Quella sera Andrea passò dal negozio della zia perché doveva lasciarle delle cose che le aveva dato sua madre.
Appena
entrato nel “Centro massaggi thai” riconobbe subito Federica, la
splendida ragazza mora che, molto spesso, stava al banco per ricevere
chiamate e fissare appuntamenti.
“Ciao, senti mia zia c’è? Devo lasciarle dei documenti…”
“Ciao
Andrea!” lo apostrofò subito con entusiasmo la venticinquenne “Certo
certo sta facendo un trattamento ad un nuovo cliente…siediti pure
intanto” e gli sorrise.
Il ragazzo, essendo più giovane di lei di
qualche anno, ed anche abbastanza timido, si trovava sempre impacciato
nel relazionarsi con la giovane assistente della zia, tanto da faticare a
reggere il suo sguardo, sempre contornato da una sensuale pennellata di
rimmel nerissimo.
Erano ormai le 830, e il negozio di li a un oretta avrebbe chiuso.
Passarono
pochi minuti, e subito apparve Giovanna, la zia, seguita dal cliente.
Dopo il pagamento, finalmente si girò con uno sguardo stanco ma appagato
verso il nipote. “Ciao tesorino” lo canzonava spesso così “dimmi che
tua madre stavolta ha compilato i documenti correttamente ti prego”.
Andrea non aveva la benché minima idea di che cosa stesse parlando la zia. Semplicemente le porse la busta marrone.
“Ahi!” borbottò il ragazzo mentre si alzava dalla poltrona nella sala d’attesa.
“Che
c’è? Preso una botta da qualche parte?” gli chiese superficialmente
preoccupata la zia, mentre affondava gli occhi dentro i documenti che
tanto aspettava.
“Ma no niente, è solo che mi sento tutto rotto. Ho
ripreso ad allenarmi dopo un anno che stavo fermo, e ora mi sento a
pezzi” le disse massaggiandosi la schiena.
“Ah bè, sei capitato nel
posto giusto allora” gli disse Federica “se non sbaglio questo è un
centro massaggi” penetrandogli lo sguardo con i suoi splendidi occhi
nocciola.
“Da quando abbiamo aperto il centro, non hai ancora avuto
l’occasione di provare la nostra magica cura” continuò la zia. “Che ore
sono? Federica abbiamo altri clienti?”
“Mmmm no per oggi avremmo finito, il signor Giassanti ha annullato stamattina”
“Che
ne dici? Se non hai impegni potresti fermarti un pochino qui per farti
massaggiare. E tutto gratis” disse ad Andrea facendogli l’occhiolino.
“Mah non saprei…dovrei andare a casa a…”
“Su su su, e che avrai da fare di così importante. Federica ti va? È un po’ che non fai pratica”.
Andrea rimase stupito, aveva sempre e solo visto la ragazza alla reception e non credeva facesse anche lei massaggi.
Federica rimase un po’ colta di sorpresa, ma l’idea non le dispiacque “certo perché no”.
Andrea tentò ancora di opporsi, ma non ci fu niente da fare, ormai la decisione era stata presa.
Cominciava già a sentirsi in imbarazzo, sapendo che sarebbe stato massaggiato da quella conturbante ragazza.
Federica accompagnò il ragazzo lungo il corridoio, mentre lasciò la sua capa alla cassa, a fare i conti della giornata.
Il centro non era troppo grande, ma impiegarono comunque diversi metri per arrivare alla stanza giusta.
Con
un gesto della mano, la ragazza aprì una tenda, che rivelava uno
stanzino semi-illuminato con un lettino di lato. L’arredamento era molto
delicato, e infondeva intimità ma anche professionalità.
“Eccoci arrivati” disse al ragazzo. “Arrivo subito”
Andrea
non era mai stato in un centro massaggi, quindi si sedette sul lettino
in attesa del da farsi. Aveva visto un cestone che era evidentemente
adibito a contenere i vestiti, ma non aveva idea del punto fino a cui
doveva spogliarsi.
Ad un tratto, lo stereo dal soffitto fece partire
una delicata musica lounge. Pochi istanti dopo Federica entrò nello
stanzino, con olii e asciugamani in mano.
“Ma, sei ancora vestito?
Dai su” e gli gettò un paio di, cos’erano sembravano boxer, sulle
ginocchia “Spogliati e mettiti questi” finì strizzandogli l’occhio, e
ri-uscì per non imbarazzarlo.
Il ragazzo prese in mano l’indumento
che le aveva lanciato Federica pochi istanti prima…erano si dei boxer,
ma molto molto larghi, lascivi, e di una stoffa decorata con motivi
etnici, decisamente sottile, praticamente carta velina.
Dedusse che, data la poca consistenza, erano da indossare con sotto l’intimo.
Nel
frattempo potè sentire parlottare in lontananza sua zia e Federica.
“Giovanna, hai una tuta da prestarmi? Non posso fare il trattamento in
jeans”
“Mmmm purtroppo ho già messo tutto a lavare…”
“ah…”
“Però ci sono dei pareo nell’armadio, prendi pure uno di quelli”
Andrea ebbe un sussulto. Federica si sarebbe davvero presentata vestita così?
Pochi
minuti dopo, ne ebbe la conferma. La ragazza entrò nello stanzino
sfoggiando una tenuta a dir poco sensuale. Canottierina bianca con lacci
del reggiseno nero bene in vista, seno generosamente contenuto, pareo
etnico “da mare” fino a metà coscia.
“Ohh finalmente” disse Federica entrando.
Il
ragazzo faticò a staccarle gli occhi di dosso. Federica notò la sua
reazione con maliziosa soddisfazione. Inoltre, osservando il giovane,
vide che aveva tenuto l’intimo sotto i boxer-thai che gli aveva
lasciato. La maggiorparte dei clienti, per pudicizia, facevano così, ma
in quel frangente la parte di lei più porca ne era dispiaciuta. Rise tra
sé pensando a che reazione avrebbe avuto il ragazzo se gli avesse
chiesto di levarseli.
D’improvviso suonò un cellulare.
“ops è il mio scusa!” disse Andrea alla ragazza.
Il
ragazzo si precipitò nel cestone dove trovò il cellulare. Rispose e
parlò frettolosamente, forse con un amico. Nel frattempo si era rigirato
nella direzione di Federica, che a braccia conserte aspettava paziente.
La
ragazza, vinta da curiosità femminile, cedette diverse volte alla
tentazione di abbassare lo sguardo in mezzo alle sue gambe. Potè
scorgere la punta del suo membro premere in avanti…era abbastanza bassa,
e quando il ragazzo sussultava ciondolava visibilmente…Non aveva mai
pensato al ragazzo in termini “sessuali”, però sembrava piuttosto ben
dotato. E ciò cominciò a incuriosirla.
“Mmm…”si ritrovò a pensare…
“Scusa finito” riprese Andrea imbarazzato, senza che si fosse accorto del benché minimo sguardo da parte di Lei.
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