Ciao amore, mi dispiace tanto che non fossi presente, ma leggi la
“cronaca” del mio incontro con lei, che sicuramente ti piacerà.
Dalla prima chiaccherata ho percepito una donna davvero molto simile a
me, carattere, personalità, modo di vivere, pensieri e desideri.
Mi sono trovata davanti ad una donna di classe, con quella ricercatezza
dei particolari e, a pelle, ci siamo subito annusate positivamente.
Abbiamo parlato di noi, delle nostre vite, dei nostri uomini, delle
nostre esperienze, mi ha detto che era la prima volta che si trovava
sola con una donna, che le sono piaciuta subito al telefono e che il mio
osare a chiedere di vederci l’aveva esaltata.
Dopo l'intensa conversazione al tavolino di un bar, siamo andate a casa del suo uomo, che era in giro con un amico.
E’ stato tutto molto naturale, ci siamo rese conto che è la pelle, la chimica che lavora, non la fisicità......
Mentre armeggiava con la televisione china in terra dandomi le spalle
(ero seduta), l’ho avvicinata e ho cominciato a carezzarla, ho fatto ciò
che sentivo di fare, che desideravo e sentire che le piacevano le mie
carezze sulle gambe, sulle natiche, insinuando la mano negli slip, mi
piaceva da matti.
Mi ha detto che quelle carezze la stavano mandando su di giri, che non
riusciva a combinare niente, così ha mollato il telecomando e ci siamo
ritrovate l’una di fronte all’altra a baciarci, di quei baci deliziosi
che in effetti solo due donne si sanno dare, mi piaceva da impazzire
toccarla, poi si è diretta sul mio seno...... mamma mia, che cosa
intensa sentire quanto le piaceva toccarmelo, leccarmi i capezzoli che
prepotenti chiedevano ancora; il tutto con una passione, una dolcezza e
una voglia incredibili, ci parlavamo, ci trasmettevamo le sensazioni di
piacere. Mi sono diretta sul suo seno, piccolissimo ma con due
capezzoli che chiedevano giustizia e ho cominciato a leccarli,
succhiarli, mentre con la mano continuavo ad accarezzare la sua
intimità. Che magnifica sensazione sentirla eccitata almeno quanto lo
ero io. Non mi stancavo di carezzarla, toccarla e sentire quanto
fremesse con le carezze. Ero seduta sul divanetto, lei era in piedi
davanti a me, l’ho fatta girare, le ho tolto quell’ultimo lembo di
stoffa e l’ho fatta reclinare in avanti trovandomi di fronte alle sue
natiche, che baciavo.... e finalmente la vista della sua
passera....... mhhhhhhhh...... ho iniziato a succhiarla e
leccarla....... Credimi, non mi è stato difficile e....... come le
piaceva.......
Questo mi dava un gusto incredibile, sentirla fremere, mentre diceva
“come sei brava, mi piace quello che mi stai facendo”....... Sentivamo
entrambe la passione reciproca e mentre continuavo ad esplorare con la
lingua quel bocciolo invitante, la mia mano si prodigava sulla mia passera, bagnata e bollente......
Si è seduta sul bracciolo del divano appogggiata ad un cuscino e lo
spettacolo pieno era davanti a me; ne ho viste tante nel pellegrinaggio
su quel sito, ma trovarsi davanti quella che ti piace, è proprio
un’altra cosa. Mi sei venuto in mente, quando hai gratificato la mia
dolce fessura con l’appellativo “orchidea”....... insomma non importa
come sia alla fine, ma se ti fa pelle la persona, ti piace tutto. Mi
sono tuffata a massaggiarla con le dita sui lati, mentre la leccavo con
un piacere immenso, ed eo eccitatissima, sentirla che mi parlava, mi
carezzava la testa, ad un certo punto l’ho sentita fremere, mi ha detto
“mi stai facendo godere”........ E il mio piacere era sentirla
godere..... Difficile descriverti il piacere, continuava a dirmi
si...... ancora ancora..... poi mi è scivolata in bocca con la lingua,
ad assaggiarsi, intensamente, molto.
Mentre mi baciava, mi toccavo, mi ha portata sul letto, ha tirato fupri
un giochino e mi ha detto: “Questo è una meraviglia”......... Appena
vista la passera ha esclamato: “mhhhhhhhhh.... e me la volevi tenere
nascosta questa rosa deliziosa!” Ma prima di usarlo ha voluto leccarmi e
quanti e quali brividi di piacere nel sentirla impegnata a leccarmi e
succhiarmi ..... Poi ha preso quella meraviglia (lo voglio anch’io,
COMPRAMELO, TI PREGO!) e ha cominciato a farmelo sentire...... E’
stupendo farsi masturbare da un’altra donna e mentre ci guardavamo
pensavamo a voi due, vi immaginavamo a pensarci, con i vostri uccelli in
mano, a farvi delle gran seghe, pensando a noi due e a come ci stavamo
dando immenso piacere. Ma eravamo molto prese l’una dall’altra, mi ha
fatto godere tantissimo e mentre godevo mi ha stretto le cosce con la
sua mano che ancora girava con quel meraviglioso giochino. Ci siamo
ritrovate vicino a carezzarci, la sentivo ancora vogliosa, ho
ricominciato a toccarle quella fica deliziosa, ancora bagnata, bella,
invitante, che mi chiedeva ”fammi ancora”, ho preso un altro
trastullino e ho cominciato a leccarla, infilandole dentro quel piccolo
delizioso uccello, poi lo abbiamo succhiato insieme, mi sono rituffata
in quel paradiso e mentre lo facevo scivolare dentro e fuori, la
succhiavo..... Che orgasmo che ha avuto...... Ci siamo abbracciate,
baciate ancora, ci siamo dette che avevamo realizzato un sogno e che la
prossima volta ci sarete anche voi..... Ma forse ci sarà qualche altra
volta da sole, troppo bello.....
Mi ha detto che sono bravissima, che ho un’intensità incredibile, che
nessuna delle donne con cui aveva provato erano state così brave.
Confermata la mia passionalità nel trarre il mio piacere, nel dare
piacere anche ad una donna.
martedì 20 dicembre 2011
La nonna...
Il mio nome è Antonio ,vivo in una piccola cittadina del centro
Italia,non voglio dire quale perchè i fatti che vi racconterò sono da
tenere nascosti .Dovete sapere che la natura è stata anche troppo
generosa con le mia parti intime. Non sono tanto alto ,e ho un fisico
normale più gracile che muscoloso,ma tra le mie gambe la faccenda
cambia,infatti possiedo un pisello extra -extra large ,una bestia enorme
tanto che non sono mai riuscito a fare l'amore con una donna ,tutte le
ragazze che ho conosciuto si son rifiutate di farselo mettere dentro per
paura. Ciò mi costringeva a solitarie e frequenti masturbazioni .In
casa siamo in cinque ,i miei genitori,mia sorella piccola,e la nonna. Di
solito mi facevo le mie
, pressocchè, giornaliere ,seghe in bagno,l'unica stanza che aveva una ragione per essere chiusa a chiave. Talvolta mi aiutavo toccando ed annusando la biancheria intima delle donne di casa. Riuscivo persino a riconoscere a chi appartenevano le mutande,la mamma aveva un odore pungente ma gradevole,la piccola sapeva come di mandorle ,quelle meno odorose erano della nonna,anche se io avrei pensato il contrario .Un dato giorno ero in bagno,Voi sapete perchè ,stavo sul tappetino col gigantesco palo verso il cielo gonfio e con una cappella violacea e lucida,mi ero messo le mutande di mia sorella sul viso e con due mani mi masturbavo vigorosamente ,ero tutto preso ad immaginare di scoparla quando bussarono alla porta.”Chi è '”
“Antonio aprimi un attimo ho un urgenza!” Cazzo era la nonna non volevo certo farmi vedere li con le mutande sul viso e il cazzo duro.”nonna non puoi aspettare ?”. “ Ho preso la pillola per la pressione e devo fare la pipì subito,scusami !” .Mi tirai su e mi misi l'accappatoio per mascherare l'erezione che non mi passava!.Aprii alla nonna ,lei entro tutta trafelata e senza darmi tempo di uscire si tirò su il vestito giù le mutande e si sedette sulla tazza “ Scusa ma rischiavo di farmela addosso girati ti prego!”.Mi voltai ma avevo fatto in tempo a vederle la fica coronata di peli grigi ,cosa che mi aveva fatto arrapare ancora di più .Sentii che tirava l'acqua e che si rivestiva, mia nonna è una donnina magra e minuta con una lunga coda di capelli bianchi “Oh mioddio !” Esclamò la nonna ,li per li non capii cosa volesse dire ,poi mi resi conto che mi ero voltato ignaro di avere mezzo uccello fuori .”Ma ..ma cosa hai li davanti?”Mi coprii velocemente con le mani ma il cazzo duro era ugualmente visibile “Scu....scusa!” Riuscii solo a dire .”Ma cosa ti sei messo li davanti?”
“Come scusa ?” Risposi stupito “Si quel ...coso ..quello ! “Niente è il mio... cioe la mia maledizione !” “come?” “Vedi nonna non sono mai stato con una ragazza, hanno tutte paura!” “vuoi dirmi che...quello è proprio vero!” “Si guarda!” Mi aprii l'accappatoio e le mostrai il cazzo in tutta la sua grandezza .La nonna si fece il segno della croce poi mi si avvicinò , lo guardava con gli occhi spalancati . “Po...posso ..toccarlo!” “Certo!” Mi sembrava tutto un poco surreale io li in mezzo al bagno con il gigantesco uccello dritto e mia nonna che stava per toccarmelo. Vi mise le manine fresche sopra e lo strinse delicatamente “ Signor iddio, capisco quelle ragazze è...è... gigantesco..e duro!” Cosi dicendo aveva preso a maneggiarlo piano piano ,cosa che ovviamente lo rese ancora più gonfio “E cosi poverino fai da solo!” “Si nonna quasi tutti i giorni!” “Senti so che ti sembrerà strano ma anche io mi tocco spesso da quando è morto il nonno,spesso spesso,quindi potremmo aiutarci a vicenda !” Vuoi dire...che... noi si insomma faremo !” Se ti và una vecchia signora ,non sono certo un fiore ma ...” Dicendo cosi' si tirò giù il vestito e rimase in biancheria Devo dire che non era messa niente male ,la sua magrezza la aiutava a mantenere un fisico asciutto con due piccole poppe appena cadenti ed una pancia piuttosto piatta .Non mi pareva possibile stavo per fare l'amore con una vecchia e per di più madre di mia madre.”Ma non posso sei Mia nonna !” “Non ora ora sono una donna che aiuta un giovane in difficoltà poi ho tanta voglia anche io di sentire qualcosa di duro in pancia e se poi si tratta di un cazzo come il tuo :fica mia fatti capanna!”Ma dobbiamo stare attenti !” Non c'è nessuno in casa non ti ricordi sono tutti dalla zia a Milano Gia mi ero scordato che erano partiti e non sarebbero tornato fino all' indomani .La cosa era pazzesca ma trovarmi di fronte una donna disposta a farsi scopare mi faceva dimenticare tutto . Mia le andai vicino e la baciai sulla bocca ,lei intanti mi menava a due mani il cazzo.”Dai andiami in camera mia staremo più comodi!” Cosi dicendo la nonna mi portò in camera sua tirandomi per l'uccello. Quando fummo li si spogliò completamente e si mise a gambe larghe a sedere sul letto “Vieni qui!” Mi disse facendomi segno anche con il dito mi misi in piedi davanti a lei ,allungò le mani ed impugnatomi il cazzo se lo mise in bocca .Riusci' solo ad imboccare la cappella che ciucciò con passione per un po' “Mamma mia che bestia è durissimo,chi lo immaginava che esistessero cazzi cosi'.Il nonno era normale!”.. “Nonna se non te la senti ti capisco!” “Ma scherzi e chi se la lascia scappare un occasione cosi'! Solo che dovrai fare molto piano,ti guiderò io!” “Nonna posso leccartela !” “Certo ragazzone mio ,anzi devi cosi si lubrifica ben bene!” Cosi dicendo si sdraiò sul letto tirò su le gambe esponendo una bella fica rosata. “Nonna ,che bella passerina hai!” Grazie ma ora baciamela bene bene!”Inginocchiatomi tra le sue cosce magre mi tuffai su quel bel buchetto leggermente odoroso. Come già sapevo aveva un odore molto delicato come di castagna.”Si si bravo...cosi ma allora ….lo sai come si lecca una donna!” “Si nonna fino a li ci sono arrivato spesso è dopo che scappano !“ “ Ma poverine un pochino sono da capire è veramente enorme!” La leccai delicatamente la nonna mugolava godendosela e bagnandomi tutto il mento”Nonna ora è bella bagnata!”
“ Continua ancora che godo!” Mi disse con voce arrochita dalla foia. La leccai un p'ò più decisamente e lei godette nella mia bocca mordendo il cuscino.”Oddio..........era tanto.........che non....godevo cosi' grazie !” si tirò su e mi baciò la bocca intrisa dei suoi umori.”Ora mettiamolo dentro te lo meriti!” Si risdraiò e e spalancò le cosce più che potè.Le poggiai l'enorme cappella alla fica umida e dilatata ,la differenza mi faceva
quasi dubitare che sarebbe entrato “Nonna ci sei comincio ad entrate sei sicura!” “Siii si basta che fai piano....se sento male te lo dico tranquillo!” “Allora vado!” Cominciai a forzare piano la cappella al buco che devo dire cedeva piuttosto facilmente “Si vai ..lo sento..stà....per ..entrare vai!” Detti un spinta un poco più decisa ed entrò la grossa cappellà varcò l'ingresso, ormai era entrato.”Oddiooo....che....roba....mi sento..una verginella......!” “ Ti ho fatto male?” “OH no..nipotone sei stato molto bravo!Ora continua a metterlo cosi' saprai cosa vuol dire averlo dentro una donna vai!”.Lo spinsi avanti la fica della nonna faceva delle scureggine ne infilai una buona metà prima che la nonna mi fermasse.”Basta...è..il massimo...quanto ne hai messo ?” “Metà!” “Solo mezzo ...mi sento tutta piena...lo sento...dai pompami ! Lo sai come si fa?
” “Ho visto moltifilm penso proprio di si!” La comiciai a scopare lentamente sfilandoglielo quasi tutto e riinfilandolo con decisione piccchiandole sull' utero ,la nonna accompagnava lapenetrazione con degli urletti che diventarono sempre più forti .”siii..............oddio..............cosi'.........cosi............trombami.......”La nonna venne un paio di volte urlando e sgambettando.”Nonna vorrei cambiare posizione” “ Si..dammi.........un secondo!” glielo sfilai di corpo,la fica era dilatat e lucida aveva fatto una pozzetta sulla coperta.”Ti ho fatto male nonna?” “ Altroche male mi hai fatto godere e parecchio! Che cazzo nipotino è una cosa meravigliosa,non sanno cosa si perdono.Dai come vuoi che mi metta!” “Ti potresti mettere in ginocchio sul letto?” “Volentieri!” Si mise sul bordo del letto sporgendo verso di me il piccolo e piuttosto sodo culo Avevo il cazzo talmente duro che non avevo bisogno di reggerlo .Le poggiai le mani sulle chiappe e glielo rimisi dentro Era uno spettacolo vedere quel culino da cui spuntava un tronco di carne. La scopai a lungo lei godette urlando svariate volte fino a che non mi disse che le stava cominciando a bruciare e mi pregò di fare alla svelta .Mi resi conto che averne dentro mezzo solo non riusciva a farmi venire e perciò glielo tolsi. “Ma non sei venuto perchè lo levi?” “Nonna non ce la faccio cosi'!” “Capisco dai ti aiuto io !” mi fece sdraiare sul letto col cazzo in su poi lo agguantò per la base con due mani e cominciò a segarlo vigorosamente ,si impegnò molto fino a che
sentii che stavo per espoldere “Si....cosi nonnina...ve..vengoooo!!!” La donna si mise la cappella in bocca
sparai una tale quantità di sbroda che quasi soffocò la maggior parte la colpi' sul viso e sugli occhiali”madonnina santa quanta ne hai fatta ragazzo!” Aveva il viso tutto impiastricciato ma non si arrese menò il cazzo fino a che non fece uscire le ultime dense gocce che succhio dalla punta”Oddio...grazie nonna.......grazie !” Restammo sul letto abbracciati sporchi dei nostri fluidi ,anche la nonna aveva sbrodato talmente che aveva fatto una pozza sul letto .Dopo facemmo una doccia insieme scherzando come due fidanzatini .Ci rivestimmo appena in tempo perchè i nostri tornarono prima del previsto .Ci domandarono come ce la eravamo cavata da soli e ci lamentammo un po per la noia ma dentro ridevamo chissà se avessero saputo...
, pressocchè, giornaliere ,seghe in bagno,l'unica stanza che aveva una ragione per essere chiusa a chiave. Talvolta mi aiutavo toccando ed annusando la biancheria intima delle donne di casa. Riuscivo persino a riconoscere a chi appartenevano le mutande,la mamma aveva un odore pungente ma gradevole,la piccola sapeva come di mandorle ,quelle meno odorose erano della nonna,anche se io avrei pensato il contrario .Un dato giorno ero in bagno,Voi sapete perchè ,stavo sul tappetino col gigantesco palo verso il cielo gonfio e con una cappella violacea e lucida,mi ero messo le mutande di mia sorella sul viso e con due mani mi masturbavo vigorosamente ,ero tutto preso ad immaginare di scoparla quando bussarono alla porta.”Chi è '”
“Antonio aprimi un attimo ho un urgenza!” Cazzo era la nonna non volevo certo farmi vedere li con le mutande sul viso e il cazzo duro.”nonna non puoi aspettare ?”. “ Ho preso la pillola per la pressione e devo fare la pipì subito,scusami !” .Mi tirai su e mi misi l'accappatoio per mascherare l'erezione che non mi passava!.Aprii alla nonna ,lei entro tutta trafelata e senza darmi tempo di uscire si tirò su il vestito giù le mutande e si sedette sulla tazza “ Scusa ma rischiavo di farmela addosso girati ti prego!”.Mi voltai ma avevo fatto in tempo a vederle la fica coronata di peli grigi ,cosa che mi aveva fatto arrapare ancora di più .Sentii che tirava l'acqua e che si rivestiva, mia nonna è una donnina magra e minuta con una lunga coda di capelli bianchi “Oh mioddio !” Esclamò la nonna ,li per li non capii cosa volesse dire ,poi mi resi conto che mi ero voltato ignaro di avere mezzo uccello fuori .”Ma ..ma cosa hai li davanti?”Mi coprii velocemente con le mani ma il cazzo duro era ugualmente visibile “Scu....scusa!” Riuscii solo a dire .”Ma cosa ti sei messo li davanti?”
“Come scusa ?” Risposi stupito “Si quel ...coso ..quello ! “Niente è il mio... cioe la mia maledizione !” “come?” “Vedi nonna non sono mai stato con una ragazza, hanno tutte paura!” “vuoi dirmi che...quello è proprio vero!” “Si guarda!” Mi aprii l'accappatoio e le mostrai il cazzo in tutta la sua grandezza .La nonna si fece il segno della croce poi mi si avvicinò , lo guardava con gli occhi spalancati . “Po...posso ..toccarlo!” “Certo!” Mi sembrava tutto un poco surreale io li in mezzo al bagno con il gigantesco uccello dritto e mia nonna che stava per toccarmelo. Vi mise le manine fresche sopra e lo strinse delicatamente “ Signor iddio, capisco quelle ragazze è...è... gigantesco..e duro!” Cosi dicendo aveva preso a maneggiarlo piano piano ,cosa che ovviamente lo rese ancora più gonfio “E cosi poverino fai da solo!” “Si nonna quasi tutti i giorni!” “Senti so che ti sembrerà strano ma anche io mi tocco spesso da quando è morto il nonno,spesso spesso,quindi potremmo aiutarci a vicenda !” Vuoi dire...che... noi si insomma faremo !” Se ti và una vecchia signora ,non sono certo un fiore ma ...” Dicendo cosi' si tirò giù il vestito e rimase in biancheria Devo dire che non era messa niente male ,la sua magrezza la aiutava a mantenere un fisico asciutto con due piccole poppe appena cadenti ed una pancia piuttosto piatta .Non mi pareva possibile stavo per fare l'amore con una vecchia e per di più madre di mia madre.”Ma non posso sei Mia nonna !” “Non ora ora sono una donna che aiuta un giovane in difficoltà poi ho tanta voglia anche io di sentire qualcosa di duro in pancia e se poi si tratta di un cazzo come il tuo :fica mia fatti capanna!”Ma dobbiamo stare attenti !” Non c'è nessuno in casa non ti ricordi sono tutti dalla zia a Milano Gia mi ero scordato che erano partiti e non sarebbero tornato fino all' indomani .La cosa era pazzesca ma trovarmi di fronte una donna disposta a farsi scopare mi faceva dimenticare tutto . Mia le andai vicino e la baciai sulla bocca ,lei intanti mi menava a due mani il cazzo.”Dai andiami in camera mia staremo più comodi!” Cosi dicendo la nonna mi portò in camera sua tirandomi per l'uccello. Quando fummo li si spogliò completamente e si mise a gambe larghe a sedere sul letto “Vieni qui!” Mi disse facendomi segno anche con il dito mi misi in piedi davanti a lei ,allungò le mani ed impugnatomi il cazzo se lo mise in bocca .Riusci' solo ad imboccare la cappella che ciucciò con passione per un po' “Mamma mia che bestia è durissimo,chi lo immaginava che esistessero cazzi cosi'.Il nonno era normale!”.. “Nonna se non te la senti ti capisco!” “Ma scherzi e chi se la lascia scappare un occasione cosi'! Solo che dovrai fare molto piano,ti guiderò io!” “Nonna posso leccartela !” “Certo ragazzone mio ,anzi devi cosi si lubrifica ben bene!” Cosi dicendo si sdraiò sul letto tirò su le gambe esponendo una bella fica rosata. “Nonna ,che bella passerina hai!” Grazie ma ora baciamela bene bene!”Inginocchiatomi tra le sue cosce magre mi tuffai su quel bel buchetto leggermente odoroso. Come già sapevo aveva un odore molto delicato come di castagna.”Si si bravo...cosi ma allora ….lo sai come si lecca una donna!” “Si nonna fino a li ci sono arrivato spesso è dopo che scappano !“ “ Ma poverine un pochino sono da capire è veramente enorme!” La leccai delicatamente la nonna mugolava godendosela e bagnandomi tutto il mento”Nonna ora è bella bagnata!”
