i contorni delle sue forme voluminose, lo spacco centrale e le pieghe inferiori delle sue natiche.
Avevo la tentazione fortissima di allungarle una bella manata, ma arrivammo molto presto al suo pianerottolo, la signora si voltò appena a salutarmi e scomparve dietro la porta di casa. E a me non restò di scaricare l’eccitazione repressa in un bel segone in bagno.
Ma era destino che la dovessi incrociare di nuovo. Appena un paio di giorni dopo, verso le 10 di mattina, me la ritrovai davanti a me nelle scale inchinata a 90 gradi mentre lavava la scalinata davanti alla sua porta. Piegata com’era, con le gambe e le mani che si muovevano sincronicamente, la gonna nera si era alzata abbastanza ed io, che venivo dal basso, potevo vederle le cosce sino quasi al bordo delle mutandine. Salii fino a impattare col suo culone in movimento e, con un movimento istintivo, le cinsi la vita da dietro e schiacciai la mia patta già ingrossata contro le sue chiappe.
La signora si bloccò sorpresa, girò appena il viso verso di me e mi fulminò con gli occhi:
“Ma che fai, cretino!?... sei impazzito? …. Giù quelle mani! … Guarda che lo dico a tua madre!”
Ma, non so con quanta incoscienza, non mollai, continuai a tenerla avvinghiata così, anzi aumentai la pressione del mio bacino contro il suo didietro.
“Ma … ma cosa vuoi fare? ….”, riprese a protestare, “lasciami, screanzato!”
Non le diedi ascolto, cominciai a frugare con la mano destra sotto la gonna, intrufolai due-tre dita sotto la mutandina e le spinsi sin dentro la sua ficona pelosa, cominciando subito a titillarle il clito e a tormentarle le labbra interne.
“Ma che fai, disgraziato?”, si lamentava la donna ansando e gemendo, “dio mio …. ma sei uscito di testa?”
Per fortuna, a quell’ora, nelle scale non c’era anima viva. Perciò continuai imperterrito a tenerla bloccata in ginocchio sulle scale, con il cazzo che premeva imperiosamente contro il suo culo e la mano che ormai aveva preso possesso della sua fica e la sgrillettava freneticamente.
Andammo avanti così per tre-quattro minuti, poi, tra gemiti e urletti appena trattenuti, la signora si abbandonò ad un orgasmo lungo e squassante, agitandosi come in preda ad un attacco di epilessia e rilasciandomi tra le dita un abbondante effluvio di succo vaginale.
“Aaaahhhh ….. mamma che spremuta ….. mmmmm …… sei un diavolo!”, esclamò quasi delirando, mentre si accasciava lì sulle scale.
Naturalmente avevo il cazzo che stava lì lì per scoppiare; approfittai del suo stato di deliquio, le tirai giù le mutandine e lo infilai direttamente nella fica sbrodolante. Poi, afferrandola per le tettone, la stantuffai con forza per mezzo minuto e le schizzai tra le pareti calde della fica, grugnendo come un maiale per il piacere e mescolando il mio sperma ai suoi umori.
Confusa com’era, mi lasciò fare senza opporre resistenza e restò ancora un po’ in quella posizione per consentirmi di rilassarmi per un momento, di allentare la morsa e di risistemarmi i pantaloni. Poi si girò, si rialzò in piedi, con rivoli di sborra che ancora le colavano lungo le cosce, mi guardò con occhi avvelenati e mi assestò in faccia un sonoro ceffone:
“Porco!.... Vergognati!”, mi sibilò e rientrò frettolosamente in casa.
Non credevo ancora a quello che mi era capitato. Non mi sembrava vera la sfacciata arditezza che avevo avuto, era incredibile la facilità con cui ero riuscito a far sborrare la vedova ed a scoparmela, sia pure piuttosto sbrigativamente. Non poteva finire così.
Nei giorni successivi mi misi più volte in attesa nelle scale negli orari più propizi confidando nella buona sorte. E fortuna volle che, appunto tre giorni dopo, la sorprendessi mentre rientrava a casa verso mezzogiorno con le buste della spesa. Io sostavo sul suo pianerottolo, lei stava salendo le scale. Appena mi vide a distanza ebbe un tremito e si bloccò interdetta. Le sorrisi e le feci segno di continuare a salire. Quando mi arrivò vicino, si guardò intorno per vedere se c’erano presenze importune, poi mi disse guardandomi torva negli occhi:
“Cosa vuoi ancora? … non ti è bastato lo schifo dell’altro giorno?”
Le risposi sghignazzando:
“Mah, per la verità non mi siete sembrata schifata …. Io però volevo scusarmi per aver ceduto alla tentazione … ”
Era curioso quel rispettoso ‘voi’ che le riservavo mentre continuavo nella mia ribalderia.
