C’è chi dice che il treno risvegli strani
stimoli nelle donne, che il continuo dondolio le ecciti. A me non è mai
capitato, mai prima dell’ultima volta che è subentrata quasi come
un’eccezione.
Nel treno del ritorno alla abituale vita cittadina,
insieme al mio ragazzo occupiamo la cabina assegnataci in base ai
numeri dei posti… vagone 2… posti 45 e 46… ci ritroviamo davanti uno
scompartimento vuoto in cui ci accingiamo a sistemare le valige per il
lungo viaggio che ci attende.
Il treno riparte con i posti nel
nostro scompartimento ancora vuoti e l’idea di giocare un po’ scatta in
fretta. Chiudiamo la porticina e tiriamo le tende, la vista nel
corridoio è così nascosta. Ci sediamo l’uno di fronte all’altra e ci
scambiamo rapide occhiate. Il mio ragazzo accarezza la cintola dei
pantaloni scuri di cotone, so bene quanto è porco e immagino già cosa
voglia da me.
E la richiesta non si fa attendere… pochi minuti e
si tira fuori il membro. Tira giù la cerniera e dalla fessura sbuca solo
la punta mentre il resto dell’asta resta per metà nascosto. Me lo
mostra bello duro e come se non fossi già abbastanza eccitata, sento la
voglia dentro che monta violenta.
Perché non giocare ancora?
Perché non esagerare ancora di più? In quel momento l’unica cosa che
voglio è che si ecciti oltre ogni limite. Ma soprattutto ho un immenso
desiderio di godere io per prima.
Gli sorrido e gli dico che non va bene, che si gioca a modo mio.
Indosso
dei sandali alti con zeppa ma questi non mi impediscono di tirare i
piedi sul sedile. In tale posizione mi ritrovo con le gambe
completamente spalancate e la gonnellina a pieghe celeste risale
mettendo ben in mostra tutta la mia intimità.
E’ indubbio, sono
io la più porca tra i due… con voce dolce gli dico di scansarmi le
mutandine e di farmi godere perché muoio dalla voglia.
Si alza
dal sedile e si avvicina al mio inginocchiandosi. So per certo che sente
bene il mio odore, profumo di figa bagnata, l’effluvio raggiunge anche
le mie narici. Sposta gli slip rosa inumiditisi e si succhia un dito.
Lo
affonda dentro… lentamente. Lo ritira e affonda ancora. Dopo un po’ di
affondi prende un ritmo sempre più veloce fino a strofinarmi forte come a
scoparmi. Da un unico dito si passa a due, due dita che non mi danno
tregua, che mi costringono a mordermi le labbra per non gemere dai
brividi di piacere.
Dopo aver tirato le mutandine del tutto a
lato, poggia il pollice dell’altra mano sul clitoride ed è lì che
iniziano i miei orgasmi. Al godimento diffuso che provavo si
sostituiscono intense scariche di piacere, scariche violente che mi
fanno sciogliere sulle sue dita. Stavolta non trattengo i gemiti. Non mi
interessa nulla di chi passa in corridoio o di chi vi staziona. Godo
intensamente e gemo senza ritegno. Lui se ne eccita… mi chiama puttana,
dice che sono una puttana disposta a fare porcate sempre e ovunque.
Gli
chiedo di fermarsi… gli dico che non resisto più, che se vengo ancora
una volta svengo. Con un sorriso di soddisfazione mi accontenta e sfila
dalla mia fessura fradicia le sue dita colanti dei miei umori.
Riesco
a malapena a sistemarmi che lui è in piedi di fronte a me, con il cazzo
puntato davanti ai miei occhi. Con una mano mi spinge la testa sul suo
glande mentre lo accolgo in bocca in fretta e alla ben meglio. Ingoio
tutta la lunghezza che posso e accarezzo l’asta innervata con la lingua.
Quando i miei movimenti si fanno lenti, la sua mano sul mio capo
provvede a spingermi sopra con maggior vigore. Lo sento quasi godere… le
vene che fremono tutte come l’eruzione di un vulcano prossima mentre
continuo a succhiarlo senza sosta.
In quell’istante il treno si ferma… sentiamo rumori nel corridoio e una mano che bussa alla nostra cabina.
Ci
risistemiamo velocissimi, tiriamo le tende e apriamo la porticina
scorrevole. I nuovi passeggeri entrano con i loro bagagli mentre il mio
ragazzo si defila in bagno. Pochi minuti e il treno riparte mentre dopo
un po’ lui torna ad occupare il suo posto di fronte a me.
Mi guarda soddisfatto… avrà goduto in bagno?
Si
avvicina a me e con un suo dito mi accarezza il labbro inferiore, con
il pollice della mano destra lo percorre e un po’ si addentra a toccarmi
i denti. Fuga ogni mio dubbio quando all’orecchio mi sussurra: la
prossima volta ti verrò in questa bella bocca.
In seguito a
questo breve episodio, restai permanentemente eccitata. La voglia mi ha
fatta restare indecentemente bagnata durante tutto il tragitto.
Chissà se mi ricapiterà una tale sferzata di libido anche al prossimo viaggio… .
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