Visualizzazioni totali

lunedì 13 febbraio 2012

La metro...

Come tutte le mattine per andare in ufficio prendo l’autobus, ma quel giorno c’era lo sciopero e l’unico mezzo che mi portava il più vicino possibile era la metro.
Ovviamente strapiena,ma non avevo alternative.
Eravamo schiacciati come sardine, e spesso capita che si approfittano della confusione per palpare o appoggiare il pene contro le ragazze, ormai è una cosa a cui non ci faccio più caso anche se non mi fa molto piacere.
La metro parte e a me aspettano 45 minuti di viaggio…neanche il tempo di partire e sento una mano che delicatamente si appoggia sul mio sedere, cerco di scansarmi ma mi è impossibile, però al mio movimento la mano sparisce e quando io mi giro per capire chi fosse nessuna faccia che mi faceva sospettare, notai però che dietro di me c’era una donna meravigliosa, non sembrava neanche vera tanto era bella.
Durante il viaggio, a momenti la mano mi toccava alcune volte solo appoggiandosi, altre accarezzandomi e altre ancora palpandomi, ma ogni volta che mi giravo nessuno sembrava aver fatto niente.
Quel giorno avevo la gonna perché sapevo che in ufficio ci sarebbe stata una riunione importante.
Ad un certo punto ho notato che la donna che era dietro di me era riuscita a sedersi, ma mentre realizzavo la cosa, la mano che fino a poco prima si limitava a sfiorarmi o toccarmi il sedere, si è infilata sotto la mia gonna sfiorando la mia patata.
Mi bloccai, non sapevo come reagire, avrei potuto urlare, girarmi di scatto, chiedere aiuto…ma niente, dalla mia bocca non uscì niente.
Mi bastò poco per capire che in realtà quella mano era della donna straordinariamente bella che era seduta dietro di me, e mi bastò ancora meno per capire che in realtà quella mano non mi creava nessun fastidio ma mi provocava piacere.
Al mio movimento lei fermò la mano e la tolse.
Dopo pochi minuti la sua mano torno sotto la mia gonna, ma questa volta non era sola, e sulla mia patata ormai bagnata, si posò una pallina vibrante.
Non potevo crederci, più mi toccava e più io mi eccitavo.
Ero ormai da un’altra parte del mondo con la testa, ma mi portò alla realtà la voce sulla metro, la prossima fermata sarebbe stata la mia.
Dispiaciuta perché dovevo scendere e non avrei più provato quel piacere, iniziai a chiudermi la giacca e a muovermi facendo capire alla donna che la nostra avventura era finita…almeno così pensavo.
Prima di scendere mi diede ancora una palpatina.
Durante la riunione, non riuscivo a smettere di pensare a quello che mi era successo e più ci pensavo e più mi eccitavo, quindi chiesi di uscire ed andai in bagno.
Arrivata in bagno, misi la mano in tasca per prendere il cellulare ma non c’era solo il cellulare…c’era anche un biglietto.
Avevo paura ad aprirlo…“Se questa mattina ti è piaciuto, ci vediamo dopo pranzo all’hotel XXX etc. Fuori dal tuo ufficio ci sarà una macchina ad aspettarti, se vuoi raggiungermi sale, altrimenti passa solo a dirgli “grazie comunque!” l’autista capirà che dovrà tornare indietro da solo.”
Rientrai in riunione ma continuavo a pensare a quel biglietto, non potevo credere che tanta bellezza cercasse proprio me….ma soprattutto la ragione per cui mi cercava.
La riunione finì, ed io dissi che dovevo scappare di corsa perché avevo un appuntamento.
Uscita in strada notai la macchina che mi stava aspettando dall’altra parte della strada, ma se da un lato avevo paura, dall’altra la voglia di raggiungerla era tanta.
Non sapevo ancora cosa avrei fatto, ma di sicuro avevo bisogno di fare due passi e prendere aria e quindi anziché attraversare semplicemente la strada, ho fatto il giro dell’isolato e quando ci sono arrivata di fianco ho deciso di salire.
L’autista per tutto il viaggio non mi disse niente, e questo silenzio mi metteva un po’ ansia…poi guardando fuori dal finestrino vidi l’hotel.
Arrivati davanti l’autista mi disse “stanza numero 250” e poi leggendo nel mio sguardo che ero un po’ disorientata aggiunse “la persona che deve incontrare la sta aspettando alla camera numero 250. Buona giornata signorina”.
“Grazie” è tutto ciò che sono riuscita a dire.
Entrata nella hall dell’albergo, lasciai il mio documento alla reception, poi mi accompagnarono davanti alla stanza e una volta arrivati mi diedero il pass per entrare.
Iniziò a salirmi l’ansia misto piacere…non riuscivo più a capire cosa stavo provando e per un attimo ho anche pensato di scappare, ma poi mi sono fatta coraggio e sono entrata.
La stanza era vuota ma notai un biglietto sul letto e mi avvicinai per leggerlo.
“Non penserai mica di avermi così facilmente, vicino al bagno c’è una valigia, aprila e scegli cosa metterti, è tutta per te, stamattina dopo averti incontrata ho fatto shopping.