“ Continua ancora che godo!” Mi disse con voce arrochita dalla foia. La leccai un p'ò più decisamente e lei godette nella mia bocca mordendo il cuscino.”Oddio..........era tanto.........che non....godevo cosi' grazie !” si tirò su e mi baciò la bocca intrisa dei suoi umori.”Ora mettiamolo dentro te lo meriti!” Si risdraiò e e spalancò le cosce più che potè.Le poggiai l'enorme cappella alla fica umida e dilatata ,la differenza mi faceva
quasi dubitare che sarebbe entrato “Nonna ci sei comincio ad entrate sei sicura!” “Siii si basta che fai piano....se sento male te lo dico tranquillo!” “Allora vado!” Cominciai a forzare piano la cappella al buco che devo dire cedeva piuttosto facilmente “Si vai ..lo sento..stà....per ..entrare vai!” Detti un spinta un poco più decisa ed entrò la grossa cappellà varcò l'ingresso, ormai era entrato.”Oddiooo....che....roba....mi sento..una verginella......!” “ Ti ho fatto male?” “OH no..nipotone sei stato molto bravo!Ora continua a metterlo cosi' saprai cosa vuol dire averlo dentro una donna vai!”.Lo spinsi avanti la fica della nonna faceva delle scureggine ne infilai una buona metà prima che la nonna mi fermasse.”Basta...è..il massimo...quanto ne hai messo ?” “Metà!” “Solo mezzo ...mi sento tutta piena...lo sento...dai pompami ! Lo sai come si fa?
” “Ho visto moltifilm penso proprio di si!” La comiciai a scopare lentamente sfilandoglielo quasi tutto e riinfilandolo con decisione piccchiandole sull' utero ,la nonna accompagnava lapenetrazione con degli urletti che diventarono sempre più forti .”siii..............oddio..............cosi'.........cosi............trombami.......”La nonna venne un paio di volte urlando e sgambettando.”Nonna vorrei cambiare posizione” “ Si..dammi.........un secondo!” glielo sfilai di corpo,la fica era dilatat e lucida aveva fatto una pozzetta sulla coperta.”Ti ho fatto male nonna?” “ Altroche male mi hai fatto godere e parecchio! Che cazzo nipotino è una cosa meravigliosa,non sanno cosa si perdono.Dai come vuoi che mi metta!” “Ti potresti mettere in ginocchio sul letto?” “Volentieri!” Si mise sul bordo del letto sporgendo verso di me il piccolo e piuttosto sodo culo Avevo il cazzo talmente duro che non avevo bisogno di reggerlo .Le poggiai le mani sulle chiappe e glielo rimisi dentro Era uno spettacolo vedere quel culino da cui spuntava un tronco di carne. La scopai a lungo lei godette urlando svariate volte fino a che non mi disse che le stava cominciando a bruciare e mi pregò di fare alla svelta .Mi resi conto che averne dentro mezzo solo non riusciva a farmi venire e perciò glielo tolsi. “Ma non sei venuto perchè lo levi?” “Nonna non ce la faccio cosi'!” “Capisco dai ti aiuto io !” mi fece sdraiare sul letto col cazzo in su poi lo agguantò per la base con due mani e cominciò a segarlo vigorosamente ,si impegnò molto fino a che
sentii che stavo per espoldere “Si....cosi nonnina...ve..vengoooo!!!” La donna si mise la cappella in bocca
sparai una tale quantità di sbroda che quasi soffocò la maggior parte la colpi' sul viso e sugli occhiali”madonnina santa quanta ne hai fatta ragazzo!” Aveva il viso tutto impiastricciato ma non si arrese menò il cazzo fino a che non fece uscire le ultime dense gocce che succhio dalla punta”Oddio...grazie nonna.......grazie !” Restammo sul letto abbracciati sporchi dei nostri fluidi ,anche la nonna aveva sbrodato talmente che aveva fatto una pozza sul letto .Dopo facemmo una doccia insieme scherzando come due fidanzatini .Ci rivestimmo appena in tempo perchè i nostri tornarono prima del previsto .Ci domandarono come ce la eravamo cavata da soli e ci lamentammo un po per la noia ma dentro ridevamo chissà se avessero saputo...
Nicoletta...
Si svegliò di colpo nel cuore della notte con una incontenibile erezione
che lo alzava di una spanna dal materasso e gli impediva di riprendere
sonno. Il suo membro proprio non ne voleva sapere di rimettersi a
riposo... stava sformando poco a poco le mutande e gli stessi pantaloni
del pigiama di raso. Allungò la mano oltre la sua postazione del letto
come a cerare qualcuno... vuoto! Come sempre da un po' di tempo... il
pensiero tornò al sogno che aveva fatto... ma come gli era venuta in
mente quella donna che non vedeva da quanto? Quattro anni? Forse quella
torta mangiata nel pomeriggio che tanto ricordava nel sapore, quella
ottima che Nicoletta preparava alla mensa aziendale... la torta di rose!
O forse il fatto che sua cugina era stata assunta da poco nella stessa
azienda... insomma, i pensieri erano finiti su Nicoletta, che sì... ai
tempi dell'adolescenza alla scuola alberghiera, era stata è vero, tra le
sue fantasie erotiche... ma non certo tra le più sospirate, e quando
l'aveva ritrovata come cuoca alla mensa aziendale dove lui era stato
assunto come ingegnere... qualcosa era rispuntato, ma a basso livello...
dato che lui ai tempi era impegnato e Nicoletta pure, con lo stesso
uomo che aveva ai tempi della scuola... tra l'altro. Nicoletta era più
vecchia di lui di due anni almeno e più alta di quasi una decina di
centimetri... quindi, non aveva mai, se non nel suo subconscio, aspirato
a qualcosa di serio... però in quel momento, in quella notte, in cui
l'aveva sognata in un frangente di circa quattro anni prima, durante il
quale l'aveva vista salire le scale di sopra alla mensa con una
minigonna mozzafiato... beh, la sua reazione era stata diversa da quella
avuta nella realtà!
Nella realtà l'aveva guardata, aveva incrociato pure il suo sguardo e si era discostato con un lieve sorriso, nel sogno invece era rimasto a guardarla e si era ricordato delle splendide cosce che tanti anni prima avevano catturato la sua attenzione... e Nicoletta gli aveva rivolto un sorriso malizioso, provocante... ma si era svegliato prima di passare a vie di fatto!
Per alcuni istanti rifletté sulla natura del subconscio, di cosa davvero lo eccitasse, sul fatto che una persona che tendeva a respingere, come Nicoletta, lo avesse di colpo conquistato, poi non potendo fare nulla di più, calò la mano all'altezza dei genitali e iniziò a masturbarsi, freneticamente... il suo pensiero era fisso sulle splendide cosce di Nicoletta, tra le quali immaginava di venire stretto... in ogni punto del suo corpo, dalla gola in giù... le cosce di Nicoletta... che meraviglia! Poi venne! Corse al bagno a lavarsi, e solo quando si fu di nuovo a letto, si accorse che la sua erezione, non si era affatto calmata... Attese invano, e dopo aver cercato di proiettare altrove i suoi pensieri, ma anche quel tentativo fu vano... ricominciò a masturbarsi, questa volta con meno frenesia, e con più calma, cercando di godersi il momento, ridacchiò di piacere un paio di volte mentre lentamente la pelle scopriva il glande e tornava a coprirlo, così venne per una seconda volta. Rifece la stessa procedura di poco prima, si lavò per bene e tornò a letto, cercò di addormentarsi, ma di nuovo, dopo un piccolo assopimento, tornò ad affacciarsi una terza erezione... non perse tempo, fantasticò su Nicoletta e sulle sue splendide cosce e quasi gridando di piacere, venne per la terza volta. Poi dopo essersi lavato, tornò a letto e finalmente si riaddormentò.
Poco dopo il suo risveglio, nella doccia del mattino, l'erezione immancabilmente tornò a farsi sentire... così si masturbò di nuovo, sotto la doccia... immaginando che Nicoletta fosse lì con lui e per la quarta volta in pochissime ore il suo pene eiaculò... possibile che a più di trent'anni non avesse di meglio da fare che masturbarsi?
Arrivò al lavoro in lieve ritardo e con occhiaie visibili, in più faticò non poco a restare concentrato... tanto che gli chiesero più volte se si sentiva bene, infine lo mandarono allo studio medico dell'azienda... in un'altra sede... ma ne fu in parte entusiasta quando constatò che l'ambulatorio, si trovava nella stessa sede in cui c'era la mensa dove lavorava Nicoletta... pensò che era un segno del destino!
Arrivò a destinazione e trovò la fila... chiese chi era l'ultimo, poi accortosi di una erezione che stava arrivando, si copri legandosi la felpa lungo i fianchi e si accomodò al bagno. Si chiuse a chiave la porta alle spalle e dopo essersi seduto su di una sedia di plastica pieghevole, iniziò a masturbarsi... per la quinta volta! Nella sua fantasia, Nicoletta si muoveva per la mensa con addosso soltanto il grembiule... bastò questa visione per farlo venire.
Quando arrivò il suo turno, il medico lo visitò e non trovò nulla di grave, salvo un po' di spossatezza... come se avesse compiuto parecchi sforzi fisici... ma visto che ne sapeva l'origine, con fare evasivo chiese se poteva avere qualche flaconcino di ricostituente e dopo aver salutato cortesemente, lasciò l'ambulatorio.
Abbandonò la palazzina dove stava il centro medico e si diresse verso quella della mensa, a una ventina di metri. Attraversò il selciato ed entrò.
La prima persona che incontrò fu Enrica detta anche Enrica la Rompiballe... e in fretta si ricordò il motivo per cui era stato felicissimo all'idea del trasferimento in un altra sede... Enrica non lo avrebbe più tediato con la sua corte spietata! In 4 anni aveva rimosso Enrica e l'invidia che quest'ultima provava nei confronti di Nicoletta, per le sue forme e per il numero di corteggiatori che aveva attorno. D'altro canto, la povera Enrica era da capire: alta un metro e mezzo, capelli stopposi, grassa e pure con l'alito pesante.
Nel momento in cui la vide volle provare a sgattaiolare fuori, ma Enrica che lo aveva visto gli era corsa incontro cercando di abbracciarlo, lui portò una mano davanti alla bocca e finse di starnutire.
Enrica, paranoica e terrorizzata dai germi si fece indietro, ma non abbastanza perché il suo alito fetido non arrivasse al suo olfatto. Provò quindi a spiegare a Enrica, che era lì per una visita medica a causa di un raffreddore che non gli passava, così Enrica gli restò lontana, con il sorriso gentile di circostanza, ma si defilò.
Visto che la via era libera, corse due alla volta i gradini delle scale e fece capolino nella cucina. Nicoletta doveva ancora cambiarsi d'abito e indossava in quel momento una delle sue immancabili minigonne mozzafiato, di colore giallo chiaro e che lasciava trasparire quelle sue perfette cosce. In quel momento era, tra l'altro, chinata leggermente in avanti a verificare che la torta di rose fosse venuta bene. La salutò e le chiese che aveva preparato di buono. Nicoletta, sorpresa di vederlo gli sorrise e lo salutò mostrandogli la torta di rose. Poi gli chiese che facesse da quelle parti... non sapendo cosa rispondere, improvvisò dicendo che la notte aveva sognato la sua torta di rose e aveva voglia di mangiarne una fetta... solo se avesse "fatto il bravo" gli intimò Nicoletta gli avrebbe dato una fetta di torta... così dicendo, Nicoletta si sfilò la gonna e gli andò incontro dicendogli che si era da un paio di giorni lasciata con suo marito e aveva una voglia addosso che non tratteneva più.
Non nascose più la sua erezione e si aprì i pantaloni, Nicoletta si abbassò in ginocchio e iniziò a succhiarglielo, prima in maniera delicata, poi più decisa finché non le venne sul viso. Nicoletta, per nulla scossa dall'accaduto (evidentemente era abituata), gli pulì il membro e si spogliò del tutto. A quel punto, se l'erezione avrebbe anche potuto andarsene, davanti al corpo perfetto e nudo di Nicoletta non poteva che restare! Anzi... gli crebbe come non mai e pochi istanti dopo lo affondò tra le cosce levigate di Nicoletta.
Che delizia! Quale incantevole esperienza! Nessuna delle donne con cui era stato prima gli aveva creato un piacere tale. La sentì godere mentre si muoveva sotto di lui arrangiata come meglio poteva sul tavolo di preparazione vivande...
Forse attirata dal trambusto che ogni tanto veniva a creare una pentola che si rovesciava, o da chissà che altro, Enrica entrò di colpo e vide davanti a lei la scena che mai avrebbe voluto vedere: l'uomo di cui era invaghita, tra le cosce della donna che più odiava al mondo! Cacciò un tremendo urlo di disappunto che quasi fece trasalire i due amanti, ma non più di tanto, infatti continuarono... Enrica la cui voglia di prendere a pungi Nicoletta era straripante, ma sapeva di avere poche speranze con una collaudata atleta come Nicoletta era, uscì piangendo di rabbia e cercò di chiamare qualcuno a mostrare la scena... purtroppo per lei, non riuscì a portare nessuno alla cucina con lei per mostrare quanto stava accadendo, e anzi non trovando nulla di meglio da fare si chiuse in un cantuccio a piangere l'ennesima delusione.
Nicoletta, come da promessa, dopo essere stata soddisfatta a dovere dal suo nuovo e occasionale partner, tagliò per lui una fetta di torta di rose.
Dopo averla mangiata lui se ne andò, finalmente la sua erezione si era calmata... c'era davvero bisogno delle cosce di Nicoletta e anche se sapeva che non era l'inizio di nulla, e che forse Nicoletta avrebbe trovato in fretta un altro, si era almeno tolto la soddisfazione di infilarlo tra le splendide, magnifiche, ineguagliabili cosce di Nicoletta!
Nella realtà l'aveva guardata, aveva incrociato pure il suo sguardo e si era discostato con un lieve sorriso, nel sogno invece era rimasto a guardarla e si era ricordato delle splendide cosce che tanti anni prima avevano catturato la sua attenzione... e Nicoletta gli aveva rivolto un sorriso malizioso, provocante... ma si era svegliato prima di passare a vie di fatto!
Per alcuni istanti rifletté sulla natura del subconscio, di cosa davvero lo eccitasse, sul fatto che una persona che tendeva a respingere, come Nicoletta, lo avesse di colpo conquistato, poi non potendo fare nulla di più, calò la mano all'altezza dei genitali e iniziò a masturbarsi, freneticamente... il suo pensiero era fisso sulle splendide cosce di Nicoletta, tra le quali immaginava di venire stretto... in ogni punto del suo corpo, dalla gola in giù... le cosce di Nicoletta... che meraviglia! Poi venne! Corse al bagno a lavarsi, e solo quando si fu di nuovo a letto, si accorse che la sua erezione, non si era affatto calmata... Attese invano, e dopo aver cercato di proiettare altrove i suoi pensieri, ma anche quel tentativo fu vano... ricominciò a masturbarsi, questa volta con meno frenesia, e con più calma, cercando di godersi il momento, ridacchiò di piacere un paio di volte mentre lentamente la pelle scopriva il glande e tornava a coprirlo, così venne per una seconda volta. Rifece la stessa procedura di poco prima, si lavò per bene e tornò a letto, cercò di addormentarsi, ma di nuovo, dopo un piccolo assopimento, tornò ad affacciarsi una terza erezione... non perse tempo, fantasticò su Nicoletta e sulle sue splendide cosce e quasi gridando di piacere, venne per la terza volta. Poi dopo essersi lavato, tornò a letto e finalmente si riaddormentò.
Poco dopo il suo risveglio, nella doccia del mattino, l'erezione immancabilmente tornò a farsi sentire... così si masturbò di nuovo, sotto la doccia... immaginando che Nicoletta fosse lì con lui e per la quarta volta in pochissime ore il suo pene eiaculò... possibile che a più di trent'anni non avesse di meglio da fare che masturbarsi?
Arrivò al lavoro in lieve ritardo e con occhiaie visibili, in più faticò non poco a restare concentrato... tanto che gli chiesero più volte se si sentiva bene, infine lo mandarono allo studio medico dell'azienda... in un'altra sede... ma ne fu in parte entusiasta quando constatò che l'ambulatorio, si trovava nella stessa sede in cui c'era la mensa dove lavorava Nicoletta... pensò che era un segno del destino!
Arrivò a destinazione e trovò la fila... chiese chi era l'ultimo, poi accortosi di una erezione che stava arrivando, si copri legandosi la felpa lungo i fianchi e si accomodò al bagno. Si chiuse a chiave la porta alle spalle e dopo essersi seduto su di una sedia di plastica pieghevole, iniziò a masturbarsi... per la quinta volta! Nella sua fantasia, Nicoletta si muoveva per la mensa con addosso soltanto il grembiule... bastò questa visione per farlo venire.
Quando arrivò il suo turno, il medico lo visitò e non trovò nulla di grave, salvo un po' di spossatezza... come se avesse compiuto parecchi sforzi fisici... ma visto che ne sapeva l'origine, con fare evasivo chiese se poteva avere qualche flaconcino di ricostituente e dopo aver salutato cortesemente, lasciò l'ambulatorio.
Abbandonò la palazzina dove stava il centro medico e si diresse verso quella della mensa, a una ventina di metri. Attraversò il selciato ed entrò.
La prima persona che incontrò fu Enrica detta anche Enrica la Rompiballe... e in fretta si ricordò il motivo per cui era stato felicissimo all'idea del trasferimento in un altra sede... Enrica non lo avrebbe più tediato con la sua corte spietata! In 4 anni aveva rimosso Enrica e l'invidia che quest'ultima provava nei confronti di Nicoletta, per le sue forme e per il numero di corteggiatori che aveva attorno. D'altro canto, la povera Enrica era da capire: alta un metro e mezzo, capelli stopposi, grassa e pure con l'alito pesante.
Nel momento in cui la vide volle provare a sgattaiolare fuori, ma Enrica che lo aveva visto gli era corsa incontro cercando di abbracciarlo, lui portò una mano davanti alla bocca e finse di starnutire.
Enrica, paranoica e terrorizzata dai germi si fece indietro, ma non abbastanza perché il suo alito fetido non arrivasse al suo olfatto. Provò quindi a spiegare a Enrica, che era lì per una visita medica a causa di un raffreddore che non gli passava, così Enrica gli restò lontana, con il sorriso gentile di circostanza, ma si defilò.
Visto che la via era libera, corse due alla volta i gradini delle scale e fece capolino nella cucina. Nicoletta doveva ancora cambiarsi d'abito e indossava in quel momento una delle sue immancabili minigonne mozzafiato, di colore giallo chiaro e che lasciava trasparire quelle sue perfette cosce. In quel momento era, tra l'altro, chinata leggermente in avanti a verificare che la torta di rose fosse venuta bene. La salutò e le chiese che aveva preparato di buono. Nicoletta, sorpresa di vederlo gli sorrise e lo salutò mostrandogli la torta di rose. Poi gli chiese che facesse da quelle parti... non sapendo cosa rispondere, improvvisò dicendo che la notte aveva sognato la sua torta di rose e aveva voglia di mangiarne una fetta... solo se avesse "fatto il bravo" gli intimò Nicoletta gli avrebbe dato una fetta di torta... così dicendo, Nicoletta si sfilò la gonna e gli andò incontro dicendogli che si era da un paio di giorni lasciata con suo marito e aveva una voglia addosso che non tratteneva più.
Non nascose più la sua erezione e si aprì i pantaloni, Nicoletta si abbassò in ginocchio e iniziò a succhiarglielo, prima in maniera delicata, poi più decisa finché non le venne sul viso. Nicoletta, per nulla scossa dall'accaduto (evidentemente era abituata), gli pulì il membro e si spogliò del tutto. A quel punto, se l'erezione avrebbe anche potuto andarsene, davanti al corpo perfetto e nudo di Nicoletta non poteva che restare! Anzi... gli crebbe come non mai e pochi istanti dopo lo affondò tra le cosce levigate di Nicoletta.