“Hai la faccia tosta di venire ancora ad importunarmi?”, ribattè lei polemicamente.
“Vi volevo solo ringraziare … è stato molto bello, no?”, le dissi con un sorriso accattivante, cingendole la vita e attirandola a me.
Cercò di divincolarsi ma, impedita com’era dalle buste che reggeva nelle due mani, non potè impedirmi di stringerla ancor di più, di palparla sul didietro e di sporgermi a baciarla sulla bocca.
“Ma … ma cosa fai? …. Vuoi che mi metta a gridare?”, mi disse a voce bassa mentre cercava di resistere al mio abbraccio.
La strinsi ancor più decisamente a me continuando a sbaciucchiarla e a palparla e tentando di infilarle la lingua in bocca.
“Smettila! … ma che ti prende?! …”, mi supplicò, “ti prego, possono vederci…..”
“Sì, avete ragione”, le dissi conciliante, “entriamo in casa!”
Le liberai le mani dalle buste per consentirle di aprire la porta e mi introdussi in casa dietro di lei. Appena dentro, lasciai cadere a terra le buste e l’aggredii alle spalle prendendola per le tette e cominciando a sbaciucchiarle il collo.
“Basta! Basta!”, protestò lei, “la vuoi finire?”.
La rigirai verso di me e l’abbracciai forte, quasi a farle perdere il respiro, poi mi lanciai verso la sua bocca e, forzando un po’ della sua resistenza, riuscii ad inserire la mia lingua. In breve la sua resistenza cominciò a scemare e avvertii che anche la sua lingua cominciava a saettare ed il suo corpo si lasciava andare.
Ora limonavamo in perfetta reciprocità sdilinguandoci lascivamente. Io la stringevo a me per le chiappe, lei mi aveva passato le sue braccia dietro la schiena, i nostri bacini si strusciavano con una pressione crescente, tanto che lei stessa abbassò una mano verso il mio sesso come a controllare lo stato di estensione della mia protuberanza inguinale.
“Siamo dei pazzi!”, esclamò affannata tra un bacio e l’altro.
“Siete voi che mi fate impazzire!”, le risposi pieno di bramosia aprendole sul davanti la camicetta nera e tirando fuori le sue rigogliose mammellone, che mi piegai subito a leccare e ciucciare.
“Oh, sììì … che caro che sei! …. vuoi leccare le tette della mamma, vero? …. mmmm….”, sospirava lei accarezzandomi teneramente la testa, “aaahhhh ….. piano, piano, non coi denti…. così, sììììì …. che dolcezza!”
Si era appoggiata col sedere al tavolo e, mentre io mi perdevo con la testa in quel mare di carne morbida, aveva cominciato ad armeggiare coi miei pantaloni e piano piano mi aveva tirato fuori il cazzo scalpitante.
“Oh come sei eccitato, bambino mio!”, diceva impugnandolo e tirandomelo con una certa forza, “possibile che una vecchia signora come me ti provochi tutto questo rimescolamento!?”
Lo diceva con evidente autocompiacimento ed io, per conquistarla definitivamente, pensai di rincarare la dose:
“Avete visto voi stessa l’effetto che mi fate …. penso che mi perdonerete se l’altro giorno vi ho aggredita sulle scale…. non capita tutti i giorni di avere a che fare con una signora tanto affascinante e arrapante!”
Mollò il cazzo, si sistemò un po’ meglio le zinne cascanti e si illuminò in un sorriso di grande soddisfazione:
“E chi l’avrebbe detto che alla tua età si è già così galanti!.... Ma vieni, mettiamoci più comodi!”
Si accomodò sul divano e mi fece segno di avvicinarmi. Avevo ancora il cazzo fuori e spasmodicamente teso, proprio all’altezza del suo viso. Lo riagguantò con le mani e, senza colpo ferire, lo fece sparire nella sua bocca carnosa.
Dio che bocchino favoloso! La signora Aurora mi succhiava aspirando con forza, mulinando la lingua e massaggiandomi le palle. Non ci impiegò più di due-tre minuti a farmi esplodere e ad ingoiare avidamente la crema liquida dei miei coglioni.
“Mamma, quanta ne hai cacciata!”, esclamò alla fine deglutendo e facendo schioccare ancora la sua bocca impastata.
Mi lasciai cadere sul divano, svuotato di energie. Lei invece si alzò in piedi e cominciò a svestirsi, denudando poco alla volta un corpo sorprendentemente superbo. Le zinne sovrabbondanti pendevano verso la pancia, le coscione avvolgenti e i fianchi larghi rivelavano qualche dilatazione cellulitica, ma il tutto manteneva una certa tonicità, anche sul versante posteriore, con due chiappone sode particolarmente invitanti.