Dopo esserti cambiata, vai in bagno e guardati allo specchio.”
La valigia era li che mi aspettava, piano piano mi sono avvicinata e l’ho aperta…dentro c’era un mondo.
Mi cambiai intimo e vestiti e andai in bagno…un altro biglietto.
“Torna all’entrata, l’autista ti sta aspettando. G.”
La cosa mi stuzzicava sempre di più, l’eccitazione e la voglia di vederla ormai erano incontrollabili.
Salita di nuovo in macchina, senza dirmi niente l’autista partì.
Per tutto il viaggio guardando fuori dal finestrino cercavo di capire dove mi stesse portando ma non riuscivo ad orientarmi…poi i vetri si oscurarono e quando chiesi all’autista perché, mi rispose che la signora voleva così.
I pensieri non finivamo più…Pensavo a come potesse chiamarsi, a cosa sarebbe successo…poi la macchina si fermò.
L’autista scese ad aprirmi la porta e quando scesi vidi un parco enorme con davanti una villa stupenda.
Alzai gli occhi e vidi che in veranda c’era la donna dei miei sogni seduta ad un tavolino: con solo una vestaglia trasparente e sotto solo un perizoma invisibile.
Arrivata davanti a lei, si alzò e senza dirmi neanche una parola mi venne incontro e iniziò a baciarmi…non mi tirai più indietro, ma mi lasciai completamente andare.
Continuava a baciarmi e a toccarmi, le sua mani ormai erano ovunque.
Mi spinse sul tavolo, si inginocchiò davanti a me e iniziò a leccarmi la patata ormai bagnata di umori.
Io tirò su, mi spogliò tutta e mi fece appoggiare a pancia in giro sul tavolo, mi massaggia la schiena con le mani e poi con lingua scende fino al mio culo, che ormai è già dilatato, e giocando con mani e lingua mi fa arrivare al primo orgasmo.
Poi mi corica su un lettino e inizia a massaggiarmi anche davanti con le mani, poi mi appoggia le sue enormi tette in faccia e mi lascia leccarle i capezzoli che una volta duri li sfrega contro i miei, e intanto sento il suo clitoride sfiorare il mio e poi sfregarsi sempre di più…il piacere è immenso, vorrei urlare ma ho paura che qualcuno mi senta.
Mentre continua, forse leggendomi negli occhi quello a cui stavo pensando, mi sussurra all’orecchio “fai sfogare anche la tua voce, nessuno potrà mai sentirci”…non riuscì neanche a finire la frase che iniziai ad urlare dal piacere e mi fece venire un altro orgasmo.
Sono ancora svarionata, la mia mente viaggia ancora quando sento la sua mani appoggiarsi sui miei fianchi e alzarmeli un po’ e inizia il cunnilingus più intenso della mia vita, la sua bocca e la sua lingua sembrano una pompa a motore…inutile dirvi che l’orgasmo è stato allucinante, ma lei non si è fermata…ha raccolto tutto il mio umore, continuando a passarmi la lingua e l’orgasmo sembrava non finire mai.
Ci siamo alzate e siamo andate in piscina, sono entrata prima io, mentre lei è rimasta seduta sul bordo e io da dentro le passavo la lingua su quella figa così morbida che non sembrava vera.
Poi è scesa anche lei ma i nostri corpi non si sono mai staccati…
Finito il bagno siamo entrate, camminando ho notato che su ogni porta c’era una scritta e noi siamo entrati dove c’era scritto “Stanza del piacere”.
La stanza era bellissima, l’eccitazione ti saliva solo a respirare l’aria e a guardarti intorno…era pieno di ogni tipo di gioco.
Le nostre fantasie sono andate oltre al possibile immaginabile.
Ci siamo messe nelle stesso letto…ma a metà notte, ho sentito qualcosa toccarmi, erano le sue tette sulla mia faccia…e abbiamo ricominciato….insaziabili…finchè non ci siamo addormentate…
La mattina quando mi sono svegliata, lei non c’era più…ma c’era un biglietto:
“Sono dovuta scappare… ma tu fai pure con calma, l’autista ti aspetta sotto…prima di uscire, passa nell’altro albergo a prendere la valigia e i tuoi vestiti.G”
In quel momento mi resi conto che il suo nome non me l’aveva mai detto.
Una volta nell’altro hotel, appoggiato sopra la valigia trovai un pacchettino…Una volta aperto non potevo crederci dentro c’era la pallina che aveva usato sull’autobus e un biglietto “Non so se ci rivedremo ancora, ma voglio che tu abbia per sempre un ricordo della nostra avventura…G”.
Presi un giorno di ferie perché non potevo andare in ufficio così, mi avrebbero riempito di domade.
Pensai a tutto il giorno a lei…e ogni volta che mi eccitavo, prendevo quella pallina e la facevo passare sulla mia patata.
Per molto tempo presi la metro sperando di poterla rincontrare, ma ciò non accadde.
Poi una mattina, io ero già in piedi in mezzo alla gente sulla metro, e dietro di me sentii una mano appoggiarsi, la riconobbi subito.
Feci per girarmi ma lei si avvicinò al mio orecchio e mi disse di non farlo perché se no ci avrebbero notate.La lascia fare…e raggiunsi l’orgasmo sull’autobus.

0 commenti:

Posta un commento