Che delizia! Quale incantevole esperienza! Nessuna delle donne con cui era stato prima gli aveva creato un piacere tale. La sentì godere mentre si muoveva sotto di lui arrangiata come meglio poteva sul tavolo di preparazione vivande...
Forse attirata dal trambusto che ogni tanto veniva a creare una pentola che si rovesciava, o da chissà che altro, Enrica entrò di colpo e vide davanti a lei la scena che mai avrebbe voluto vedere: l'uomo di cui era invaghita, tra le cosce della donna che più odiava al mondo! Cacciò un tremendo urlo di disappunto che quasi fece trasalire i due amanti, ma non più di tanto, infatti continuarono... Enrica la cui voglia di prendere a pungi Nicoletta era straripante, ma sapeva di avere poche speranze con una collaudata atleta come Nicoletta era, uscì piangendo di rabbia e cercò di chiamare qualcuno a mostrare la scena... purtroppo per lei, non riuscì a portare nessuno alla cucina con lei per mostrare quanto stava accadendo, e anzi non trovando nulla di meglio da fare si chiuse in un cantuccio a piangere l'ennesima delusione.
Nicoletta, come da promessa, dopo essere stata soddisfatta a dovere dal suo nuovo e occasionale partner, tagliò per lui una fetta di torta di rose.
Dopo averla mangiata lui se ne andò, finalmente la sua erezione si era calmata... c'era davvero bisogno delle cosce di Nicoletta e anche se sapeva che non era l'inizio di nulla, e che forse Nicoletta avrebbe trovato in fretta un altro, si era almeno tolto la soddisfazione di infilarlo tra le splendide, magnifiche, ineguagliabili cosce di Nicoletta!
venerdì 2 dicembre 2011
Perversioni...
Dopo un lungo periodo di assenza sono tornato per mettere nero su bianco quello che mi è accaduto durante tutto questo tempo e la storia che andrò a raccontare,anche se non vissuta da me personalmente,è una storia vera successa ad una persona che ho frequentato questa estate.
Cercherò di riportare tutto quello che lei mi ha raccontato cercando di attenermi alla realtà dei fatti in speranza che questo racconto vi piaccia e vi ecciti.....
Mi chiamo Angela,ho quarantacinque anni,e questa è la storia di sei mesi di pura follia. Sono sposata da quasi ventisette anni...mio marito Alberto,è un avvocato molto noto,anzi dovrei dire che tutta la sua stirpe sono stati avvocati,lo erano suo padre e suo nonno,lo sarà nostro figlio Marco.
Ci siamo sposati molto giovani,io ero in cinta,le nostre famiglie benestanti non trovarono nulla da ridire nel matrimonio riparatore. Con il passare degli anni fra me e Alberto,i compiti si sono divisi,io casalinga per scelta,e madre,lui impegnato nel lavoro e nella carriera. Anche fra noi con il passare del tempo le cose sono cambiate,specialmente nel sesso. In questi ultimi cinque anni avremo fatto sesso al massimo tre o quattro volte l'anno. Lui è sempre un bell'uomo,alto forte,ma tremendamente impegnato,o nel lavoro oppure nei molteplici interessi che vengono sempre prima di noi. Io dal canto mio mi reputo ancora una bella donna,non ho un filo di grasso,attenta nella dieta,pratico con frequenza il nuoto,la palestra e quando il tempo lo permette cammino moltissimo nel percorso verde vicino a casa mia. Ho una terza abbondante di seno,un bel culo e gambe snelle,capelli neri lunghi fino alle spalle. Il sesso mi manca,non lo nego,ma non voglio fare come molte delle mie amiche che si sono trovate un'amante e si fanno sbattere da lui. Ho vissuto in pace con i miei sensi fino a sei mesi fa. Una mattina,per puro caso,passo davanti alla camera di Marco....mio figlio è un bel ragazzo,alto forte,fisico ben curato,ha tutti gli attributi giusti,ma in particolare ha "quell'attributo tremendamente giusto"...era appena uscito dalla doccia e,nudo,parlava al cellulare con una ragazza,il suo membro teso e duro è una vera meraviglia della natura. Si segava e rideva,io quando ho visto quel magnifico palo sono andata in ebolizione....la mia vulva a cominciato a bagnarsi senza ritegno,sentivo dentro un fuoco che mi bruciava anche l'anima....sono corsa in camera mia in preda ad una tremenda eccitazione....mi dicevo che era una cosa assurda eccitarsi per un figlio,ma il mio corpo si rifiutava di calmarsi,ho dovuto masturbarmi violentemente. Da quel giorno,per quanto cercavo di convincermi che non era giusto,io ho desiderato con tutte le mie forze di essere posseduta da lui. Ho cominciato con l'essere più seducente,abbigliamento più succinto,in particolare quando eravamo soli,ho notato che lui
si era accorto di questo mio cambiamento,le sue intense occhiate m'invogliavamno a fare di più. Una domenica mattina,eravamo soli in casa,lui dormiva,era tornato tardi dalla discoteca,mi aveva detto che dovevo svegliarlo alle undici. Sono entrata in camera sua indossando solo una camiciola molto trasparente,l'ho visto disteso che dormiva nudo,come sua abitudine,il cazzo moscio,disteso di lato,era sempre un bello spettacolo,mi sono avvicinata,ho cominciato a bagnarmi...sentivo la mia vulva contrarsi,i succhi cominciare a colarmi lungo le cosce nude...non avevo indossato alcun tipo di intimo. Mi sono seduta sul letto di lato a lui,ero emozionata,osservavo il suo corpo mentre sentivo bruciare il mio "lo volevo"...Ho accarezzato piano il suo petto,l'ho svegliato con un bacio,mentre indugiavo con la mano accarezzandolo scendendo sempre più in basso - "buon giorno amore,ti ho portato il caffè" - lui si tira su,si appoggia alla spalliera del letto,prende la tazzina in mano e beve,mi osserva,vede che desidero il suo meraviglioso palo che si è drizzato appena lui ha indugiato con lo sguardo sul mio corpo....lo bacio sulla guancia,lui mi asseconda,tento il tutto per tutto,afferro il tanto desiderato membro che ora svetta duro e gonfio davanti a me...lo stringo un poco,ne saggio la consistenza...è durissimo,tanto che quasi vengo dal piacere di stringerlo...lo sego un poco...lo voglio...desidero averlo....dentro sono un vulcano pronto ad esplodere,colo fra le gambe in maniera incredibile - "che fai?" - mi dice,e di scatto afferra il mio polso....lo sposta e libera il cazzo dalla presa della mia mano. Si alza in piedi,mi osserva sbigottito - "che cazzo fai?...sono tuo figlio,vorresti che ti scopassi?...ma sei pazza?...ti sei guardata?...sei vecchia. Io sono abituato a fighe che hanno meno della metà dei tuoi anni e poi smettila di offrirti come una puttana,che credi,mi ero accorto che mi mettevi sempre sotto il naso il tuo culo o la tua fica" - lo guardo delusa,mi ha rifiutato,sono umiliata da mio figlio,lui mi osserva e continua - "sei una vacca,una pervertita che vuole farsi suo figlio,vattene,altrimenti lo racconto a papà e smetti di fare la troia" - mi afferra per un braccio e mi scaraventa fuori dalla camera spingendomi fuori con un piede. Scappo mi rifugio delusa e arrabbiata in camera mia...mi distendo sul letto le lacrime rigano il mio volto,mi sento umiliata,come diavolo ho fatto a ridurmi così. Poco dopo lo sento uscire,mi masturbo con furore,gemo,ma nemmeno tre dita pinatate dentro di me riescono a placare il mio desiderio. La settimana dopo passa con lui che quasi mi ignora,specie se siamo soli,mentre io cerco,con un comportamento più casto,di non provocarlo,ma ho sempre la sensazione di avere il suo sguardo addosso. Il sabato notte torna tardissimo,consapevole che Alberto è assente,porta con se una ragazza,si chiude in camera con lei,la scopa facendola urlare per almeno due ore. Il sottile muro che separa la camera mia dalla sua non attutisce nessun gemito,e lui,a voce alta,loda il piacere che lei gli da mentre lo succhia o lo fa godere. Poi molto tardi la ragazza va via. Passo quasi tutta la notte in bianco,mi masturbo ma non serve a placare il desiderio che ho di lui. Il mattino decido di uscire,voglio andare a camminare per andare a scaricarmi un poco,mi alzo,faccio la doccia,mi masturbo mentre l'acqua scorre sul mio corpo. Sono talmente presa dal mio solitario piacere che non mi accorgo della sua presenza,nudo con il cazzo in mano sta appoggiato allo stipite della porta...si sega lentamente,ma gode più per il piacere di mostrarlo a me,che per la sega...mi bagno,cerco di ignorarlo,ma non ci riesco,lui si avvicina - "ti piace,vero?...dimmi....lo vorresti?....ti piacerebbe sentirlo dentro?..." - mi afferra il polso,mi trascina nuda in camera mia,mi spinge sul letto. Osservo il suo cazzo lì,a un passo dame,sento il mio corpo desidararlo con tutta me stessa...lui si avvicina,si inginocchia sul letto,ora è a pochi centimetri dalla mia bocca...vorrei afferrarlo e succhiarlo,lui indugia - "se lo vuoi te lo do...ma prima voglio eccitarmi di più...dai masturbati,come hai sicuramente fatto questa notte...dai,se ti tocchi ad occhi chiusi,se gridi il mio nome,se urli che mi vuoi dicendo il mio nome...TI SCOPO" - sento il glande appoggiarsi al mio capezzolo,mi struscia quel fantastico palo lungo il corpo,impazzisco...La mia volontà si arrende al desiderio,mi distendo,chiudo gli occhi,le mie mani scorroro sul mio corpo,afferro i capezzoli,li tiro,gemo...mhmhmhhmhmhmhmhm...siiiiii.....mhmhmhmhmhmhhmmh.....sento un orgasmo arrivare....devastante....siiiiii......Marco....siiiii....amore.....siiiii...daiiiii...scopamiiiiiiii....siiiiii.....Marco.....VENGOOOOOooooo!!!!!!!.....urlo senza ritegno nel momento in cui raggiungo un orgasmo con due dita ben piantate dentro. Apro gli occhi,ora lo voglio,ma la sorpresa è notevolmente amara,lui mentre godevo ha filmato tutto con il telefonino...ride divertito - "brava,con questo filmato ora posso fare di tè quello che voglio,credevi davvero di poter competere con quella fighetta che mi sono sbattuto ieri sera?...dai bagascia smetti di rompere,altrimenti mostro il film a papà" - ridendo se ne va....resto distesa sul letto in posizione fetale,le mani in mezzo alle coscie....ma come mi sono cacciata in una simile situazione?come ho fatto a generare un bastardo di figlio così? La settimana dopo incomincia a mettere in atto il suo ricatto...Lui spesso,il mattino non esce per andare all'università,mi chiama - "nuda,mettiti nuda quando sei con me a casa" - cerco di obbiettare,ma lui mi mostra il cellulare,capisco,e mi spoglio. All'inizio mi sento un poco a disagio,lui mi tiene sempre sott'occhio,per tutta la settimana gioca a provocarmi continuando a masturbarsi lentamente,quasi fossi invisibile,ma sempre facendo in maniera che io veda il suo cazzo sempre in tiro. La mia volontà di resistergli va miseramente a fondo. Lo voglio,sono così piena di desiderio che quando lui non c'è mi masturbo furiosamente,ma nulla attenua il mio desiderio. Il sabato pomeriggio si presenta con un pacchetto - "aprilo,è per tè" - Quando vedo cosa contiene subito non realizzo la sua perversione,ma bastano poche spiegazioni e tutto è chiaro. La scatola contiene un ovulo di media grandezza con un filo che termina con un comando manuale - "mettilo dentro e non smettere di farlo funzionare,deve esaurirsi la pila" - esito un momento,ma lui insiste....infilo quel congegno dentro la mia fica,subito lui lo aziona - "nooooo.....ti pregoooo....nooooo...Oddiooooo...vengooooooo....nooooo Marco.....nooooo" - ma lui per tutta risposta estrae da un sacchetto una strana mutandina,mi costringe ad indossarla e allora scopro che alla cinta ha un piccolissimo lucchetto che una volta chiuso mi impedisce di toglierla...sono terrorizzata,quel congegno vibra dentro di me e io continuo a venire,un'orgasmo dietro l'altro...sono sconvolta. Mi costringe a rivestirmi,mi obbliga a tenerlo tutta la sera,anche quando tornerà Alberto....impazzisco ho orgasmi a non finire e per di più devo coprire quel minimo ronzio che si sente. Fortunatamente c'è una partita in tv,io vado a dormire. Quando sono in camera,mi ricordo di aver cambiato le pile al telecomando della tv della cucina,esco,e fra i rifiuti differenziati,recupero le pile esaurite,sono dello stesso tipo e modello del congegno,le scambio e per la notte almeno non ho problemi. Il mattino ho un disperato bisogno di fare pipì,lui con calma attende l'uscita del padre poi gli devo chiedere la chiave umiliandomi - "inginocchiati e implora che ti scopi" - nuda con solo quel malefico indumento m'inginocchio,lo supplico,lui continua a riprendermi con il cellulare,capisco che mi sono infilata in un tunnel senza uscita. La settimana seguente,si ripete lo stesso copione,con la variante che lui per tre giorni mi ignora,resta indifferente alla mia nudità,mentre io invece incomincio a provare piacere nel mostrarmi nuda....nel mettermi in pose anche oscene,mi eccito a cercare la sua attenzione,la sua perversione e cattiveria. Il sabato,Alberto ed io,abbiamo una cena annuale con tutti i suoi amici e colleghi. Quando sto per uscire,per raggiungere Alberto che mi ha preceduto al ristorante,Marco si presenta in camera mia - "non crederai di andare a cena senza avere me nei tuoi pensieri" - lo guardo,per un momento non capisco,poi lui estrae dalla tasca un piccolo filo con cinque palline....mi obbliga ad inserirle dentro la mia fica...Appena dentro non mi sembra nulla di tremendo,lui mi costringe anche ad indossare la solita mutandina con il lucchetto....quando faccio due passi,per poco cado a terra....il movimento del corpo fa muovere le sfere che stimolano la mia vulva che incomincia a godere ad ogni passo...- " Marco...... amore..... ti prego no!!!non posso stare in queste condizioni ....ti prego....farò tutto quello che vorrai....ti prego...pietà...." - il bastardo ride mi dà due sculacciate - "vai che ti piace....l'ho visto che non aspettavi altro in questi giorni...vai o vado io alla festa e porto un bel video" - Per tutta la sera devo simulare un improvviso dolore mestruale per nascondere le sensazioni che provo. Quando manca poco alla fine della serata,mi congedo dal gruppo e torno a casa. Rientro e sento inequivocabili rumori di una coppia che scopa. Entro silenziosamente,spio dal buco della serratura lui sta scopando una biondina. Scivolo silenziosamente in camera mia ma il cigolio della porta mi tradisce. Dopo circa un'ora la bionda va via,lui entra da me,nudo - "ti prego toglimi questa tortura" - gli chiedo,lui ride divertito - "se vuoi che ti libero devi inginocchiarti e pulire il cazzo sporco degli umori miei e della bionda" - detto questo mi mette il cazzo ancora duro,sporco degli umori e della sua semenza,vicino al corpo....sono distrutta,lui mi prende i capelli,mi obbliga ad abbassarmi in ginocchio davanti a lui. Sento l'odore del sesso posto a pochissimi centimetri dalla mia bocca - "lecca....vacca...leccami il cazzo" - io non esito....lo infilo in bocca... lecco e sa di tutto....sborra e umori femminili....- "siiiiiiiii.....leccaaaaaa...troiaaaaaa" - io godo per quello che ancora porto dentro ma soprattutto per il piacere che provo nel sentirlo in bocca. Di colpo si stacca da me - "basta cagna....altrimenti potrebbe piacerti....prendi la chiave prima che me ne penta..." - Detto questo va via,lasciandomi stesa in terra delusa e umiliata. Nei giorni seguenti è impeganto con un esame,studia chiuso in camera ed esce pochissimo,solo per mangiare.....sento la mancanza delle sue cattiverie,mi manca il gioco perverso che stavamo facendo...passano circa dieci giorni che mi ignora totalmente. Dà l'esame,ottiene un punteggio altissimo,sparisce per due giorni,poi quando ritorna,Alberto lo prega di accompagnarmi al matrimonio di nostra nipote,considerato che lui è impegnato in una battuta di pesca notturna e odia i matrimoni. Credevo che non sarebbe venuto,invece è molto entusiasta. Nei giorni successivi mi chiede di acquistare un bel vestito,e dei tacchi alti almeno dieci centimetri. Non capisco,ma lo accontento. Il sabato pomeriggio mentre mi vesto lui si presenta con una nuova diavoleria da infilare dentro di me,un dildo di circa quindici centimetri e, alla base,ha una sporgenza di plastica che ad ogni movimento mi stimola il clitoride. Poi mi gira e con un cuneo trasparente cerca di infilarmi il culo - "nnnooooooo....ti pregoooo....Marco no....ti prego sono vergine" - lui mi guarda stupito - "sei vergine???...e quando me lo dici?...se è così allora" - butta via il cuneo,leggo una luce perversa nel suo sguardo,ma appena faccio un passo con quel dildo dentro mi rendo conto che le scarpe alte aumentano il mio supplizio....infondono al mio corpo una postura che accentua il massaggio vaginale del dildo che ho dentro...roba da infarto! Passo un pomeriggio e una sera da inferno,godo e non posso urlare. Una mia cugina mi chiede quale sia il mio problema,rispondo che la causa sono dolori di stomaco e in contemporanea il ciclo mestruale. Al ritorno lui mi spoglia velocemente - "dai,sbrigati che ti voglio rompere il culo" - lo guardo impaurita - "no,Marco,no....mi farai malissimo,sei troppo grande,tuo padre ci ha provato una sera e sono stata malissimo per tre giorni....ti prego no" - Nuda scappo in cucina,lui m'insegue,mi afferra per le mani,mi distende sul tavolo. Apre un cassetto,prende del nastro da pacchi,mi lega le mani alla zampa del tavolo distesa a novanta gradi.....cerco di farlo ragionare ma non serve a nulla,sputa due volte sul mio culetto dietro e m'infila senza pietà - "AAAAAAAHHHHHHHHH.......pianooooooooo....mi spacchiiiiiiiiiiii...NOOOOOOOO...BASTAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!.....no esci mi fai malissimo....." - lui incurante delle mie grida mi pompa il culo come un pazzo,sento del dolore tremendo,lui ride.... -"che bel culo...siiiii...vacca ti sfondoooooooooo.....siiiiiiii....senti come ti spacco il culo.....siiiii.....sborrooooooo....siiiiii tieni ti schizzo tutto dentrooooooo....sborrooooooooooo.....bellissimooooooooo!!!!!!!!!!" - mi scarica dentro un getto caldo che attenua un poco il dolore che sento,cerco di rilassarmi quando improvvisamente irrompe Alberto in cucina - "CHE CAZZO FAI?????....MA SEI IMPAZZITO??? STAI STUPRANDO TUA MADRE!!!!!!!!" - lo investe di pugni,schiaffi come una furia scatenata. Marco sorpreso incassa i colpi e cerca di proteggersi accucciato a un angolo della cucina - "BASTA!!!!!!...ALBERTOOOO.....BASTAAAA così lo uccidi....ti prego slegami" - lui per un momento smette,mi scioglie,lo abbraccio,lui è confuso....Marco mi guarda stupito,io lo difendo nonostante tutto - "Basta,ti prego non picchiarlo,non è tutta colpa sua" - Le mie parole hanno su mio marito un effetto tremendo,guarda con rabbia il figlio e se ne va in camera. Lo seguo,lui furioso vuole spiegazioni,gli racconto tutto....delle mie provocazioni,del film...vuoto tutta la mia coscienza. Spesso quasi tutte queste storie finiscono che "vissero felici e contenti" ma non la mia....Mio figlio se n'è andato di casa...mio marito,pur ammettendo la sua latitanza dalla famiglia e dal "letto" non ha accettato di restare con una madre che ha cercato di sedurre suo figlio....da otto mesi siamo separati...
Cercherò di riportare tutto quello che lei mi ha raccontato cercando di attenermi alla realtà dei fatti in speranza che questo racconto vi piaccia e vi ecciti.....
Mi chiamo Angela,ho quarantacinque anni,e questa è la storia di sei mesi di pura follia. Sono sposata da quasi ventisette anni...mio marito Alberto,è un avvocato molto noto,anzi dovrei dire che tutta la sua stirpe sono stati avvocati,lo erano suo padre e suo nonno,lo sarà nostro figlio Marco.