“Ehi, dov’è finita tutta quella baldanza? non mi dirai che ti ho messo già fuori gioco!”, sghignazzò ridestandomi dal momentaneo torpore e invitandomi a seguirla in camera da letto.
Mi liberai anch’io dei miei vestiti, lei si distese sul letto a gambe larghe dischiudendo oscenamente la ficona pelosa. Fui letteralmente attratto da quella macchia scura e mi lanciai come un ossesso a leccargliela e succhiargliela. Lei attorcigliò le gambe dietro la mia testa e cominciò a dimenarsi come una invasata. Col naso interamente affondato nei suoi peli, respiravo a fatica. Rialzai la testa proprio per non restare soffocato. Ma lei, premendo con le mani sulla mia nuca, mi teneva lì, in quella morsa e gridava:
“Noooo …. continuaaaa …… non mi lasciare sul più belloooo ….. daiiiii ….. sìììììì ….. cosììììì ….. bravooooo ….. ancoraaaaa …… ora, oraaaa ….. vengo, vengo…… sì, vengooooo ……”
Chissà da quanto tempo non eiaculava due volte di seguito! Certo è che sentii la bocca, il naso e il mento inondati da una emulsione abbondante, di sapore acre, mentre il suo corpo continuava a scuotersi e contorcersi prima di rilassarsi profondamente e lei delirava quasi cantilenando:
“Dio mio … dio mio …. che beatitudine! ….. sei una manna del cielo, ragazzo! …. bravo, stupendo!!!”
La porcona si godeva il più bell’orgasmo dei suoi ultimi vent’anni, a me il cazzo era tornato a inalberarsi e scalpitava di immergersi in quel mare di carne e di calore. Quando mi risollevai, lei, distesa a cosce larghe, con la fica ancora sbrodolante, mi guardò dal basso in alto e non potè fare a meno di esclamare, rivolgendosi al cazzo:
“Hai ragione, poverino! …. Sono stata egoista, ho pensato solo a me stessa …. Vedo, vedo che stai soffrendo …. vieni, vieni qui in mezzo alle mie tette … dai, vieni!”
Seguendo il suo invito mi sedetti sulla sua pancia, lei si impadronì del mio bastone indurito e cominciò a stropicciarmelo in mezzo ai suoi enormi globi di carne morbida. Una spagnola in piena regola che mi portò presto in visibilio. E lei, continuando a dialogare direttamente col cazzo, concluse:
“Ecco, vedo che non resisti più …. dai, ora affonda dove vuoi, sono tutta aperta per te … vuoi la fica? …. o vuoi il culo?”
Così dicendo, si girò a pancia in giù e, per incoraggiarmi, si dilatò le chiappe con le mani mettendo in bella evidenza il rosone scuro del suo ano. Un richiamo troppo forte perché potessi resistere ancora.
Mi rimisi in ginocchio in mezzo alle sue gambe, introdussi due dita nella sua fica per estrarre un po’ di crema vischiosa, inumidii l’imboccatura dell’ano e subito vi poggiai la punta arrossata del glande, spingendolo dentro con una serie di spinte progressivamente più decise.
Inculare la vedova fu una goduria indescrivibile. Mentre il cazzo si faceva strada nelle pareti del suo sfintere, lei lanciava gridolini di dolore misti a piacere; ma un po’ di dolore lo avvertivo anch’io scavando come una piccola trivella e lacerando le sue carni. Ma, quando arrivai a fine corsa, con le palle schiacciate contro le sue chiappe, cominciai a fare su e giù sempre più velocemente e la porca cominciò a dare in escandescenze:
“Uuhhh …. ooohhhh ….. diooooo …… sììììì …. belloooo ….. mmmmm …… daiiii ….. sfondami …. spaccami …… che troia che sono! ….. rompimelooooo!!!”
E si agitava, si dimenava tutta, aumentando a dismisura il mio piacere. La cavalcai energicamente spanandole il buco e il canale del culo. Quando la sborra risalì dai coglioni e premette per eruttare, lo tirai fuori e le scaricai tutto sulle chiappe e dietro le spalle, gridando:
“Che culo meraviglioso che avete, signora mia!”
Mi riversai esausto sul letto al suo fianco; lei ne approfittò per buttarmisi addosso, schiacciando i suoi grossi meloni sul mio petto, massaggiandomi le palle e facendomi succhiotti sul collo.
“Lo sai che sei stato una sorpresa inattesa per me? …. Chi l’avrebbe detto che doveva essere un ragazzotto a farmi provare queste cose? …. Potrei essere tua madre… Ma è stata una benedizione, mica potevo andare avanti masturbandomi con i cetrioli ….”
Le sorrisi e le chiesi subito:
“Una donna come voi con i cetrioli? …. Ma bastava che faceste un fischio, e hai voglia di cazzi pronti a riempirvi tutti i buchi!”
