Ero in casa un po' annoiata, dovevo
mettermi a studiare ma non ne avevo troppa voglia ero, all'ultimo anno
di liceo. Squillò il telefono, era zio Ugo, fratello di papà.
Disse
che la domenica prima mi aveva vista al matrimonio di sua figlia ed era
rimasto colpito dalla mia bellezza e da come mi ero fatta donna. Mi
sentii ovviamente lusingata.
La conversazione proseguì con una lista
interminabile di complimenti che mi trasmettevano imbarazzo ma anche
piacere. Poi cominciò ad andare sull'intimo: mi chiese se avevo un
fidanzato, gli risposi che avevo avuto un paio di storie con ragazzi ma
che in quel momento ero libera. Lui rispose che quei ragazzi li
invidiava moltissimo.
Parlando del più e del meno mi confessò, con
mia enorme sorpresa, di essere stato l'amante di mia madre prima e anche
dopo il matrimonio con mio padre e che io gliela ricordavo moltissimo.
La sua voce era avvolgente e virile e cominciava a trasmettermi un
brivido di eccitazione che sentivo nel turgore marmoreo dei miei
capezzoli e nella patatina che cominciava a bagnarsi.
Quindi passò a
domande sempre più spinte alle quali mi piaceva però rispondere, domande
tipo vai mai a scuola senza mutandine, dormi nuda la notte, ti svegli
mai con la mano tra le coscie. Mi stavo eccitando da morire, lui se ne
accorse, mi chiese se ero sola in casa e alla mia risposta affermativa
mi disse che sarebbe passato da me "per cogliere il mio frutto acerbo"
Durante
l'attesa avevo il cuore in gola, non sapevo se stavo facendo qualcosa
di cui avrei potuto pentirmi ma ormai era troppo tardi per tirarmi
indietro.
Quando arrivò ero imbarazzata e timorosa, mi rassicurò
dicendomi che ero bellissima e che da lui non avevo nulla da temere.
Quindi mi si avvicinò e mi infilò la lingua in bocca. Sapevo come si
baciava un uomo, ma quella lingua ruvida e virile mi faceva sciogliere
in un desiderio crescente di lasciarmi andare. Intanto il porco aveva
preso a palpeggiarmi ovunque scoprendomi i seni.
Quasi senza
rendermene conto gli aprii la patta dei pantaloni e gli tirai fuori il
cazzo durissimo facendomelo sparire in bocca :" Oohh, vedo che sei una
brava porcellina che sa il fatto suo!" disse mentre gli pompavo l'asta
in tutta la sua lunghezza :" E brava la troietta! Ora ti faccio vedere
come è fatto un vero uomo" aggiunse ma il suo tono era cambiato e si era
fatto più greve e spregiudicato e la cosa scoprivo che mi piaceva
moltissimo
Si spogliò nudo, quel corpo maturo di vero maschio mi
trasmetteva dei lunghi brividi alla schiena :" Continua a succhiare
puttana che quando sarà duro come dico io ti faccio strillare come una
gallina" . "Porca vacca che bocchinara che sei, Ornella!" disse
ansimando " Lo succhi meglio di tua madre, sarebbe bello avervi a letto
insieme, scommetto che ci hai già fatto un pensierino, vero
puttana?"quelle parole grevi avevano su di me un effetto che
amplificava la mia libidine, ormai ero alla mercè di quel porcone e
avrei fatto qualsiasi cosa mi avesse chiesto.
Mi slappavo quella
mazza che aveva un sapore acre di vero maschio con infinita libidine
ormai noncurante delle oscenità che mi rivolgeva quel bestione
allupato, il mio scopo era solo quello di farlo godere cosa a cui mi
stavo dedicando con femminea devozione.
Quindi mi prese con la forza
per i fianchi e mi fece impalare fino all'utero sul quel cazzaccio
nodoso sbuffando come un bufalo inferocito;" Muoviti ciccina, muoviti!
Fammi sentire come godi!" grugnì il porco mentre mi dimenavo sopra di
lui come un ossessa.
Mi rovesciò supina sul letto e prese a
inforcarmi di brutto con rinnovata foga :" Così posso vedere bene la tua
faccia da puttana mentre godi" mi disse.
Ci accoppiammo a lungo in
quella posizione come due animali in calore finchè non fui travolta da
un orgasmo devastante a urla e convulsioni che quasi mi fece perdere i
sensi :" TI SBORRO IN FACCIA, TROIA!!!" era l'urlo liberatorio che mi
dichiarava vinta dalla sua porcaggine. Un interminabile serie di schizzi
bollenti mi si riversarono sul viso ormai sfatto dalla lussuria.
Rimanemmo
amanti clandestini per diversi anni, anche dopo essermi sposata. Con
lui percorsi strade del sesso fino ad allora esplorate solo nella mia
fantasia, lesbo, orgie, pissing e perfino animal.
Finchè non mi
presi una cotta lesbo per una mia collega e mandai a cagare sia lui che
mio marito, tutt'oggi Angela e io siamo ancora insieme.
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