Ci siamo sposati molto giovani,io ero in cinta,le nostre famiglie benestanti non trovarono nulla da ridire nel matrimonio riparatore. Con il passare degli anni fra me e Alberto,i compiti si sono divisi,io casalinga per scelta,e madre,lui impegnato nel lavoro e nella carriera. Anche fra noi con il passare del tempo le cose sono cambiate,specialmente nel sesso. In questi ultimi cinque anni avremo fatto sesso al massimo tre o quattro volte l'anno. Lui è sempre un bell'uomo,alto forte,ma tremendamente impegnato,o nel lavoro oppure nei molteplici interessi che vengono sempre prima di noi. Io dal canto mio mi reputo ancora una bella donna,non ho un filo di grasso,attenta nella dieta,pratico con frequenza il nuoto,la palestra e quando il tempo lo permette cammino moltissimo nel percorso verde vicino a casa mia. Ho una terza abbondante di seno,un bel culo e gambe snelle,capelli neri lunghi fino alle spalle. Il sesso mi manca,non lo nego,ma non voglio fare come molte delle mie amiche che si sono trovate un'amante e si fanno sbattere da lui. Ho vissuto in pace con i miei sensi fino a sei mesi fa. Una mattina,per puro caso,passo davanti alla camera di Marco....mio figlio è un bel ragazzo,alto forte,fisico ben curato,ha tutti gli attributi giusti,ma in particolare ha "quell'attributo tremendamente giusto"...era appena uscito dalla doccia e,nudo,parlava al cellulare con una ragazza,il suo membro teso e duro è una vera meraviglia della natura. Si segava e rideva,io quando ho visto quel magnifico palo sono andata in ebolizione....la mia vulva a cominciato a bagnarsi senza ritegno,sentivo dentro un fuoco che mi bruciava anche l'anima....sono corsa in camera mia in preda ad una tremenda eccitazione....mi dicevo che era una cosa assurda eccitarsi per un figlio,ma il mio corpo si rifiutava di calmarsi,ho dovuto masturbarmi violentemente. Da quel giorno,per quanto cercavo di convincermi che non era giusto,io ho desiderato con tutte le mie forze di essere posseduta da lui. Ho cominciato con l'essere più seducente,abbigliamento più succinto,in particolare quando eravamo soli,ho notato che lui
si era accorto di questo mio cambiamento,le sue intense occhiate m'invogliavamno a fare di più. Una domenica mattina,eravamo soli in casa,lui dormiva,era tornato tardi dalla discoteca,mi aveva detto che dovevo svegliarlo alle undici. Sono entrata in camera sua indossando solo una camiciola molto trasparente,l'ho visto disteso che dormiva nudo,come sua abitudine,il cazzo moscio,disteso di lato,era sempre un bello spettacolo,mi sono avvicinata,ho cominciato a bagnarmi...sentivo la mia vulva contrarsi,i succhi cominciare a colarmi lungo le cosce nude...non avevo indossato alcun tipo di intimo. Mi sono seduta sul letto di lato a lui,ero emozionata,osservavo il suo corpo mentre sentivo bruciare il mio "lo volevo"...Ho accarezzato piano il suo petto,l'ho svegliato con un bacio,mentre indugiavo con la mano accarezzandolo scendendo sempre più in basso - "buon giorno amore,ti ho portato il caffè" - lui si tira su,si appoggia alla spalliera del letto,prende la tazzina in mano e beve,mi osserva,vede che desidero il suo meraviglioso palo che si è drizzato appena lui ha indugiato con lo sguardo sul mio corpo....lo bacio sulla guancia,lui mi asseconda,tento il tutto per tutto,afferro il tanto desiderato membro che ora svetta duro e gonfio davanti a me...lo stringo un poco,ne saggio la consistenza...è durissimo,tanto che quasi vengo dal piacere di stringerlo...lo sego un poco...lo voglio...desidero averlo....dentro sono un vulcano pronto ad esplodere,colo fra le gambe in maniera incredibile - "che fai?" - mi dice,e di scatto afferra il mio polso....lo sposta e libera il cazzo dalla presa della mia mano. Si alza in piedi,mi osserva sbigottito - "che cazzo fai?...sono tuo figlio,vorresti che ti scopassi?...ma sei pazza?...ti sei guardata?...sei vecchia. Io sono abituato a fighe che hanno meno della metà dei tuoi anni e poi smettila di offrirti come una puttana,che credi,mi ero accorto che mi mettevi sempre sotto il naso il tuo culo o la tua fica" - lo guardo delusa,mi ha rifiutato,sono umiliata da mio figlio,lui mi osserva e continua - "sei una vacca,una pervertita che vuole farsi suo figlio,vattene,altrimenti lo racconto a papà e smetti di fare la troia" - mi afferra per un braccio e mi scaraventa fuori dalla camera spingendomi fuori con un piede. Scappo mi rifugio delusa e arrabbiata in camera mia...mi distendo sul letto le lacrime rigano il mio volto,mi sento umiliata,come diavolo ho fatto a ridurmi così. Poco dopo lo sento uscire,mi masturbo con furore,gemo,ma nemmeno tre dita pinatate dentro di me riescono a placare il mio desiderio. La settimana dopo passa con lui che quasi mi ignora,specie se siamo soli,mentre io cerco,con un comportamento più casto,di non provocarlo,ma ho sempre la sensazione di avere il suo sguardo addosso. Il sabato notte torna tardissimo,consapevole che Alberto è assente,porta con se una ragazza,si chiude in camera con lei,la scopa facendola urlare per almeno due ore. Il sottile muro che separa la camera mia dalla sua non attutisce nessun gemito,e lui,a voce alta,loda il piacere che lei gli da mentre lo succhia o lo fa godere. Poi molto tardi la ragazza va via. Passo quasi tutta la notte in bianco,mi masturbo ma non serve a placare il desiderio che ho di lui. Il mattino decido di uscire,voglio andare a camminare per andare a scaricarmi un poco,mi alzo,faccio la doccia,mi masturbo mentre l'acqua scorre sul mio corpo. Sono talmente presa dal mio solitario piacere che non mi accorgo della sua presenza,nudo con il cazzo in mano sta appoggiato allo stipite della porta...si sega lentamente,ma gode più per il piacere di mostrarlo a me,che per la sega...mi bagno,cerco di ignorarlo,ma non ci riesco,lui si avvicina - "ti piace,vero?...dimmi....lo vorresti?....ti piacerebbe sentirlo dentro?..." - mi afferra il polso,mi trascina nuda in camera mia,mi spinge sul letto. Osservo il suo cazzo lì,a un passo dame,sento il mio corpo desidararlo con tutta me stessa...lui si avvicina,si inginocchia sul letto,ora è a pochi centimetri dalla mia bocca...vorrei afferrarlo e succhiarlo,lui indugia - "se lo vuoi te lo do...ma prima voglio eccitarmi di più...dai masturbati,come hai sicuramente fatto questa notte...dai,se ti tocchi ad occhi chiusi,se gridi il mio nome,se urli che mi vuoi dicendo il mio nome...TI SCOPO" - sento il glande appoggiarsi al mio capezzolo,mi struscia quel fantastico palo lungo il corpo,impazzisco...La mia volontà si arrende al desiderio,mi distendo,chiudo gli occhi,le mie mani scorroro sul mio corpo,afferro i capezzoli,li tiro,gemo...mhmhmhhmhmhmhmhm...siiiiii.....mhmhmhmhmhmhhmmh.....sento un orgasmo arrivare....devastante....siiiiii......Marco....siiiii....amore.....siiiii...daiiiii...scopamiiiiiiii....siiiiii.....Marco.....VENGOOOOOooooo!!!!!!!.....urlo senza ritegno nel momento in cui raggiungo un orgasmo con due dita ben piantate dentro. Apro gli occhi,ora lo voglio,ma la sorpresa è notevolmente amara,lui mentre godevo ha filmato tutto con il telefonino...ride divertito - "brava,con questo filmato ora posso fare di tè quello che voglio,credevi davvero di poter competere con quella fighetta che mi sono sbattuto ieri sera?...dai bagascia smetti di rompere,altrimenti mostro il film a papà" - ridendo se ne va....resto distesa sul letto in posizione fetale,le mani in mezzo alle coscie....ma come mi sono cacciata in una simile situazione?come ho fatto a generare un bastardo di figlio così? La settimana dopo incomincia a mettere in atto il suo ricatto...Lui spesso,il mattino non esce per andare all'università,mi chiama - "nuda,mettiti nuda quando sei con me a casa" - cerco di obbiettare,ma lui mi mostra il cellulare,capisco,e mi spoglio. All'inizio mi sento un poco a disagio,lui mi tiene sempre sott'occhio,per tutta la settimana gioca a provocarmi continuando a masturbarsi lentamente,quasi fossi invisibile,ma sempre facendo in maniera che io veda il suo cazzo sempre in tiro. La mia volontà di resistergli va miseramente a fondo. Lo voglio,sono così piena di desiderio che quando lui non c'è mi masturbo furiosamente,ma nulla attenua il mio desiderio. Il sabato pomeriggio si presenta con un pacchetto - "aprilo,è per tè" - Quando vedo cosa contiene subito non realizzo la sua perversione,ma bastano poche spiegazioni e tutto è chiaro. La scatola contiene un ovulo di media grandezza con un filo che termina con un comando manuale - "mettilo dentro e non smettere di farlo funzionare,deve esaurirsi la pila" - esito un momento,ma lui insiste....infilo quel congegno dentro la mia fica,subito lui lo aziona - "nooooo.....ti pregoooo....nooooo...Oddiooooo...vengooooooo....nooooo Marco.....nooooo" - ma lui per tutta risposta estrae da un sacchetto una strana mutandina,mi costringe ad indossarla e allora scopro che alla cinta ha un piccolissimo lucchetto che una volta chiuso mi impedisce di toglierla...sono terrorizzata,quel congegno vibra dentro di me e io continuo a venire,un'orgasmo dietro l'altro...sono sconvolta. Mi costringe a rivestirmi,mi obbliga a tenerlo tutta la sera,anche quando tornerà Alberto....impazzisco ho orgasmi a non finire e per di più devo coprire quel minimo ronzio che si sente. Fortunatamente c'è una partita in tv,io vado a dormire. Quando sono in camera,mi ricordo di aver cambiato le pile al telecomando della tv della cucina,esco,e fra i rifiuti differenziati,recupero le pile esaurite,sono dello stesso tipo e modello del congegno,le scambio e per la notte almeno non ho problemi. Il mattino ho un disperato bisogno di fare pipì,lui con calma attende l'uscita del padre poi gli devo chiedere la chiave umiliandomi - "inginocchiati e implora che ti scopi" - nuda con solo quel malefico indumento m'inginocchio,lo supplico,lui continua a riprendermi con il cellulare,capisco che mi sono infilata in un tunnel senza uscita. La settimana seguente,si ripete lo stesso copione,con la variante che lui per tre giorni mi ignora,resta indifferente alla mia nudità,mentre io invece incomincio a provare piacere nel mostrarmi nuda....nel mettermi in pose anche oscene,mi eccito a cercare la sua attenzione,la sua perversione e cattiveria. Il sabato,Alberto ed io,abbiamo una cena annuale con tutti i suoi amici e colleghi. Quando sto per uscire,per raggiungere Alberto che mi ha preceduto al ristorante,Marco si presenta in camera mia - "non crederai di andare a cena senza avere me nei tuoi pensieri" - lo guardo,per un momento non capisco,poi lui estrae dalla tasca un piccolo filo con cinque palline....mi obbliga ad inserirle dentro la mia fica...Appena dentro non mi sembra nulla di tremendo,lui mi costringe anche ad indossare la solita mutandina con il lucchetto....quando faccio due passi,per poco cado a terra....il movimento del corpo fa muovere le sfere che stimolano la mia vulva che incomincia a godere ad ogni passo...- " Marco...... amore..... ti prego no!!!non posso stare in queste condizioni ....ti prego....farò tutto quello che vorrai....ti prego...pietà...." - il bastardo ride mi dà due sculacciate - "vai che ti piace....l'ho visto che non aspettavi altro in questi giorni...vai o vado io alla festa e porto un bel video" - Per tutta la sera devo simulare un improvviso dolore mestruale per nascondere le sensazioni che provo. Quando manca poco alla fine della serata,mi congedo dal gruppo e torno a casa. Rientro e sento inequivocabili rumori di una coppia che scopa. Entro silenziosamente,spio dal buco della serratura lui sta scopando una biondina. Scivolo silenziosamente in camera mia ma il cigolio della porta mi tradisce. Dopo circa un'ora la bionda va via,lui entra da me,nudo - "ti prego toglimi questa tortura" - gli chiedo,lui ride divertito - "se vuoi che ti libero devi inginocchiarti e pulire il cazzo sporco degli umori miei e della bionda" - detto questo mi mette il cazzo ancora duro,sporco degli umori e della sua semenza,vicino al corpo....sono distrutta,lui mi prende i capelli,mi obbliga ad abbassarmi in ginocchio davanti a lui. Sento l'odore del sesso posto a pochissimi centimetri dalla mia bocca - "lecca....vacca...leccami il cazzo" - io non esito....lo infilo in bocca... lecco e sa di tutto....sborra e umori femminili....- "siiiiiiiii.....leccaaaaaa...troiaaaaaa" - io godo per quello che ancora porto dentro ma soprattutto per il piacere che provo nel sentirlo in bocca. Di colpo si stacca da me - "basta cagna....altrimenti potrebbe piacerti....prendi la chiave prima che me ne penta..." - Detto questo va via,lasciandomi stesa in terra delusa e umiliata. Nei giorni seguenti è impeganto con un esame,studia chiuso in camera ed esce pochissimo,solo per mangiare.....sento la mancanza delle sue cattiverie,mi manca il gioco perverso che stavamo facendo...passano circa dieci giorni che mi ignora totalmente. Dà l'esame,ottiene un punteggio altissimo,sparisce per due giorni,poi quando ritorna,Alberto lo prega di accompagnarmi al matrimonio di nostra nipote,considerato che lui è impegnato in una battuta di pesca notturna e odia i matrimoni. Credevo che non sarebbe venuto,invece è molto entusiasta. Nei giorni successivi mi chiede di acquistare un bel vestito,e dei tacchi alti almeno dieci centimetri. Non capisco,ma lo accontento. Il sabato pomeriggio mentre mi vesto lui si presenta con una nuova diavoleria da infilare dentro di me,un dildo di circa quindici centimetri e, alla base,ha una sporgenza di plastica che ad ogni movimento mi stimola il clitoride. Poi mi gira e con un cuneo trasparente cerca di infilarmi il culo - "nnnooooooo....ti pregoooo....Marco no....ti prego sono vergine" - lui mi guarda stupito - "sei vergine???...e quando me lo dici?...se è così allora" - butta via il cuneo,leggo una luce perversa nel suo sguardo,ma appena faccio un passo con quel dildo dentro mi rendo conto che le scarpe alte aumentano il mio supplizio....infondono al mio corpo una postura che accentua il massaggio vaginale del dildo che ho dentro...roba da infarto! Passo un pomeriggio e una sera da inferno,godo e non posso urlare. Una mia cugina mi chiede quale sia il mio problema,rispondo che la causa sono dolori di stomaco e in contemporanea il ciclo mestruale. Al ritorno lui mi spoglia velocemente - "dai,sbrigati che ti voglio rompere il culo" - lo guardo impaurita - "no,Marco,no....mi farai malissimo,sei troppo grande,tuo padre ci ha provato una sera e sono stata malissimo per tre giorni....ti prego no" - Nuda scappo in cucina,lui m'insegue,mi afferra per le mani,mi distende sul tavolo. Apre un cassetto,prende del nastro da pacchi,mi lega le mani alla zampa del tavolo distesa a novanta gradi.....cerco di farlo ragionare ma non serve a nulla,sputa due volte sul mio culetto dietro e m'infila senza pietà - "AAAAAAAHHHHHHHHH.......pianooooooooo....mi spacchiiiiiiiiiiii...NOOOOOOOO...BASTAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!.....no esci mi fai malissimo....." - lui incurante delle mie grida mi pompa il culo come un pazzo,sento del dolore tremendo,lui ride.... -"che bel culo...siiiii...vacca ti sfondoooooooooo.....siiiiiiii....senti come ti spacco il culo.....siiiii.....sborrooooooo....siiiiii tieni ti schizzo tutto dentrooooooo....sborrooooooooooo.....bellissimooooooooo!!!!!!!!!!" - mi scarica dentro un getto caldo che attenua un poco il dolore che sento,cerco di rilassarmi quando improvvisamente irrompe Alberto in cucina - "CHE CAZZO FAI?????....MA SEI IMPAZZITO??? STAI STUPRANDO TUA MADRE!!!!!!!!" - lo investe di pugni,schiaffi come una furia scatenata. Marco sorpreso incassa i colpi e cerca di proteggersi accucciato a un angolo della cucina - "BASTA!!!!!!...ALBERTOOOO.....BASTAAAA così lo uccidi....ti prego slegami" - lui per un momento smette,mi scioglie,lo abbraccio,lui è confuso....Marco mi guarda stupito,io lo difendo nonostante tutto - "Basta,ti prego non picchiarlo,non è tutta colpa sua" - Le mie parole hanno su mio marito un effetto tremendo,guarda con rabbia il figlio e se ne va in camera. Lo seguo,lui furioso vuole spiegazioni,gli racconto tutto....delle mie provocazioni,del film...vuoto tutta la mia coscienza. Spesso quasi tutte queste storie finiscono che "vissero felici e contenti" ma non la mia....Mio figlio se n'è andato di casa...mio marito,pur ammettendo la sua latitanza dalla famiglia e dal "letto" non ha accettato di restare con una madre che ha cercato di sedurre suo figlio....da otto mesi siamo separati...
l'infortunio di mia figlia...
Mia figlia Daniela è una ragazza caparbia,ostinata come un mulo. Quando decide di fare una cosa,non c'è verso di farle cambiare idea. La mattina del secondo giorno della settimana bianca,si svegliò piena di energie si sentiva una provetta sciatrice e chiese con insistenza,contro il parere dell'esperta guida,di unirsi al gruppo che stava accingendosi a salire sulla funivia per raggiungere la pista più difficile,quella ritenuta a ragione la madre di tutte le piste,perchè metteva a dura prova l'abilità atletica degli sciatori. Per questo motivo non era molto frequentata. Era sconsigliata persino dagli stessi gestori degli impianti,destinata a solo pochi eletti,capaci di cimentarsi con maestria sui pendii difficoltosi e ripidi come montagne russe.
Chiaramente vinse la sua ostinazione,così partì felice con il gruppo degli sciatori. Sinceramente non mi preoccupai più di tanto,poichè insieme alla comitiva c'era una guida in gamba,e sicuramente avrebbe badato a lei.
Io e mia moglie Anna,quel giorno non avevamo molta voglia di sciare,così,imbacuccati nelle nostre tute termiche,raggiungemmo il rifugio,dove c'era Andrea,il gestore,che preparava una cioccolata deliziosa e delle ciambelle alla crema molto gustose. Dopo colazione,il trillo del cellulare ci raggiunse quando eravamo comodamente rilassati su sdraio,poste sopra un candido manto nevoso che rifletteva i raggi di sole splendente. Rispose mia moglie - "Cosaaaaaaaaa? Mio Dio! Dove è ora?" - Poco prima avevamo notato l'elicottero della croce rossa,che stava sorvolando le piste,era intervenuto in soccorso di uno sciatore infortunato,mai avremmo immaginato che lo sfortunato,o la sfortunata,altro non era che nostra figlia Daniela.
In preda al panico ci precipitammo all'ospedale. I dottori ci dissero che si era fratturata una spalla e il femore della gamba sinitra. Il responso medico ci annunciava senza mezzi termini che le vacanze invernali erano finite,che da quel momento dovevamo accudire nostra figlia,perchè ne aveva almeno per un mese abbondante di convalescenza prima che potesse iniziare a camminare da sola e a riprendere le normali funzioni degli arti infortunati. Così,dopo una settimana di degenza,fu dimessa con una gamba ingessata e una splalla bloccata da un tutore. Con molta soffernza riuscimmo a trasportarla seduta sul sedile anteriore. Il viaggio di ritorno fu una vera pena per lei,bloccata in quella posa da statua marmorea. La vita famigliare subì un cambiamento radicale. Daniela aveva necessità di assistenza continua,anche nei bisogni più elementari. Quindi,rassegnati,non potevamo fare altrimenti. Mia moglie non poteva trascurare il lavoro,è un avvocato penalista,in quel periodo doveva assistere un cliente in un processo difficile,che richiedeva la massima attenzione e presenza. Io ero sacrificabile,il mio lavoro mi permetteva di assentarmi per almeno un mese,quindi,tra i due,io dovetti accollarmi l'incarico di provvedere alle necessità di Daniela,con l'aiuto di una badante russa. Il sacrificio non mi creò alcun fastidio,all'inizio il compito mi apparve facilmente eseguibile,non immaginando comunque che alcune circostanze
imbarazzanti mi avrebbero messo in difficoltà e suscitato pensieri scabrosi,che prima ignoravo completamente,mettendo a dura prova il controllo dei sensi.
-"Papààààà!"-
-"Arrivo tesoro!"-
-"Diooo che fastidio! Sento un prurito fortissimo alla coscia! E' insopposrtabile!"-
-"Aspetta! Ti aiuto! A che altezza senti prurito?"-
-"Qui sotto! Oddio è insopportabile papà! Ti prego fai qualcosa!"-
La badante russa era appena uscita di casa,a sbrigare alcune faccende private. Così in sua assenza,dovetti provvedere personalmente all'esigenza imprevista. M'indicò un punto sull'ingessatura bianca,a metà coscia,quasi vicino allo scoscio. Lei ci aveva provato a lenire il pizzicore,infilando alcune dita,ma invano perchè non era riuscita ad arrivarci.