“E che ci vuoi fare? … Il paese è quello che è, hai sempre gli occhi addosso di tutti, non ci vuole niente a far uscire i pettegolezzi più vergognosi”.
“E voi, per paura delle chiacchiere della gente, avete rinunciato per tanti anni al più legittimo dei godimenti? Non riesco a crederci”.
La signora sospirò, poi, titillandomi con le dita i miei capezzolini, cominciò a confidarsi:
“Se vuoi sapere la verità, mio caro, mi sono arrangiata alla meglio, senza scoprirmi e senza far accorgere di nulla i miei figli. E sai come ho fatto a tener lontani tutti i sospetti? L’ho fatto con mia sorella”.
Sobbalzai cercando di far mente locale sulla figura della sorella che avevo qualche volta intravista mentre veniva a farle visita. Una donna di qualche anno più giovane di lei, lievemente più magra ma egualmente formosa. Incrociandola nelle scale mi ero istintivamente voltato a guardarle il culo stabilendo immediatamente un paragone tra lei e la sorella. La trovavo bona e desiderabile al pari della vedova, ma notavo come sfuggisse agli sguardi, come si vergognasse di qualcosa.
“Sì, con mia sorella Ada”, riprese a raccontare la signora Aurora. “Lei è insoddisfatta del marito, che è un buono a nulla, e ha avuto più di un amante. Poi si è lasciata sedurre da una collega di lavoro ed ha scoperto il piacere dell’amore saffico. Un giorno me l’ha confidato e, per vincere il senso istintivo di ripulsa che io avevo verso le lesbiche, ha cominciato ad accarezzarmi morbosamente fino a indurmi ad un bacio forzato. Forse perché a secco da tempo, mi sono lasciata andare e siamo finite a leccarci e succhiarci sul letto”.
Il racconto della signora mi conquistava e mi stavo eccitando di nuovo. La pregai di continuare e di raccontarmi i dettagli. Lei sorrise sorniona:
“Ti piace, eh? Vedo che il fratellino comincia a scodinzolare…”.
In effetti il cazzo si stava rianimando e inalberando. Lei lo impugnò e, segandolo lentamente, riprese il discorso interrotto:
“Tra le braccia di Ada ho scoperto un mondo nuovo. Non immaginavo minimamente che si potesse godere a baciarsi in bocca con un’altra donna, a vellicarsi reciprocamente in mezzo alle cosce, a sentire le sue mammelle schiacciarsi sulle mie, a rovesciare i corpi, come si dice, a 69, per succhiarsi le fiche fino a sborrare l’una nella bocca dell’altra, e poi tornare a baciarsi e scambiarsi i liquidi vaginali”.
La descrizione mi aveva fatto imbestialire di nuovo. Il cazzo era tornato imperioso e la signora non voleva certo perdersi quel momento. Allargò le cosce e mi invitò a depositare il mio bastone dentro la sua tana bollente. Con il cazzo completamente immerso nella sua ficona umida la pregai di continuare a parlarmi di lei e della sorella.
“Vedo che ti stai accalorando. Dai, chiavami, stantuffami forte! Su, dai…. sìììì ….. ancora…. che bello!.... aaahhhh …. che trapano che hai! ….. ooohhhh …. sìììì ….. ecco …. ai, vieni, vieni…. sborraaaaa…. riempimi tuttaaaa!!!”
Non so quanta sborra ancora avessi nei coglioni, ma gliela svuotai tutta nella sua ficona, mescolandola ai succhi che per la terza volta anche lei aveva liberato. Dopo di che, saziata da tanto sesso, mi disse con voce illanguidita dal terzo orgasmo:
“Dimmi la verità, hai immaginato di chiavare mia sorella? … Porco,
già non ti piaccio più!?”
Detto questo, mi guardò un momento e, visto che avevo fatto una faccia preoccupata e mi apprestavo a smentire la sua interpretazione, scoppiò in una risata fragorosa:
“Lo so come siete fatti voi maschi: tutti porci egoisti!.... ma guarda che io non ti mollo!”
Le sorrisi per rassicurala. Poi ci rialzammo dal letto e ci rivestimmo.
Dopo aver servito un’aranciata in cucina mi accompagnò alla porta e mi congedò baciandomi e ammonendomi scherzosamente:
“E la prossima volta non aggredirmi a tradimento nelle scale!...”
Uscii dalla sua casa ma quel suo volto raggiante mi era rimasto impresso. Ormai mi era chiaro che la sua natura ardente si era ridestata dal lungo sonno e che il rapporto si era rovesciato: ora era lei la cacciatrice ed io la preda, e, ammesso che volessi sottrarmi, non l’avrei scampata facilmente.