-"Aspetta ci provo io! Ho le dita più lunghe delle tue!"-
-"Grazie papà!"-
Quel giorno fu la prima volta che si venne a creare una situazione imbarazzante,che mi travolse con la forza di una valanga,infiammandomi i sensi e provocandomi un moto improvviso di libidine. Daniela era seduta sul letto e,con molta naturalezza,aprì le cosce tirandosi su la sottana da notte,oltre il grembo. La prima cosa che assalì il mio sgurdo fu la visione della sua figa in bella mostra. Non portava le mutande. Mi colpì l'effetto cromatico straordinario;un immagine esaltata dal nero pelo della figa sulla candida pelle. La vulva era schiacciata sul materasso,e in quella posa,le piccole labbra frastagliate sporgevano oscenamente come due petali di papavero rossi. Il clitoride,molto pronunciato,era leggermente impregnato di una sostanza che rifletteva la luce.
-"Papà!Allora?Ti decidi a fare qualcosa?"-
-"Certo!Tesoro!"-
Allungai la mano tra le sue cosce splalancate ed infilai le dita sotto il bordo dell'ingessatura,che arrivava quasi a lambire il suo inguine. Facendo attenzione di non toccarlo e adottando tutte le precauzioni possibili.
-"Ci sei papà!Le tue dita sono arrivate al posto giusto!Dai!Ora gratta!"-
Iniziai a muovere le dita. La mente era totalmente stordita dalla visione della sua figa spalancata al mio sguardo. Il cazzo ebbe un moto furioso. S'irrigidì raggiungendo in pochi secondi una grossezza considerevole. Lo sentivo duro e pulsante,voglioso di infilarsi in quella figa scoperta e provocante. I sensi si alterarono e un desiderio morboso s'impossessò dei miei pensieri. Mentre muovevo la mano nell'ingessatura,mi era impossibile evitare il contatto con la sua figa. Infatti,il dorso della mano urtava continuamente contro la vulva vaginale,trascinandola nel movimento convulso. La sentivo calda,molle e umida.
-"Papà!Sto sentendo un certo piacere!Il prurito sta scemando!Continua così!Non fermarti!Ti prego!"-
Era difficile agire con mente fredda in quella situazione infernale. Le dita si agitavano sotto l'ingessatura mentre il dorso era completamente aderente alle labbra della figa. La sentivo tiepida e morbida. Stavo impazzendo dal desiderio. Avrei voluto infilare le dita in quel forno e stimolarlo in profondità.Mentre lenivo le sofferenze di Daniela,lei mi guardava con una certa curiosità. Non capivo il senso di quelle occhiate. Soprattutto non capivo se il movimento della mano le stava dando piacere alla coscia o alla figa.
-"Si! Continua !Mmm....mi prude ancora!"-
Il dilemma fu capire quale parte del suo corpo stavo sollazzando giacchè il movimento della mia mano trascinava con il dorso anche le labbra della figa. La sentivo calda,bollente,mentre le dita si agitavano sotto l'ingessatura,accarezzando la pelle vellutata. Sta di fatto che la temperatura in quella parte del corpo stava raggiungendo un grado altissimo,e gli effetti di quella dinamica mi avevano sconvolto emotivamente. Di conseguenza,il cazzo continuava a pulsare come un cavallo pazzo,il contatto con la sua figa mi stava facendo sudare e avvertivo le gocce di sudore che colavano fredde lungo la schiena. Ad un certo punto Daniela si lascia andare ad un singulto,un lungo sospiro con la gola.
-"MMMMMMM.......siiiiiiiiiiiiiiiiii......mi piaceeeeeeeeeeeeeee!"-
Si allungò sul letto serrando le cosce,e imprigionando la mia mano.
-"Ok!Penso che possa bastare!"-
Daniela alzò il capo,fissandomi intensamente. Le sue gote si erano coperte di rosso scarlatto. Era palesemente imbarazzata. Non le dissi niente,facemmo finta che non fosse successo nulla. Lasciai la stanza in uno stato di agitazione estrema. Il mio corpo fremeva come un tamburo battuto da mille bastoni. Quella situazione mi aveva sconvolto i sensi,suscitato un moto di bramosia estrema per mia figlia. Il mio cazzo duro,anelava la sua intimità,era duro e voglioso di penetrarla. Dovetti fare uno sforzo smodato per uscire da quella stanza ed evitare di saltargli addosso in modo selvaggio e penetrarla con gusto come meritava. Non ebbi alcun dubbio dopo quel gemito circa la sua perversione,capì che era stata abile ad approfittare della situazione per godere come una porca. Quel lungo singulto era chiaramente la manifestazione palese di un orgasmo. Trafilato,con i sensi scossi,eccitato come un toro da monta,mi precipitai in bagno,mi chiusi dentro,mi sbottonai i pantaloni e dopo averlo tirato fuori,iniziai a segarmi il cazzo con frenesia,immaginando la figa di Daniela. Nel momento in cui ebbi l'orgasmo pensai a quella porca,alla sua mente perversa mentre lo gustava in profondità.Quel giorno si era rotta un'armonia. Il rapporto con Daniela non sarebbe stato più lo stesso. La concupiscenza,il desiderio e la bramosia avevano fatto il loro ingresso. Ora,lei nella mia mente era una donna che desideravo avere,possedere,scopare fino al delirio estremo. Il suo atteggiamento sfacciato aveva lenito qualsiasi senso di colpa,quel diavolo aveva dimostrato un aspetto lascivo della sua personalità che mi piaceva. La giornata proseguì senza che succedesse nulla. Irina,la badante russa,provvedeva a tutto,mentre io me ne stavo tranquillamente nel mio studio a leggere,assicurando solo la mia presenza fisica per eventuali imprevisti. Il terremoto,distruttivo,che scombussolò definitivamente la mia vita,era stato rimandato al giorno dopo. Le dieci del mattino,le urla delle donne arrivarono a violare la tranquillità del mio studio. Stava succedendo qualcosa. Mi precipiati nella stanza di Daniela. La badante russa stava riponendo i suoi oggetti personali nella piccola valigia. Daniela la stava insultando con epiteti che gradirei non scrivere.
-"Ei! Fermati! Che sta succedendo?"-
-"Non voglio più vederla tra i piedi! Guarda cosa mi ha fatto!"-
Mi mostrò un'ecchimosi sul gomito del braccio sinistro.
-"Vorrei capire! Che cosa è successo?"-
-"E' successo che mi ha lasciato cadere sul pavimento! Sono finita a terra come un baccalà!"-
-"Non è vero! Non è colpa mia! L'avevo avvertita di non muoversi! Lei ha voluto fare di testa sua! E' una testarda! Non fa mai quello che le chiedo! Io non ci sto qui! Cercatevi un'altra donna! Non mi lascio insultare da una mocciosa!"-
-"Hai visto? Pretende pure di avere ragione! Cribbio! Ma si vattene! Tanto non valevi un cazzo!"-
-"Daniela! Porca miseria! Vuoi stare zitta! Irina scusala! E' testarda! Ti prego rimani! Ci penso io a sistemare le cose con lei!"-
-"No! Me ne vado!"-
Girò le spalle e sparì dietro la porta. Mi rivolsi a Daniela.
-"E adesso? Mi dici come dobbiamo fare?"-
-"Non ho bisogno di nessun aiuto papà! tra una settimana mi tolgo il gesso e potrò muovermi con le stampelle. Preferisco restare con te!"-
-"Ma Daniela! Certe cose non so se potrò farle! Ci vuole l'aiuto di una donna!"-
-"Papà sono tua figlia! Non ho alcun imbarazzo a farle con tè!"-
-"Ok! Però ti chiedo la massima collaborazione! E cerca di evitare certi comportamenti! Ci siamo capiti?
Mi guardò con un certo imbarazzo,aveva intuito a cosa mi riferivo.
La prova del nove,quella che mise a dura prova i miei impulsi,comunque arrivò proprio mezzora dopo. Daniela doveva fare la doccia. Quindi avrei dovuto aiutarla a spogliarsi,a mettere la protezione impermeabile attorno al gesso. Il busto era ridotto ad una fascia elastica di cotone. La frattura della spalla si era quasi composta,ma aveva bisogno comunque di un aiuto concreto poichè non poteva muovere agevolmente il braccio destro. Appoggiata alla mia spalla l'accompagnai fino in bagno. L'aiutai a sfilarsi la camicia da notte. Le tolsi la fasciatura attorno al seno. Fu l'inizio dell'apocalisse dei sensi.
Il suo meraviglioso petto si manifestò davanti ai miei occhi. Due tette sode,a forma di pera. I capezzoli erano neri e la pelle bianca le faceva risaltare in maniera sublime. Il monte di venere,coperto da un pelo raso nero,si perdeva nello scoscio,formando un triangolo scuro in cui erano distinguibili le labbra della figa. Un ventre piatto e fianchi larghi. Una visione da infarto. Mi inginocchiai per aiutarla ad infilare la guaina di protezione dell'ingessatura. Alzò la gamba e dalla mia posizione vidi la nicchia della vulva vaginale,scura,aprirsi provocante al mio sguardo libidinoso. Il cazzo ebbe un moto impressionante,iniziò a ingrossarsi come un fiume in piena. La mente era tutta impregnata di brama e di desiderio per quel diavolo tentatore. Stavo sudando freddo. L'afferrai dai fianchi e lentamente l'aiutai ad entrare ne box della doccia. Il contatto con la sua pelle nuda mi fece increspare la pelle. Non so per quanto ancora avrei potuto resistere. Aprì l'acqua e il caldo getto cominciò ad inondare il suo meraviglioso corpo di giovane ragazza. La pelle era perfettamente tirata,la cellulite non aveva ancora fatto la sua comparsa. Liscia,perfettamente aderente. L'acqua scorreva sui fianchi formando dei rivoliche si perdevano in mezzo allo scoscio,da cui cadeva come una fontana.
-"Papà mi insaponi la schiena e il petto? Io devo reggermi per non cadere!"-
Avevo sentito bene. Mi ha chiesto di insaponarle la schiena ed il petto. Tremavo,i brividi dell'eccitazione mi tormentavano i sensi. La desideravo immensamente,sarei voluto entrare con lei,abbracciarla e baciarla,mentre le mie mani anelavano di scorrere sui suoi fianchi,sui glutei e sulle tette. Il mio cazzo bramava di ficcarsi nel suo conturbante scoscio. Mi riempì la mano di bagno schiuma ed iniziai ad insaponarle la schiena. Il palmo della mano scorreva lentamente lungo la sua spina dorsale,nell'incavo dei lombi ed infine sulla pelle soda delle natiche.
-"Papà! Dovresti andare anche sulla gamba non ingessata,non ci arrivo mai,perchè ho difficoltà a piegarmi."-
-"Certo tesoro"-
Così proseguì la mia folle corsa di emozioni,la mano continuò a lisciare la coscia,poi la feci scivolare all'interno,fino a lambire la vulva vaginale. Daniela aveva divaricato leggermente la gamba per permettermi di poter insaponarla meglio. Risalii,facendo il percorso dell'inferno a ritroso,insaponai il collo e poi,scesi. La guardai negli occhi,e prima che lei potesse dire qualcosa,le mie mani si erano chiuse a coppa sulle sue tette e le stavano insaponando. Così mi sembrava. In verità mi ero soffermato a lungo sulle sue tette,forse troppo,e le stavo massaggiando con vigore,il sapone si era trasformato in una sostanza oleosa che rendeva la pelle liscia,le mie mani impastavano con frenesia quelle tette meravigliose. Il gusto del sapone era amaro,ma la bocca,vogliosa,sopportava tutto pur di provare il piacere di succhiare quei meravigliosi capezzoli. Le mani di Daniela mi tormentavano la testa mentre la mia bocca vorace si era impossessata delle sue tette. Ero entrato sotto la doccia,i vestiti ormai erano inzuppati di acqua. Daniela mi aiutò a sfilare la camicia,poi mi sbottonò i pantaloni. Il mio cazzo uscì dalle mutande sbattendo contro il suo ventre. Lei lo afferrò con una mano,stimolando la pelle,che scorreva piacevolmente sulla massa carnosa. Intanto la bocca scivolava sul collo di Daniela,sulla guancia,infine si unì alla sua,in una danza passionale delle due lingue. In pochi minuti ero completamente nudo,di fronte a lei,con il cazzo che pulsava come un demone inferocito,voglioso di entrare nella sua intimità. Mi abbassai leggermente,brandendo il cazzo con la mano destra,puntai la cappella in mezzo alla vulva vaginale inondata di acqua,cominciai a spingere fino a farlo scomparire completamente dentro il suo ventre. L'afferrai dai fianchi,mentre era appoggiata con la schiena al muro,tenendole sollevato la gamba ingessata,iniziai a ficcare dentro quella figa bollente. Le pareti avvolsero subito il mio cazzo come morse infuocate.
-"mmmmmmmmmmm....papààààààà....mmmm stai facendo impazzire"-
-"Testonaaaaaaaaa era questo che voleviiiiiiiiiiiiii?maialaaaaaaaaaa"-
-"Siiiiiiii era questo che volevoooooooooooo...scopamiiiiiiiiiiiiiii"-
Mentre la scopavo tormentavo i suoi finachi stretti,il suo culo borioso,infilando alcune dita tra le natiche. La stavo sbranando come meritava. L'acqua ci aveva unito in un rapporto estremo. I getti scroscianti ci colpivano mentre il mio cazzo le tartassava la figa. La sua bocca mordeva la mia spalla e l'unghia delle sue mani erano penetrate nella pelle della mia schiena.
-"Siiiiiiiiiiiiii papàààààààààààààà...sto.....venendooooooooooo...mmmmmmm.....dioooooo....godoooooooo"-
Infatti,le pareti della figa pulsavano come se volessero tritarmi il cazzo. Le sentivo stringere il cazzo in modo convulso.
Le sue tette erano completamente pressate contro il mio petto,la mia bocca mordeva il suo collo,le mie mani si nutrivano del suo corpo meraviglioso,il mio cazzo scavava frenetico dentro la sua figa. Un amplesso incredibile,sublime. Unico. Dopo alcuni minuti la girai,lei si appoggiò con il petto contro le piastrelle porgendo il suo meraviglioso culo,una visione da infarto,eccitato come un cane in calore,infilai il mio cazzo in mezzo al suo scoscio bellissimo,trovando facilmente la via dell'inferno,l'afferrai dai fianchi e cominciai a martellarla da dietro,facendo scomparire il mio cazzo ad una velocità impressionante,pari al desiderio di lei che stava nutrendo i miei sensi.Dopo un quarto d'ora di quel meraviglioso tormento,in cui la sua figa era diventata la calda ed accogliente tana del mio cazzo,iniziai ad avvertire i primi conati di sborra. I coglioni pizzicavano,così,senza interrompere l'impeto con cui le stavo sconquassando la figa,aumentai gli sforzi fino al delirio estremo. La tenni ferma,mentre il mio cazzo ficcava in profondità.
-"Ahhhhhhhhhhhhhhh....diioooooooooooooo....papàààààààààààà.....sto venendooooooooo...mmmmmmm"-
-"Tesoro anche ioooooooooooooo....mmmmmmmm.......tooooooooooooooooo"-
Le innondai la figa di sborra,continuando a muovermi dentro di lei fino a quando il cazzo non si afflosciò completamente. Ci asciugammo,poi in camera da letto,ci colse un altro tumulto dei sensi,irresistibile,e così riprendemmo nuovamente a scopare,con maggiore enfasi.
Daniela si rivelò una grandissima porca. Divenne un'amante diabolica. E ogni occasione era buona per scopare.
Chiaramente vinse la sua ostinazione,così partì felice con il gruppo degli sciatori. Sinceramente non mi preoccupai più di tanto,poichè insieme alla comitiva c'era una guida in gamba,e sicuramente avrebbe badato a lei.
Io e mia moglie Anna,quel giorno non avevamo molta voglia di sciare,così,imbacuccati nelle nostre tute termiche,raggiungemmo il rifugio,dove c'era Andrea,il gestore,che preparava una cioccolata deliziosa e delle ciambelle alla crema molto gustose. Dopo colazione,il trillo del cellulare ci raggiunse quando eravamo comodamente rilassati su sdraio,poste sopra un candido manto nevoso che rifletteva i raggi di sole splendente. Rispose mia moglie - "Cosaaaaaaaaa? Mio Dio! Dove è ora?" - Poco prima avevamo notato l'elicottero della croce rossa,che stava sorvolando le piste,era intervenuto in soccorso di uno sciatore infortunato,mai avremmo immaginato che lo sfortunato,o la sfortunata,altro non era che nostra figlia Daniela.
In preda al panico ci precipitammo all'ospedale. I dottori ci dissero che si era fratturata una spalla e il femore della gamba sinitra. Il responso medico ci annunciava senza mezzi termini che le vacanze invernali erano finite,che da quel momento dovevamo accudire nostra figlia,perchè ne aveva almeno per un mese abbondante di convalescenza prima che potesse iniziare a camminare da sola e a riprendere le normali funzioni degli arti infortunati. Così,dopo una settimana di degenza,fu dimessa con una gamba ingessata e una splalla bloccata da un tutore. Con molta soffernza riuscimmo a trasportarla seduta sul sedile anteriore. Il viaggio di ritorno fu una vera pena per lei,bloccata in quella posa da statua marmorea. La vita famigliare subì un cambiamento radicale. Daniela aveva necessità di assistenza continua,anche nei bisogni più elementari. Quindi,rassegnati,non potevamo fare altrimenti. Mia moglie non poteva trascurare il lavoro,è un avvocato penalista,in quel periodo doveva assistere un cliente in un processo difficile,che richiedeva la massima attenzione e presenza. Io ero sacrificabile,il mio lavoro mi permetteva di assentarmi per almeno un mese,quindi,tra i due,io dovetti accollarmi l'incarico di provvedere alle necessità di Daniela,con l'aiuto di una badante russa. Il sacrificio non mi creò alcun fastidio,all'inizio il compito mi apparve facilmente eseguibile,non immaginando comunque che alcune circostanze
imbarazzanti mi avrebbero messo in difficoltà e suscitato pensieri scabrosi,che prima ignoravo completamente,mettendo a dura prova il controllo dei sensi.
-"Papààààà!"-
-"Arrivo tesoro!"-
-"Diooo che fastidio! Sento un prurito fortissimo alla coscia! E' insopposrtabile!"-
-"Aspetta! Ti aiuto! A che altezza senti prurito?"-
-"Qui sotto! Oddio è insopportabile papà! Ti prego fai qualcosa!"-
La badante russa era appena uscita di casa,a sbrigare alcune faccende private. Così in sua assenza,dovetti provvedere personalmente all'esigenza imprevista. M'indicò un punto sull'ingessatura bianca,a metà coscia,quasi vicino allo scoscio. Lei ci aveva provato a lenire il pizzicore,infilando alcune dita,ma invano perchè non era riuscita ad arrivarci.
-"Aspetta ci provo io! Ho le dita più lunghe delle tue!"-
-"Grazie papà!"-
Quel giorno fu la prima volta che si venne a creare una situazione imbarazzante,che mi travolse con la forza di una valanga,infiammandomi i sensi e provocandomi un moto improvviso di libidine. Daniela era seduta sul letto e,con molta naturalezza,aprì le cosce tirandosi su la sottana da notte,oltre il grembo. La prima cosa che assalì il mio sgurdo fu la visione della sua figa in bella mostra. Non portava le mutande. Mi colpì l'effetto cromatico straordinario;un immagine esaltata dal nero pelo della figa sulla candida pelle. La vulva era schiacciata sul materasso,e in quella posa,le piccole labbra frastagliate sporgevano oscenamente come due petali di papavero rossi. Il clitoride,molto pronunciato,era leggermente impregnato di una sostanza che rifletteva la luce.
-"Papà!Allora?Ti decidi a fare qualcosa?"-
-"Certo!Tesoro!"-
Allungai la mano tra le sue cosce splalancate ed infilai le dita sotto il bordo dell'ingessatura,che arrivava quasi a lambire il suo inguine. Facendo attenzione di non toccarlo e adottando tutte le precauzioni possibili.
-"Ci sei papà!Le tue dita sono arrivate al posto giusto!Dai!Ora gratta!"-
Iniziai a muovere le dita. La mente era totalmente stordita dalla visione della sua figa spalancata al mio sguardo. Il cazzo ebbe un moto furioso. S'irrigidì raggiungendo in pochi secondi una grossezza considerevole. Lo sentivo duro e pulsante,voglioso di infilarsi in quella figa scoperta e provocante. I sensi si alterarono e un desiderio morboso s'impossessò dei miei pensieri. Mentre muovevo la mano nell'ingessatura,mi era impossibile evitare il contatto con la sua figa. Infatti,il dorso della mano urtava continuamente contro la vulva vaginale,trascinandola nel movimento convulso. La sentivo calda,molle e umida.
-"Papà!Sto sentendo un certo piacere!Il prurito sta scemando!Continua così!Non fermarti!Ti prego!"-
Era difficile agire con mente fredda in quella situazione infernale. Le dita si agitavano sotto l'ingessatura mentre il dorso era completamente aderente alle labbra della figa. La sentivo tiepida e morbida. Stavo impazzendo dal desiderio. Avrei voluto infilare le dita in quel forno e stimolarlo in profondità.Mentre lenivo le sofferenze di Daniela,lei mi guardava con una certa curiosità. Non capivo il senso di quelle occhiate. Soprattutto non capivo se il movimento della mano le stava dando piacere alla coscia o alla figa.
-"Si! Continua !Mmm....mi prude ancora!"-
Il dilemma fu capire quale parte del suo corpo stavo sollazzando giacchè il movimento della mia mano trascinava con il dorso anche le labbra della figa. La sentivo calda,bollente,mentre le dita si agitavano sotto l'ingessatura,accarezzando la pelle vellutata. Sta di fatto che la temperatura in quella parte del corpo stava raggiungendo un grado altissimo,e gli effetti di quella dinamica mi avevano sconvolto emotivamente. Di conseguenza,il cazzo continuava a pulsare come un cavallo pazzo,il contatto con la sua figa mi stava facendo sudare e avvertivo le gocce di sudore che colavano fredde lungo la schiena. Ad un certo punto Daniela si lascia andare ad un singulto,un lungo sospiro con la gola.
-"MMMMMMM.......siiiiiiiiiiiiiiiiii......mi piaceeeeeeeeeeeeeee!"-
Si allungò sul letto serrando le cosce,e imprigionando la mia mano.
-"Ok!Penso che possa bastare!"-
Daniela alzò il capo,fissandomi intensamente. Le sue gote si erano coperte di rosso scarlatto. Era palesemente imbarazzata. Non le dissi niente,facemmo finta che non fosse successo nulla. Lasciai la stanza in uno stato di agitazione estrema. Il mio corpo fremeva come un tamburo battuto da mille bastoni. Quella situazione mi aveva sconvolto i sensi,suscitato un moto di bramosia estrema per mia figlia. Il mio cazzo duro,anelava la sua intimità,era duro e voglioso di penetrarla. Dovetti fare uno sforzo smodato per uscire da quella stanza ed evitare di saltargli addosso in modo selvaggio e penetrarla con gusto come meritava. Non ebbi alcun dubbio dopo quel gemito circa la sua perversione,capì che era stata abile ad approfittare della situazione per godere come una porca. Quel lungo singulto era chiaramente la manifestazione palese di un orgasmo. Trafilato,con i sensi scossi,eccitato come un toro da monta,mi precipitai in bagno,mi chiusi dentro,mi sbottonai i pantaloni e dopo averlo tirato fuori,iniziai a segarmi il cazzo con frenesia,immaginando la figa di Daniela. Nel momento in cui ebbi l'orgasmo pensai a quella porca,alla sua mente perversa mentre lo gustava in profondità.Quel giorno si era rotta un'armonia. Il rapporto con Daniela non sarebbe stato più lo stesso. La concupiscenza,il desiderio e la bramosia avevano fatto il loro ingresso. Ora,lei nella mia mente era una donna che desideravo avere,possedere,scopare fino al delirio estremo. Il suo atteggiamento sfacciato aveva lenito qualsiasi senso di colpa,quel diavolo aveva dimostrato un aspetto lascivo della sua personalità che mi piaceva. La giornata proseguì senza che succedesse nulla. Irina,la badante russa,provvedeva a tutto,mentre io me ne stavo tranquillamente nel mio studio a leggere,assicurando solo la mia presenza fisica per eventuali imprevisti. Il terremoto,distruttivo,che scombussolò definitivamente la mia vita,era stato rimandato al giorno dopo. Le dieci del mattino,le urla delle donne arrivarono a violare la tranquillità del mio studio. Stava succedendo qualcosa. Mi precipiati nella stanza di Daniela. La badante russa stava riponendo i suoi oggetti personali nella piccola valigia. Daniela la stava insultando con epiteti che gradirei non scrivere.
-"Ei! Fermati! Che sta succedendo?"-
-"Non voglio più vederla tra i piedi! Guarda cosa mi ha fatto!"-
Mi mostrò un'ecchimosi sul gomito del braccio sinistro.
-"Vorrei capire! Che cosa è successo?"-
-"E' successo che mi ha lasciato cadere sul pavimento! Sono finita a terra come un baccalà!"-
-"Non è vero! Non è colpa mia! L'avevo avvertita di non muoversi! Lei ha voluto fare di testa sua! E' una testarda! Non fa mai quello che le chiedo! Io non ci sto qui! Cercatevi un'altra donna! Non mi lascio insultare da una mocciosa!"-
-"Hai visto? Pretende pure di avere ragione! Cribbio! Ma si vattene! Tanto non valevi un cazzo!"-
-"Daniela! Porca miseria! Vuoi stare zitta! Irina scusala! E' testarda! Ti prego rimani! Ci penso io a sistemare le cose con lei!"-
-"No! Me ne vado!"-
Girò le spalle e sparì dietro la porta. Mi rivolsi a Daniela.
-"E adesso? Mi dici come dobbiamo fare?"-
-"Non ho bisogno di nessun aiuto papà! tra una settimana mi tolgo il gesso e potrò muovermi con le stampelle. Preferisco restare con te!"-
-"Ma Daniela! Certe cose non so se potrò farle! Ci vuole l'aiuto di una donna!"-
-"Papà sono tua figlia! Non ho alcun imbarazzo a farle con tè!"-
-"Ok! Però ti chiedo la massima collaborazione! E cerca di evitare certi comportamenti! Ci siamo capiti?
Mi guardò con un certo imbarazzo,aveva intuito a cosa mi riferivo.
La prova del nove,quella che mise a dura prova i miei impulsi,comunque arrivò proprio mezzora dopo. Daniela doveva fare la doccia. Quindi avrei dovuto aiutarla a spogliarsi,a mettere la protezione impermeabile attorno al gesso. Il busto era ridotto ad una fascia elastica di cotone. La frattura della spalla si era quasi composta,ma aveva bisogno comunque di un aiuto concreto poichè non poteva muovere agevolmente il braccio destro. Appoggiata alla mia spalla l'accompagnai fino in bagno. L'aiutai a sfilarsi la camicia da notte. Le tolsi la fasciatura attorno al seno. Fu l'inizio dell'apocalisse dei sensi.
Il suo meraviglioso petto si manifestò davanti ai miei occhi. Due tette sode,a forma di pera. I capezzoli erano neri e la pelle bianca le faceva risaltare in maniera sublime. Il monte di venere,coperto da un pelo raso nero,si perdeva nello scoscio,formando un triangolo scuro in cui erano distinguibili le labbra della figa. Un ventre piatto e fianchi larghi. Una visione da infarto. Mi inginocchiai per aiutarla ad infilare la guaina di protezione dell'ingessatura. Alzò la gamba e dalla mia posizione vidi la nicchia della vulva vaginale,scura,aprirsi provocante al mio sguardo libidinoso. Il cazzo ebbe un moto impressionante,iniziò a ingrossarsi come un fiume in piena. La mente era tutta impregnata di brama e di desiderio per quel diavolo tentatore. Stavo sudando freddo. L'afferrai dai fianchi e lentamente l'aiutai ad entrare ne box della doccia. Il contatto con la sua pelle nuda mi fece increspare la pelle. Non so per quanto ancora avrei potuto resistere. Aprì l'acqua e il caldo getto cominciò ad inondare il suo meraviglioso corpo di giovane ragazza. La pelle era perfettamente tirata,la cellulite non aveva ancora fatto la sua comparsa. Liscia,perfettamente aderente. L'acqua scorreva sui fianchi formando dei rivoliche si perdevano in mezzo allo scoscio,da cui cadeva come una fontana.
-"Papà mi insaponi la schiena e il petto? Io devo reggermi per non cadere!"-
Avevo sentito bene. Mi ha chiesto di insaponarle la schiena ed il petto. Tremavo,i brividi dell'eccitazione mi tormentavano i sensi. La desideravo immensamente,sarei voluto entrare con lei,abbracciarla e baciarla,mentre le mie mani anelavano di scorrere sui suoi fianchi,sui glutei e sulle tette. Il mio cazzo bramava di ficcarsi nel suo conturbante scoscio. Mi riempì la mano di bagno schiuma ed iniziai ad insaponarle la schiena. Il palmo della mano scorreva lentamente lungo la sua spina dorsale,nell'incavo dei lombi ed infine sulla pelle soda delle natiche.
-"Papà! Dovresti andare anche sulla gamba non ingessata,non ci arrivo mai,perchè ho difficoltà a piegarmi."-
-"Certo tesoro"-
Così proseguì la mia folle corsa di emozioni,la mano continuò a lisciare la coscia,poi la feci scivolare all'interno,fino a lambire la vulva vaginale. Daniela aveva divaricato leggermente la gamba per permettermi di poter insaponarla meglio. Risalii,facendo il percorso dell'inferno a ritroso,insaponai il collo e poi,scesi. La guardai negli occhi,e prima che lei potesse dire qualcosa,le mie mani si erano chiuse a coppa sulle sue tette e le stavano insaponando. Così mi sembrava. In verità mi ero soffermato a lungo sulle sue tette,forse troppo,e le stavo massaggiando con vigore,il sapone si era trasformato in una sostanza oleosa che rendeva la pelle liscia,le mie mani impastavano con frenesia quelle tette meravigliose. Il gusto del sapone era amaro,ma la bocca,vogliosa,sopportava tutto pur di provare il piacere di succhiare quei meravigliosi capezzoli. Le mani di Daniela mi tormentavano la testa mentre la mia bocca vorace si era impossessata delle sue tette. Ero entrato sotto la doccia,i vestiti ormai erano inzuppati di acqua. Daniela mi aiutò a sfilare la camicia,poi mi sbottonò i pantaloni. Il mio cazzo uscì dalle mutande sbattendo contro il suo ventre. Lei lo afferrò con una mano,stimolando la pelle,che scorreva piacevolmente sulla massa carnosa. Intanto la bocca scivolava sul collo di Daniela,sulla guancia,infine si unì alla sua,in una danza passionale delle due lingue. In pochi minuti ero completamente nudo,di fronte a lei,con il cazzo che pulsava come un demone inferocito,voglioso di entrare nella sua intimità. Mi abbassai leggermente,brandendo il cazzo con la mano destra,puntai la cappella in mezzo alla vulva vaginale inondata di acqua,cominciai a spingere fino a farlo scomparire completamente dentro il suo ventre. L'afferrai dai fianchi,mentre era appoggiata con la schiena al muro,tenendole sollevato la gamba ingessata,iniziai a ficcare dentro quella figa bollente. Le pareti avvolsero subito il mio cazzo come morse infuocate.
-"mmmmmmmmmmm....papààààààà....mmmm stai facendo impazzire"-
-"Testonaaaaaaaaa era questo che voleviiiiiiiiiiiiii?maialaaaaaaaaaa"-
-"Siiiiiiii era questo che volevoooooooooooo...scopamiiiiiiiiiiiiiii"-
Mentre la scopavo tormentavo i suoi finachi stretti,il suo culo borioso,infilando alcune dita tra le natiche. La stavo sbranando come meritava. L'acqua ci aveva unito in un rapporto estremo. I getti scroscianti ci colpivano mentre il mio cazzo le tartassava la figa. La sua bocca mordeva la mia spalla e l'unghia delle sue mani erano penetrate nella pelle della mia schiena.
-"Siiiiiiiiiiiiii papàààààààààààààà...sto.....venendooooooooooo...mmmmmmm.....dioooooo....godoooooooo"-
Infatti,le pareti della figa pulsavano come se volessero tritarmi il cazzo. Le sentivo stringere il cazzo in modo convulso.
Le sue tette erano completamente pressate contro il mio petto,la mia bocca mordeva il suo collo,le mie mani si nutrivano del suo corpo meraviglioso,il mio cazzo scavava frenetico dentro la sua figa. Un amplesso incredibile,sublime. Unico. Dopo alcuni minuti la girai,lei si appoggiò con il petto contro le piastrelle porgendo il suo meraviglioso culo,una visione da infarto,eccitato come un cane in calore,infilai il mio cazzo in mezzo al suo scoscio bellissimo,trovando facilmente la via dell'inferno,l'afferrai dai fianchi e cominciai a martellarla da dietro,facendo scomparire il mio cazzo ad una velocità impressionante,pari al desiderio di lei che stava nutrendo i miei sensi.Dopo un quarto d'ora di quel meraviglioso tormento,in cui la sua figa era diventata la calda ed accogliente tana del mio cazzo,iniziai ad avvertire i primi conati di sborra. I coglioni pizzicavano,così,senza interrompere l'impeto con cui le stavo sconquassando la figa,aumentai gli sforzi fino al delirio estremo. La tenni ferma,mentre il mio cazzo ficcava in profondità.
-"Ahhhhhhhhhhhhhhh....diioooooooooooooo....papàààààààààààà.....sto venendooooooooo...mmmmmmm"-
-"Tesoro anche ioooooooooooooo....mmmmmmmm.......tooooooooooooooooo"-
Le innondai la figa di sborra,continuando a muovermi dentro di lei fino a quando il cazzo non si afflosciò completamente. Ci asciugammo,poi in camera da letto,ci colse un altro tumulto dei sensi,irresistibile,e così riprendemmo nuovamente a scopare,con maggiore enfasi.
Daniela si rivelò una grandissima porca. Divenne un'amante diabolica. E ogni occasione era buona per scopare.
Mia cugina...
Come di consueto, almeno per quanto riguarda la mia famiglia, ci si ritrova a casa della nonna con gli altri parenti a natale e come normale si rivedono parenti che da anni non si facevano vivi per questioni di distanza.
Quella sera ci ritrovammo per il compleanno di nostra nonna, era prevista una gran festa, io e la mia famiglia arrivammo quasi per primi e poco a poco assistevamo all'arrivo degli altri parenti salutandoli uno per uno;
tutto sembrava svolgersi alla normalità fino a che non citofonarono i miei zii dell'Emilia.
Zii che avevo visto l'ultima volta un estate di circa 10 anni fà, mi ricordo appena i nomi, con loro però quella sera c'era anche la figlia: Marina, premetto che non me la ricordavo così, la squadrai da piedi a testa, ammetto che per una festa a casa della nonna era vestita in modo un po' troppo provocante ma i suoi genitori non sembravano accorgersene, anche se in fondo di tanto provocante aveva solo il suo decollettè che giustamente aveva voglia di mostrare, si sà, le ragazze appena iniziano a svilupparsi hanno una certa voglia di mostrarsi in tutta la loro bellezza o almeno quelle più "vivaci".
Mangiammo tutta la sera e festeggiammo, ma il mio sguardo ogni tanto si voltava verso Marina e pensavo a come sarebbe stato se non fosse stata mia cugina e se l'avessi incontrata per caso in discoteca.
Specialmente quando si ritrovava a mangiare la banana o quando leccava il cucchiaino per non far colare il caffè, sono stati momenti in cui ammetto che qualche movimento nelle mutande c'è stato.
Finito di cenare si crearono una serie di gruppetti, ovvero quello delle cognate che chiaccheravano e si raccontava gli affari loro, quello di mio padre, il padre di marina e gli altri uomini che tra un cicchetto e l'altro si facevano una risata con qualche barzelletta mentre io e marina parlavamo un po' del più e del meno, della scuola ma lei non sembrava interessata.
Accavallava le gambe e incrociava le braccia facendo sembrare ancora più grossi i suoi seni, i miei pensieri di ora in ora e di bicchiere in bicchiere diventavano sempre più sconci ma cercavo di allontanarli convincendomi che è mia cugina!
Ad un certo momento vista l'ora, la stanchezza e il tasso alcolico di mio padre e mio zio decidemmo di passare la notte a casa di mia nonna, i miei genitori e i miei zii si trovarono sistemati in due stanze separate e io e marina ne dovemmo dividere una.
ormai era tarda notte e tutti dormivano, marina compresa, io mi alzai quatto quatto e mi avvicinai al suo letto scoprii piano piano il suo petto, aveva solo una canottiera attraverso la quale trasparivano i capezzoli, non riuscii a resistere: mi infilai la mano nelle mutande e presi sia testicoli che pene e strinsi pensando di poterlo mettere in mezzo a quelle tette, non feci in tempo a pensarlo che già avevo la cappella gonfia e il pene duro come il legno.
Mi masturbai per qualche minuto guardandola e immaginando ma visto che non aveva reazioni e continuava a dormire beatamente la scoprii tutta e vidi che indossava solo un perizoma attraverso il quale riuscivo a vedere le labbra della sua vagina e un leggero pelo io intanto continuavo con la masturbazione dopo aver accumulato eccitazione per tutta la serata.
D'un tratto Marina aprì gli occhi!
Io spaventato mi tirai su i pantaloni e feci per rimettermi a letto, quando Marina mi disse:"beh, potevi dirlo che ti facevo quest'effetto."
Io a quel punto mi fermai e la guardai, la mia erezione era ormai andata e lei mi propose di continuare e che era sveglia da quando ho iniziato a masturbarmi ma che la cosa non le dispiaceva anzi, la lusingava.
Allora ripresi il mio pene e ricominciai ma con la consapevolezza della sua conoscenza a riguardo decisi di spingermi oltre, le alzai la canottiera e lei non mosse un dito, in quel momento vidi uno spettacolo, due tette enormi che da coricata non le permettevano di vedersi i piedi con in mezzo uno spazio che sembrava creato apposta per farmici appoggiare il pene e mentre pensavo tutto ciò lei iniziò leccare le sue dita con le quali poi stuzzicava i suoi capezzoli, la mia mano andava sempre più veloce e con l'unica rimasta libera decisi di toglierle il perizoma, le sue forme abbondanti mi stavano facendo andare in estasi, appoggiai la mia mano tra le sue gambe e le accarezzai il pelo che ricopriva la vagina, diressi il mio dito fra le sue labbra e non feci in tempo a dilatarle che me lo ritrovai inzuppato a quel punto non resistetti presi la sua mano e la misi sul mio membro sembra lo stesse aspettando, con violenza iniziò a masturbarmi, io cominciai a masturbare lei ma dopo sole 3 o 4 penetrazioni il mio indice e il mio anulare erano completamente fradici allora me li misi in bocca me li leccai per poi ricominciare, quando vide questa scena mi spinse sul letto a gambe aperte e iniziò a leccarmi il pene senza tralasciare nessuna parte.
Notai che a lei piacevano molto il sapore dello scroto perchè continuava a massaggiarlo e a risucchiarlo tutto nella sua bocca, bè la visione che avevo io in quel momento, potrete immaginarla una testa di capelli chinata sul mio pube che lecca e succhia, le sue tette calde sulle mie cosce, una schiena che va allargandosi fino a creare due grandi chiappe sode divise da una linea "del peccato".
Fino a quel giorno non pensavo che il pompino fosse un'arte e invece mi dovetti ricredere, Marina usava la lingua come un pennello partiva dallo scroto che succhiava con forza e sul quale rilasciava un po' di saliva per lubrificare il massaggia che andava a farmi con la mano, poi saliva con la lingua alla base del pene e con le sue labbra carnose lo baciava e leccava per tutta la sua circonferenza fino ad arrivare alla cappella.. la leccava intorno fino ad arrivare a quel filetto che stuzzicava con la sua saliva e la sua lingua per non parlare di con quanta maestria sapeva infilarselo tutto quanto in gola fino ad arrivare a leccare i testicoli pur avendolo piantato in gola.
Dopo una decina di minuti di questo trattamento che non mi dava modo di poter pensare ad altro, come per magia tirò su le sue enormi tette le appoggiò intorno al mio membro, con le sue mani strinse e ci sputò sopra per due o tre volte... poi iniziò a fare su e giù.
E' chiaro che dopo tutto quel tempo e con una ragazza così brava io ero giunto al limite, glielo dissi allora lei se lo mise in bocca e appoggiò le labbra alla mia cappella e mi sentii risucchiare come mai era capitato mentre con la mano mi masturbava con una velocità impressionante, nel giro di 20 secondi o 30 al massimo venni in una quantità di sperma impressionante ma lei non si fece intimorire continuò a risucchiare e masturbarmi con la mando fino a che aprì la bocca e lasciò cadere tutto quello sperma e saliva sulle sue immense tette che mi sbatte sulla faccia, io mi ritrovai quel liquido sulla faccia e invece che schifarmi iniziai a leccargliele ricoprendogliele di sperma e saliva lei sembrava ancora eccitata e io iniziai a leccare la sua vagina e a infilare le mie dita nel suo ano posso ricordare di essere andato avanti per circa un'ora fino a che non sentimmo delle porte che si aprivano, non potevamo rischiare di farci beccare.
Non vedo l'ora di un'altra riunione di famiglia....
Quella sera ci ritrovammo per il compleanno di nostra nonna, era prevista una gran festa, io e la mia famiglia arrivammo quasi per primi e poco a poco assistevamo all'arrivo degli altri parenti salutandoli uno per uno;
tutto sembrava svolgersi alla normalità fino a che non citofonarono i miei zii dell'Emilia.
Zii che avevo visto l'ultima volta un estate di circa 10 anni fà, mi ricordo appena i nomi, con loro però quella sera c'era anche la figlia: Marina, premetto che non me la ricordavo così, la squadrai da piedi a testa, ammetto che per una festa a casa della nonna era vestita in modo un po' troppo provocante ma i suoi genitori non sembravano accorgersene, anche se in fondo di tanto provocante aveva solo il suo decollettè che giustamente aveva voglia di mostrare, si sà, le ragazze appena iniziano a svilupparsi hanno una certa voglia di mostrarsi in tutta la loro bellezza o almeno quelle più "vivaci".
Mangiammo tutta la sera e festeggiammo, ma il mio sguardo ogni tanto si voltava verso Marina e pensavo a come sarebbe stato se non fosse stata mia cugina e se l'avessi incontrata per caso in discoteca.
Specialmente quando si ritrovava a mangiare la banana o quando leccava il cucchiaino per non far colare il caffè, sono stati momenti in cui ammetto che qualche movimento nelle mutande c'è stato.
Finito di cenare si crearono una serie di gruppetti, ovvero quello delle cognate che chiaccheravano e si raccontava gli affari loro, quello di mio padre, il padre di marina e gli altri uomini che tra un cicchetto e l'altro si facevano una risata con qualche barzelletta mentre io e marina parlavamo un po' del più e del meno, della scuola ma lei non sembrava interessata.
Accavallava le gambe e incrociava le braccia facendo sembrare ancora più grossi i suoi seni, i miei pensieri di ora in ora e di bicchiere in bicchiere diventavano sempre più sconci ma cercavo di allontanarli convincendomi che è mia cugina!
Ad un certo momento vista l'ora, la stanchezza e il tasso alcolico di mio padre e mio zio decidemmo di passare la notte a casa di mia nonna, i miei genitori e i miei zii si trovarono sistemati in due stanze separate e io e marina ne dovemmo dividere una.
ormai era tarda notte e tutti dormivano, marina compresa, io mi alzai quatto quatto e mi avvicinai al suo letto scoprii piano piano il suo petto, aveva solo una canottiera attraverso la quale trasparivano i capezzoli, non riuscii a resistere: mi infilai la mano nelle mutande e presi sia testicoli che pene e strinsi pensando di poterlo mettere in mezzo a quelle tette, non feci in tempo a pensarlo che già avevo la cappella gonfia e il pene duro come il legno.
Mi masturbai per qualche minuto guardandola e immaginando ma visto che non aveva reazioni e continuava a dormire beatamente la scoprii tutta e vidi che indossava solo un perizoma attraverso il quale riuscivo a vedere le labbra della sua vagina e un leggero pelo io intanto continuavo con la masturbazione dopo aver accumulato eccitazione per tutta la serata.
D'un tratto Marina aprì gli occhi!
Io spaventato mi tirai su i pantaloni e feci per rimettermi a letto, quando Marina mi disse:"beh, potevi dirlo che ti facevo quest'effetto."
Io a quel punto mi fermai e la guardai, la mia erezione era ormai andata e lei mi propose di continuare e che era sveglia da quando ho iniziato a masturbarmi ma che la cosa non le dispiaceva anzi, la lusingava.
Allora ripresi il mio pene e ricominciai ma con la consapevolezza della sua conoscenza a riguardo decisi di spingermi oltre, le alzai la canottiera e lei non mosse un dito, in quel momento vidi uno spettacolo, due tette enormi che da coricata non le permettevano di vedersi i piedi con in mezzo uno spazio che sembrava creato apposta per farmici appoggiare il pene e mentre pensavo tutto ciò lei iniziò leccare le sue dita con le quali poi stuzzicava i suoi capezzoli, la mia mano andava sempre più veloce e con l'unica rimasta libera decisi di toglierle il perizoma, le sue forme abbondanti mi stavano facendo andare in estasi, appoggiai la mia mano tra le sue gambe e le accarezzai il pelo che ricopriva la vagina, diressi il mio dito fra le sue labbra e non feci in tempo a dilatarle che me lo ritrovai inzuppato a quel punto non resistetti presi la sua mano e la misi sul mio membro sembra lo stesse aspettando, con violenza iniziò a masturbarmi, io cominciai a masturbare lei ma dopo sole 3 o 4 penetrazioni il mio indice e il mio anulare erano completamente fradici allora me li misi in bocca me li leccai per poi ricominciare, quando vide questa scena mi spinse sul letto a gambe aperte e iniziò a leccarmi il pene senza tralasciare nessuna parte.
Notai che a lei piacevano molto il sapore dello scroto perchè continuava a massaggiarlo e a risucchiarlo tutto nella sua bocca, bè la visione che avevo io in quel momento, potrete immaginarla una testa di capelli chinata sul mio pube che lecca e succhia, le sue tette calde sulle mie cosce, una schiena che va allargandosi fino a creare due grandi chiappe sode divise da una linea "del peccato".
Fino a quel giorno non pensavo che il pompino fosse un'arte e invece mi dovetti ricredere, Marina usava la lingua come un pennello partiva dallo scroto che succhiava con forza e sul quale rilasciava un po' di saliva per lubrificare il massaggia che andava a farmi con la mano, poi saliva con la lingua alla base del pene e con le sue labbra carnose lo baciava e leccava per tutta la sua circonferenza fino ad arrivare alla cappella.. la leccava intorno fino ad arrivare a quel filetto che stuzzicava con la sua saliva e la sua lingua per non parlare di con quanta maestria sapeva infilarselo tutto quanto in gola fino ad arrivare a leccare i testicoli pur avendolo piantato in gola.
Dopo una decina di minuti di questo trattamento che non mi dava modo di poter pensare ad altro, come per magia tirò su le sue enormi tette le appoggiò intorno al mio membro, con le sue mani strinse e ci sputò sopra per due o tre volte... poi iniziò a fare su e giù.
E' chiaro che dopo tutto quel tempo e con una ragazza così brava io ero giunto al limite, glielo dissi allora lei se lo mise in bocca e appoggiò le labbra alla mia cappella e mi sentii risucchiare come mai era capitato mentre con la mano mi masturbava con una velocità impressionante, nel giro di 20 secondi o 30 al massimo venni in una quantità di sperma impressionante ma lei non si fece intimorire continuò a risucchiare e masturbarmi con la mando fino a che aprì la bocca e lasciò cadere tutto quello sperma e saliva sulle sue immense tette che mi sbatte sulla faccia, io mi ritrovai quel liquido sulla faccia e invece che schifarmi iniziai a leccargliele ricoprendogliele di sperma e saliva lei sembrava ancora eccitata e io iniziai a leccare la sua vagina e a infilare le mie dita nel suo ano posso ricordare di essere andato avanti per circa un'ora fino a che non sentimmo delle porte che si aprivano, non potevamo rischiare di farci beccare.
Non vedo l'ora di un'altra riunione di famiglia....
La biondina...
Mio figlio gioca a basket in una squadra di dilettanti e quando sono a casa faccio il taxista per lui e per altri compagni di squadra . se vincono vanno a festeggiare in un locale dove trovano gli amici , se perdono…coda tra le gambe e… a casa .
Un sabato avevano vinto proprio all’ultimo secondo ed è stata festa grande .si sono aggregati dei loro amici… una bolgia infernale .poi mi hanno lasciato lì solo come un pirla.per andare a festeggiare in un altro locale …imprecando mi ero ripromesso di non scarrozzarli mai più . la città è piena di taxi e di mezzi pubblici . camminavo senza una meta incazzato nero , quando mi ha attratto la musica soft che arrivava da un pianobar e sono entrato .non c’era molta gente forse era presto per i nottambuli della città .ho notato che le ragazze avevano scritto sul grembiulino candido il nome . mi colpito “ amelie “ biondina tutta curve , viso molto carino . quel nome francese … magari era una studentessa che era in città per perfezionare la lingua . si è avvicinata in modo molto carino chiedendomi cosa desideravo . sono stato alcuni secondi ad ammirare il viso “ mi piacerebbe chiacchierare con te “ ha sorriso “ non posso sto lavorando “ e mi sono fatto servire un cappuccino con delle briosches . sculettando me l’ha portato . “ ti ringrazio sei molto carina “ avevo finito di mangiare si è guardata intorno e con un sorriso dolcissimo “ perché sei solo ? “ glie l’ho spiegato “ lo sai che sei proprio bella “ è arrossita . le ho messo una mano sulla sua “ è la verità sei bella ed aggraziata , posso accompagnarti a casa? “ per un po’ non l’ho vista poi passando “ accetto l’invito tra poco smetto “ ho pagato e sono uscito attendendola . indossava una gonnellina , una camicetta ed una giacca leggera . è salita in macchina . mentre si truccava le ho detto “ conosco un locale dove si può ballare o solo ascoltare musica “ si è girata accavallando le gambe.. che belle cosce ben tornite… , le ho messo un braccio sulle spalle dandole un bacio sulla guancia “ per ballare sono stanca , se vuoi beviamo qualcosa e ci conosciamo meglio “ guidando mi ha detto che lavorava per pagarsi l’università . le ho messo un braccio sulle spalle . ha appoggiato la testa “ come sei gentile mentre servo ai tavoli sento di quei commenti o peggio ancora pacche sul sedere “ e l’ha detto con tristezza .ho accostato “ scaldami ho freddo “ non mi piace fermarmi dove capita ma amelie era troppo scoraggiata , le ho baciato il viso , il nasino , la bocca..mi ha messo una mano dietro la nuca baciandomi a lingua in bocca . le nostre lingue si sono incontrate , gustate…mi sono girato verso lei mettendo le sue gambe sulle mie . quel bacio è diventato….le ho messo una mano sotto la gonnellina gustando il tepore del suo corpo , la baciavo sul collo ..la sua manina ha cercato il cazzo che scoppiava nei calzoni .ci siamo staccati per riprendere fiato ..il suo bel viso era sorridente e disteso “ come sei dolce amelie “ tra un bacio e l’altro abbiamo chiacchierato …la mangiavo con gli occhi , la sua voce armoniosa mi seduceva .
“ amelie tu non sai chi sono , ho un mio pied a terre se ti fidi e se posso potremmo andarci “ e dopo un po’ “ voi italiani siete sempre in caccia ma voglio fidarmi “ quel posticino lo tengo sempre in ordine…per ogni evenienza . ho aperto l’ho fatta accomodare , ho chiuso a chiave “ ho chiuso ma le chiavi sono qui -mettendole in evidenza – se non ti va di fermarti o sono scortese puoi andartene quando vuoi “ mi ha abbracciato stringendosi a me….sentivo la consistenza dei suoi seni e mentre ci baciavamo sensualmente il cazzo si è impennato premendo sul suo ventre . quel bacio non finiva più . ho messo una mano sotto la gonnellina palpandole il culetto bello , tonico ben fatto con due belle chiappette….le nostre lingue giocavano e si gustavano …ho osato accarezzandole la figa da sopra lo slippino mi ha sussurrato “ se vai sotto è bella calda “ ho infilato un dito nell’elastico scendendo verso il suo fiore caldo e palpitante…le ho accarezzato le grandi labbra calde , morbide , glabre ha scostato le gambe socchiudendola….il mio dito è entrato in quel nido accogliente …” ti desidero amelie mi piaci sei dolce “ le ho titillato la fighettina ed il suo bacio si è fatto ancora più passionale le ho sfilato lo slip….che spettacolo non ho resistito e glie l’ho baciata . ho allungato la lingua al primo tocco ha allargato le cosce mi ha messo le mani dietro la nuca tirandola dolcemente contro il suo ventre….la mia lingua l’ha penetrata ha avuto un brivido sussurrando qualcosa glie l’ho baciata ,leccata i suoi movimenti sono diventati incontrollabili , convulsi…” ti piace “ ha emesso leggero “ sìììì “ - “ allora posso penetrarti “ ha sorriso dolcemente “ spogliati “ il mio pene libero dalla costrizione del boxer guardava le stelle …amelie l’ha guardato a bocca aperta , l’ha stretto in mano baciandomi con passione..mentre ci baciavamo le ho fatto un bel ditalino , lei si gustava il pulsare del cazzo scappellandolo fino a farmi male…le nostre lingue si divertivano a cercasi , succhiarci…ad un certo momento ha stretto la gambe “ sto venendo gigi , vengooo, ahhh che bello vengooo” le sue abbondanti gocce di piacere mia hanno riempito il palmo della mano…aveva una voglia pazza di penetrarla “ non lo vorresti dentro “ si è sistemata aprendo le gambe e tenendosi la vagina ben aperta “ vieni , vieni dentro ma non farmi male “ l’ho penetrata con delicatezza con lente e profonde penetrazioni . era ad occhi chiusi , sorrideva, si leccava le labbra .muoveva il suo corpicino per gustarsi la penetrazione “ ti faccio male amelie “ ha scosso la testolina “ noo ,sei dolcissimo“. quell’amplesso non finiva più ho continuato a penetrarla con delicatezza , poi il suo corpo ha avuto un fremito violento “ vengooo , sto venendooo ahhh vengooo “ e si è lasciata cadere su di me
abbandonandosi sul mio corpo . ho continuato a chiavarla , ho sentito la sborra pronta per il lancio , se n’è accorta “ dammi il tuo liquido caldo , lasciamelo dentro “ quando ci siamo rilassati l’ho coperta con un plaid e ci siamo rilassati tra baci e carezze . era ormai notte fonda . mi sono alzato
amelie aveva il viso sorridente e felice e ho chiesto se voleva un caffè o qualcos’altro . mi ha preso il viso tra le mani baciandomi “ va benissimo un buon caffè “ si era seduta sul divano coprendosi pudicamente il seno , mi sono seduto accanto a lei e ci siamo gustati il caffè . era ormai notte fonda
“ amelie se vuoi lavarti poi ti porto a casa o se vuoi dormire qui…” si è alzata sedendosi su una mia gamba appoggiando bene la figa , mi ha baciato con passione “ una doccia la farei volentieri “ sotto la doccia la sentivo canticchiare allegramente . è uscita in accappatoio e con un sorrisetto birichino
“ mi asciughi la schiena ? “ l’ho asciugata tutta .. e con molta cura . “ se vuoi puoi dormire qui , domattina ti accompagno a casa “ si è adagiata su di me e prima di addormentarsi “ quando ho finito di lavorare ero stanca , scoraggiata , ma poi tu mi hai donato una dolcissima serata “ l’ho accompagnata a casa e prima di scendere dalla macchina
“ gigi sei stato gentile , sai dove trovarmi “. E dopo un bacio appassionato è andata a casa…
Un sabato avevano vinto proprio all’ultimo secondo ed è stata festa grande .si sono aggregati dei loro amici… una bolgia infernale .poi mi hanno lasciato lì solo come un pirla.per andare a festeggiare in un altro locale …imprecando mi ero ripromesso di non scarrozzarli mai più . la città è piena di taxi e di mezzi pubblici . camminavo senza una meta incazzato nero , quando mi ha attratto la musica soft che arrivava da un pianobar e sono entrato .non c’era molta gente forse era presto per i nottambuli della città .ho notato che le ragazze avevano scritto sul grembiulino candido il nome . mi colpito “ amelie “ biondina tutta curve , viso molto carino . quel nome francese … magari era una studentessa che era in città per perfezionare la lingua . si è avvicinata in modo molto carino chiedendomi cosa desideravo . sono stato alcuni secondi ad ammirare il viso “ mi piacerebbe chiacchierare con te “ ha sorriso “ non posso sto lavorando “ e mi sono fatto servire un cappuccino con delle briosches . sculettando me l’ha portato . “ ti ringrazio sei molto carina “ avevo finito di mangiare si è guardata intorno e con un sorriso dolcissimo “ perché sei solo ? “ glie l’ho spiegato “ lo sai che sei proprio bella “ è arrossita . le ho messo una mano sulla sua “ è la verità sei bella ed aggraziata , posso accompagnarti a casa? “ per un po’ non l’ho vista poi passando “ accetto l’invito tra poco smetto “ ho pagato e sono uscito attendendola . indossava una gonnellina , una camicetta ed una giacca leggera . è salita in macchina . mentre si truccava le ho detto “ conosco un locale dove si può ballare o solo ascoltare musica “ si è girata accavallando le gambe.. che belle cosce ben tornite… , le ho messo un braccio sulle spalle dandole un bacio sulla guancia “ per ballare sono stanca , se vuoi beviamo qualcosa e ci conosciamo meglio “ guidando mi ha detto che lavorava per pagarsi l’università . le ho messo un braccio sulle spalle . ha appoggiato la testa “ come sei gentile mentre servo ai tavoli sento di quei commenti o peggio ancora pacche sul sedere “ e l’ha detto con tristezza .ho accostato “ scaldami ho freddo “ non mi piace fermarmi dove capita ma amelie era troppo scoraggiata , le ho baciato il viso , il nasino , la bocca..mi ha messo una mano dietro la nuca baciandomi a lingua in bocca . le nostre lingue si sono incontrate , gustate…mi sono girato verso lei mettendo le sue gambe sulle mie . quel bacio è diventato….le ho messo una mano sotto la gonnellina gustando il tepore del suo corpo , la baciavo sul collo ..la sua manina ha cercato il cazzo che scoppiava nei calzoni .ci siamo staccati per riprendere fiato ..il suo bel viso era sorridente e disteso “ come sei dolce amelie “ tra un bacio e l’altro abbiamo chiacchierato …la mangiavo con gli occhi , la sua voce armoniosa mi seduceva .
“ amelie tu non sai chi sono , ho un mio pied a terre se ti fidi e se posso potremmo andarci “ e dopo un po’ “ voi italiani siete sempre in caccia ma voglio fidarmi “ quel posticino lo tengo sempre in ordine…per ogni evenienza . ho aperto l’ho fatta accomodare , ho chiuso a chiave “ ho chiuso ma le chiavi sono qui -mettendole in evidenza – se non ti va di fermarti o sono scortese puoi andartene quando vuoi “ mi ha abbracciato stringendosi a me….sentivo la consistenza dei suoi seni e mentre ci baciavamo sensualmente il cazzo si è impennato premendo sul suo ventre . quel bacio non finiva più . ho messo una mano sotto la gonnellina palpandole il culetto bello , tonico ben fatto con due belle chiappette….le nostre lingue giocavano e si gustavano …ho osato accarezzandole la figa da sopra lo slippino mi ha sussurrato “ se vai sotto è bella calda “ ho infilato un dito nell’elastico scendendo verso il suo fiore caldo e palpitante…le ho accarezzato le grandi labbra calde , morbide , glabre ha scostato le gambe socchiudendola….il mio dito è entrato in quel nido accogliente …” ti desidero amelie mi piaci sei dolce “ le ho titillato la fighettina ed il suo bacio si è fatto ancora più passionale le ho sfilato lo slip….che spettacolo non ho resistito e glie l’ho baciata . ho allungato la lingua al primo tocco ha allargato le cosce mi ha messo le mani dietro la nuca tirandola dolcemente contro il suo ventre….la mia lingua l’ha penetrata ha avuto un brivido sussurrando qualcosa glie l’ho baciata ,leccata i suoi movimenti sono diventati incontrollabili , convulsi…” ti piace “ ha emesso leggero “ sìììì “ - “ allora posso penetrarti “ ha sorriso dolcemente “ spogliati “ il mio pene libero dalla costrizione del boxer guardava le stelle …amelie l’ha guardato a bocca aperta , l’ha stretto in mano baciandomi con passione..mentre ci baciavamo le ho fatto un bel ditalino , lei si gustava il pulsare del cazzo scappellandolo fino a farmi male…le nostre lingue si divertivano a cercasi , succhiarci…ad un certo momento ha stretto la gambe “ sto venendo gigi , vengooo, ahhh che bello vengooo” le sue abbondanti gocce di piacere mia hanno riempito il palmo della mano…aveva una voglia pazza di penetrarla “ non lo vorresti dentro “ si è sistemata aprendo le gambe e tenendosi la vagina ben aperta “ vieni , vieni dentro ma non farmi male “ l’ho penetrata con delicatezza con lente e profonde penetrazioni . era ad occhi chiusi , sorrideva, si leccava le labbra .muoveva il suo corpicino per gustarsi la penetrazione “ ti faccio male amelie “ ha scosso la testolina “ noo ,sei dolcissimo“. quell’amplesso non finiva più ho continuato a penetrarla con delicatezza , poi il suo corpo ha avuto un fremito violento “ vengooo , sto venendooo ahhh vengooo “ e si è lasciata cadere su di me
abbandonandosi sul mio corpo . ho continuato a chiavarla , ho sentito la sborra pronta per il lancio , se n’è accorta “ dammi il tuo liquido caldo , lasciamelo dentro “ quando ci siamo rilassati l’ho coperta con un plaid e ci siamo rilassati tra baci e carezze . era ormai notte fonda . mi sono alzato
amelie aveva il viso sorridente e felice e ho chiesto se voleva un caffè o qualcos’altro . mi ha preso il viso tra le mani baciandomi “ va benissimo un buon caffè “ si era seduta sul divano coprendosi pudicamente il seno , mi sono seduto accanto a lei e ci siamo gustati il caffè . era ormai notte fonda
“ amelie se vuoi lavarti poi ti porto a casa o se vuoi dormire qui…” si è alzata sedendosi su una mia gamba appoggiando bene la figa , mi ha baciato con passione “ una doccia la farei volentieri “ sotto la doccia la sentivo canticchiare allegramente . è uscita in accappatoio e con un sorrisetto birichino
“ mi asciughi la schiena ? “ l’ho asciugata tutta .. e con molta cura . “ se vuoi puoi dormire qui , domattina ti accompagno a casa “ si è adagiata su di me e prima di addormentarsi “ quando ho finito di lavorare ero stanca , scoraggiata , ma poi tu mi hai donato una dolcissima serata “ l’ho accompagnata a casa e prima di scendere dalla macchina
“ gigi sei stato gentile , sai dove trovarmi “. E dopo un bacio appassionato è andata a casa…
La prima volta...
Sono un ragazzo di 33 anni magro alto e moro. Non avevo mai avuto esperienze omosessuali fino a quest'estate.
Ho sempre avuto desiderio di provare, ma la verità è che mi mancava il coraggio e non trovavo mai un ragazzo che mi prendesse fino a che non ho incontrato Alex (nome di fantasia).
Ero in vacanza ospite di amici a Sperlonga e la casa era spesso frequentata da i vari cugini della padrona di casa. A dire la verità in quella casa la sera non si sapeva mai in quanti si dormiva.
Un pomeriggio dopo mangiato mi alzo da tavola per sparecchiare e noto che Alex, cugino della padrona di casa 22 anni magro glabro e 1,85 di altezza, è chiaramente barzotto.
Dal costume si intravede un bel cazzo in erezione. Immagino che questo sia dovuto al fatto che una delle ragazze a tavola è venuta con una tshirt bianca senza reggiseno e che per via del fatto che la maglietta è un po bagnata si intravedono i capezzoli. La cosa aveva colpito anche la mia attenzione e penso che Claudia avesse intuito che tutti le guardavano quella terza abbondante che risaltava da sotto la tshirt.
A questo punto finito di sparecchiare Claudia e il fidanzato si dirigono verso la spiaggia e io mi metto sulla sdraio a leggere e senza volerlo mi addormento. Mi risveglio poco dopo e faccio per andare al bagno quando intravedo dal bagno Alex che armeggia in un cassetto della cugina. Faccio per avvicinarmi e gli chiedo che cerca.
Lui fa un salto e balbettando qualcosa intimorito dice nulla nulla.
Io gli dico "tranquillo Alex puoi dirmi tutto io potrei essere tuo fratello maggiore"
E lui " Gio in verità ho un po vergogna a dirtelo ma cercavo uno slip di mia cugina per segarmici ho bisogno di farmi una sega e l'intimo mi piace un sacco. Io " se devo essere sincero ho notato che sei arrapato da pranzo...Claudia ha colpito...senti facciamo una cosa ...io tengo tutto per me se la sega ce la facciamo assieme...ti va?".
In un attimo ero gia dritto...il solo pensiero di vederlo nudo che si segava con lo slip della cugina mi aveva fatto venire una voglia. Dopo un attimo di silenzio mi guarda e mi dice "per me va bene ...non è mica la prima volta che mi sego con un amico" e io "solo seghe?" "mi pare che tu gia sai troppi segreti miei per adesso" e finendo la frase si abbassò i pantaloncini e tirò fuori un cazzo di 20 cm. Lo guardai desideroso di toccarlo e gli dissi andiamo in camera mia che siamo più tranquilli. Aveva un culetto sodo e stretto. MI disse "allora ti spogli o ci vuole ancora parecchio?. Immediatamente mi tolsi il boxer e cacciai i miei 20 cm di cazzo in tiro. Mi guardò e disse "sega vicendevole?" e io con un coraggio inaspettato dissi toccandogli il cazzo "io veramente vorrei farti una pompa" Lui mi guardo, sorrise e disse "lo sapevo che questo volevi...serviti pure". Mi inginocchiai e baciandoglielo prima un paio di volte cominciai la mia prima pompa. Feci tutto quello che amavo mi facessero le donne con cui ero stato: leccavo, baciavo, segavo e toccavo le palle. Ero arrapatissimo e lui mi incitava e mugolava di piacere. In poco tempo mi ha detto sto per arrivare e io gli ho fatto segno che poteva arrivarmi in bocca. In pochi secondi una discreta quantità di sborra calda mi è arrivata in bocca. e mentre lo faceva ne ho approfittato per mettergli un dito in culo e lui ha apprezzato allargando il culo. A quel punto mi sono alzato e un po sudato sono andato verso il bagno avvolto in un pareo a sciacquarmi un po il viso. Lui è arrivato e mi ha detto " Posso ricambiare la gentilezza?" mi ha sfilato il pareo e si è inginocchiato a farmi la pompa migliore che abbia mai ricevuto. Avevo delle sensazioni assurde mentre mi leccava e baciava il cazzo...gli accarezzavo i capelli e lui mi incitava a dirgli che doveva fare ...a quel punto gli ho detto una cosa inaspettata ma che desideravo in quel momento ...l'ho tirato su e gli ho detto baciami. Ci siamo scambiati un lungo ed intenso bacio mentre il suo cazzo tornava in tiro contro il mio. Siamo tornati in camera mia e mi ha steso sul letto ed è tornato a pomparmi. Ho chiuso gli occhi e in poco tempo sono esploso in una grande sborrata nella sua bocca. Al massimo del piacere sono rimasto steso e lui pulitosi la bocca dopo essersi accurato che la porta fosse ben chiusa è venuto a stendersi affianco a me e guardandomi con uno sguardo dolce mi ha detto "posso rimanere steso qui abbracciato a te per un po?". Io l'ho trovata una cosa dolcissima e bella e gli ho fatto cenno di sì. Dopodichè ha messo la testa sul mio petto e mi ha abbracciato forte e ci siamo addormentati cazzo contro cazzo con le gambe attorcigliate.
Ho sempre avuto desiderio di provare, ma la verità è che mi mancava il coraggio e non trovavo mai un ragazzo che mi prendesse fino a che non ho incontrato Alex (nome di fantasia).
Ero in vacanza ospite di amici a Sperlonga e la casa era spesso frequentata da i vari cugini della padrona di casa. A dire la verità in quella casa la sera non si sapeva mai in quanti si dormiva.
Un pomeriggio dopo mangiato mi alzo da tavola per sparecchiare e noto che Alex, cugino della padrona di casa 22 anni magro glabro e 1,85 di altezza, è chiaramente barzotto.
Dal costume si intravede un bel cazzo in erezione. Immagino che questo sia dovuto al fatto che una delle ragazze a tavola è venuta con una tshirt bianca senza reggiseno e che per via del fatto che la maglietta è un po bagnata si intravedono i capezzoli. La cosa aveva colpito anche la mia attenzione e penso che Claudia avesse intuito che tutti le guardavano quella terza abbondante che risaltava da sotto la tshirt.
A questo punto finito di sparecchiare Claudia e il fidanzato si dirigono verso la spiaggia e io mi metto sulla sdraio a leggere e senza volerlo mi addormento. Mi risveglio poco dopo e faccio per andare al bagno quando intravedo dal bagno Alex che armeggia in un cassetto della cugina. Faccio per avvicinarmi e gli chiedo che cerca.
Lui fa un salto e balbettando qualcosa intimorito dice nulla nulla.
Io gli dico "tranquillo Alex puoi dirmi tutto io potrei essere tuo fratello maggiore"
E lui " Gio in verità ho un po vergogna a dirtelo ma cercavo uno slip di mia cugina per segarmici ho bisogno di farmi una sega e l'intimo mi piace un sacco. Io " se devo essere sincero ho notato che sei arrapato da pranzo...Claudia ha colpito...senti facciamo una cosa ...io tengo tutto per me se la sega ce la facciamo assieme...ti va?".
In un attimo ero gia dritto...il solo pensiero di vederlo nudo che si segava con lo slip della cugina mi aveva fatto venire una voglia. Dopo un attimo di silenzio mi guarda e mi dice "per me va bene ...non è mica la prima volta che mi sego con un amico" e io "solo seghe?" "mi pare che tu gia sai troppi segreti miei per adesso" e finendo la frase si abbassò i pantaloncini e tirò fuori un cazzo di 20 cm. Lo guardai desideroso di toccarlo e gli dissi andiamo in camera mia che siamo più tranquilli. Aveva un culetto sodo e stretto. MI disse "allora ti spogli o ci vuole ancora parecchio?. Immediatamente mi tolsi il boxer e cacciai i miei 20 cm di cazzo in tiro. Mi guardò e disse "sega vicendevole?" e io con un coraggio inaspettato dissi toccandogli il cazzo "io veramente vorrei farti una pompa" Lui mi guardo, sorrise e disse "lo sapevo che questo volevi...serviti pure". Mi inginocchiai e baciandoglielo prima un paio di volte cominciai la mia prima pompa. Feci tutto quello che amavo mi facessero le donne con cui ero stato: leccavo, baciavo, segavo e toccavo le palle. Ero arrapatissimo e lui mi incitava e mugolava di piacere. In poco tempo mi ha detto sto per arrivare e io gli ho fatto segno che poteva arrivarmi in bocca. In pochi secondi una discreta quantità di sborra calda mi è arrivata in bocca. e mentre lo faceva ne ho approfittato per mettergli un dito in culo e lui ha apprezzato allargando il culo. A quel punto mi sono alzato e un po sudato sono andato verso il bagno avvolto in un pareo a sciacquarmi un po il viso. Lui è arrivato e mi ha detto " Posso ricambiare la gentilezza?" mi ha sfilato il pareo e si è inginocchiato a farmi la pompa migliore che abbia mai ricevuto. Avevo delle sensazioni assurde mentre mi leccava e baciava il cazzo...gli accarezzavo i capelli e lui mi incitava a dirgli che doveva fare ...a quel punto gli ho detto una cosa inaspettata ma che desideravo in quel momento ...l'ho tirato su e gli ho detto baciami. Ci siamo scambiati un lungo ed intenso bacio mentre il suo cazzo tornava in tiro contro il mio. Siamo tornati in camera mia e mi ha steso sul letto ed è tornato a pomparmi. Ho chiuso gli occhi e in poco tempo sono esploso in una grande sborrata nella sua bocca. Al massimo del piacere sono rimasto steso e lui pulitosi la bocca dopo essersi accurato che la porta fosse ben chiusa è venuto a stendersi affianco a me e guardandomi con uno sguardo dolce mi ha detto "posso rimanere steso qui abbracciato a te per un po?". Io l'ho trovata una cosa dolcissima e bella e gli ho fatto cenno di sì. Dopodichè ha messo la testa sul mio petto e mi ha abbracciato forte e ci siamo addormentati cazzo contro cazzo con le gambe attorcigliate.
Natale alle porte...
Sono sposata da diversi anni con un bel mascalzone di 32, alto 185 cm, magro (un acciughino!), capelli castani, spalle larghissime, occhi enormi e azzurri . Somiglia un po’ a Raoul Bova, ma, e lasciatemelo dire, è quasi meglio. Più di tutto il mio Marcello è tangibile e raggiungibile.
Io lavoro a 75 km da casa e viaggio tutti i giorni con la mia Punto diesel benzina (non è per fare pubblicità, ma un 1.2 60 cv consuma come un diesel o forse meno. Basta non farla andare su di giri. Vabbè, queste sono cose da uomini, non da giovani pulzelle). Sono alta circa 180 cm (altezza è mezza bellezza, diceva mia nonna buonanima), sono castana scura, sono sovrappeso (ma anche una taglia 38 sostiene di esserlo), occhi castani (dono di mamma)e ho una quarta abbondante di reggiseno (Dio benedica il Wonderbra! E la Nutella di già che ci siamo!) . Parto alle 7.30 al mattino e tutte le sere arrivo intorno alle 20. Cosa faccio di lavoro? Ok, questo è un altro paio di maniche. Sono cosmetologa. In pratica realizzo cosmetici per una notissima marca. La gomma xantana e gli SLES sono il mio pane quotidiano. E vi confesserò una cosa: per me e i miei cari uso solo cosmetici ecobio. Vabbè, torniamo a noi…
Il 18 dicembre, vuoi l’avvicinarsi del Natale, vuoi la rottura di balle nel viaggiare quotidianamente, ero riuscita ad arrivare a casa con largo anticipo, intorno alle 17. Avevo lasciato la Punto davanti a casa, lungo il marciapiede e avevo scaricato il mio solito kit di sopravvivenza (borsa DG, pc portatile, Cosmopolitan, la 24 ore e l’ombrello). Se una persona normale per scendere dall’auto ci impiega 20 secondi, ebbene, io ho bisogno di circa 7 minuti. Beh, ma io ho sempre tante cose da scaricare…
Avevo caricato il mio malloppo sull’ascensore e poi avevo pigiato il pulsante 2, per andare al secondo piano, alloggio 7.
Ho preso la chiave in tasca e, facendo il meno rumore possibile (ho l’impressione che il rumore rimbombi nella tromba delle scale), ho aperto la porta. Ho appoggiato il mio fardello vicino all’ingresso, sfilato le ballerine decolleté (sogno il tacco 12, ma se supero i 4 cm di tacco mi ritrovo a sovrastare l’intera umanità) e silenziosamente e in penombra mi appropinquai alla camera da letto. Avvicinandomi avevo sentito dei rumori strani… Avevo escluso che il ficus benjamin e le orchidee potessero sussurrare, che i pesci nell’acquario potessero emettere sospiri…Mi sono avvicinata alla porta e… cacchio… come posso dirvelo? Nel lettone c’erano mia suocera e mio marito. Mia suocera era nuda, messa alla pecorina, i capelli neri (tinti, ecchè?)spettinati, il seno ballonzolante (4 figli allattati al seno fino a 1 anno e poi le tette a 65 anni diventano dei calzini!), il sede re all’aria… Mio marito Marcello, invece, stava spingendo i suoi 19 cm tra le natiche di sua madre. Stavano facendo sesso anale sul mio letto, sul nostro letto. Entrambi erano sudati, rossi in viso, accaldati. C’era odore di sesso nell’aria: sperma, umori, sudore… Mia suocera ogni tanto mugugnava di piacere, mio marito emetteva dei rumori tipo grufolii. Io sono rimasta come impalata. Li ho osservati per diversi minuti, assistendo alla più grande installazione di corna della storia. Vedevo la mia immagine stanca riflessa allo specchio dalla parte opposta della camera. Marcello e mia suocera non si erano accorti di me. Quando mio marito ha raggiunto l’orgasmo, mi sono allontanata per timore di essere vista. Mi sono sentita una guardona, una spiona. Ho afferrato la mia borsetta, il mio pc e tutto l’armamentario che quotidianamente mi accompagnava. Uscita dall’ascensore e caricata la mia roba in auto, ho percorso pochi km e poi ho chiamato un amico di mio padre, avvocato e scapolo impenitente. Dopo avergli raccontato tutto per filo e per segno, gli ho chiesto di preparare una lettera per la separazione ufficiale. Mi sono immediatamente recata da lui e quella sera ho conosciuto il piacere del sesso con un uomo molto maturo… condividendo l’esperienza a distanza temporale e geografica con mio marito.
Io lavoro a 75 km da casa e viaggio tutti i giorni con la mia Punto diesel benzina (non è per fare pubblicità, ma un 1.2 60 cv consuma come un diesel o forse meno. Basta non farla andare su di giri. Vabbè, queste sono cose da uomini, non da giovani pulzelle). Sono alta circa 180 cm (altezza è mezza bellezza, diceva mia nonna buonanima), sono castana scura, sono sovrappeso (ma anche una taglia 38 sostiene di esserlo), occhi castani (dono di mamma)e ho una quarta abbondante di reggiseno (Dio benedica il Wonderbra! E la Nutella di già che ci siamo!) . Parto alle 7.30 al mattino e tutte le sere arrivo intorno alle 20. Cosa faccio di lavoro? Ok, questo è un altro paio di maniche. Sono cosmetologa. In pratica realizzo cosmetici per una notissima marca. La gomma xantana e gli SLES sono il mio pane quotidiano. E vi confesserò una cosa: per me e i miei cari uso solo cosmetici ecobio. Vabbè, torniamo a noi…
Il 18 dicembre, vuoi l’avvicinarsi del Natale, vuoi la rottura di balle nel viaggiare quotidianamente, ero riuscita ad arrivare a casa con largo anticipo, intorno alle 17. Avevo lasciato la Punto davanti a casa, lungo il marciapiede e avevo scaricato il mio solito kit di sopravvivenza (borsa DG, pc portatile, Cosmopolitan, la 24 ore e l’ombrello). Se una persona normale per scendere dall’auto ci impiega 20 secondi, ebbene, io ho bisogno di circa 7 minuti. Beh, ma io ho sempre tante cose da scaricare…
Avevo caricato il mio malloppo sull’ascensore e poi avevo pigiato il pulsante 2, per andare al secondo piano, alloggio 7.
Ho preso la chiave in tasca e, facendo il meno rumore possibile (ho l’impressione che il rumore rimbombi nella tromba delle scale), ho aperto la porta. Ho appoggiato il mio fardello vicino all’ingresso, sfilato le ballerine decolleté (sogno il tacco 12, ma se supero i 4 cm di tacco mi ritrovo a sovrastare l’intera umanità) e silenziosamente e in penombra mi appropinquai alla camera da letto. Avvicinandomi avevo sentito dei rumori strani… Avevo escluso che il ficus benjamin e le orchidee potessero sussurrare, che i pesci nell’acquario potessero emettere sospiri…Mi sono avvicinata alla porta e… cacchio… come posso dirvelo? Nel lettone c’erano mia suocera e mio marito. Mia suocera era nuda, messa alla pecorina, i capelli neri (tinti, ecchè?)spettinati, il seno ballonzolante (4 figli allattati al seno fino a 1 anno e poi le tette a 65 anni diventano dei calzini!), il sede re all’aria… Mio marito Marcello, invece, stava spingendo i suoi 19 cm tra le natiche di sua madre. Stavano facendo sesso anale sul mio letto, sul nostro letto. Entrambi erano sudati, rossi in viso, accaldati. C’era odore di sesso nell’aria: sperma, umori, sudore… Mia suocera ogni tanto mugugnava di piacere, mio marito emetteva dei rumori tipo grufolii. Io sono rimasta come impalata. Li ho osservati per diversi minuti, assistendo alla più grande installazione di corna della storia. Vedevo la mia immagine stanca riflessa allo specchio dalla parte opposta della camera. Marcello e mia suocera non si erano accorti di me. Quando mio marito ha raggiunto l’orgasmo, mi sono allontanata per timore di essere vista. Mi sono sentita una guardona, una spiona. Ho afferrato la mia borsetta, il mio pc e tutto l’armamentario che quotidianamente mi accompagnava. Uscita dall’ascensore e caricata la mia roba in auto, ho percorso pochi km e poi ho chiamato un amico di mio padre, avvocato e scapolo impenitente. Dopo avergli raccontato tutto per filo e per segno, gli ho chiesto di preparare una lettera per la separazione ufficiale. Mi sono immediatamente recata da lui e quella sera ho conosciuto il piacere del sesso con un uomo molto maturo… condividendo l’esperienza a distanza temporale e geografica con mio marito.
Magari...
Io e la mia compagna Monica siamo al mare, intenzionati a passare la notte sulla spiaggia.
Abbiamo organizzato un bel barbeque e ci apprestiamo a grigliare peperoni, zucchine, melanzane, costine e arrosticini.
Ormai è sera, la spiaggia è deserta e ci illuminiamo con una lampada elettrica.
Inaspettatamente si avvicina un bel ragazzo (Marco) che con fare simpatico ci scambia 2 parole. Decidiamo di invitarlo a dividere con noi la cena.
I suoi modi mi fanno capire che Monica gli piace. Io non ho mai proposto a Monica nulla del genere, ma l'idea di una cosa a tre me lo fa venire duro. Con un paio di doppi sensi faccio capire a Marco che per me c'è via libera.
Non so se Monica ha capito, comunque Marco comincia a instaurare qualche contatto fisico e lei non si tira indietro.
Io prendo l'iniziativa e mi scambio con Monica un bacio appassionato, facendo scivolare la mano nel suo culetto sotto il costume. Lei ci sta e non si ritrae, pur sapendo che Marco sta vedendo. Allora io insisto con la mano, comincio ad aprirle delicatamente il buchino con un dito.
Marco ci interrompe esclamando "ragazzi, se fate così non mi sta nel costume". Io rido, Monica gli dice "che problema c'è? levati il costume". Cazzo, è fatta, anche a Monica non dispiace sta cosa. Sono al settimo cielo.
Le dico "bè, non vorrai mica che Marco vada di mano, aiutalo un po' tu ".
Detto fatto; Monica abbandona il mio abbraccio, si inginocchia davanti a Marco, glielo tira fuori e comincia a succhiarglielo con calma, senza fretta ma con gusto. Io guardo e mi eccito da morire. Dopo un po’ mi riavvicino a Monica e comincio a baciarla sulla schiena, poi sul collo e mi avvicino sempre più alla sua bocca, piena del cazzo di Marco.
Mi sposto sulle sue tette, gliele ciuccio e poi di nuovo mi sposto verso l'alto. Sono in buona posizione per dare un paio di bacini alla palle di Marco che è in visibilio.
Riesco a farli stendere. Monica continua il pompino. Io mi avvicino, le metto una mano nella fica e le massaggio il clitoride. E' bagnatissima, sta cosa le sta piacendo tanto. Comincia a mugolare. Io continuo a massaggiarla ma con il viso ritorno sulla sua bocca.
Lei ha capito tutto, sfila il cazzo dalla sua bocca e me lo porge. Io non mi tiro indietro e comincio a succhiarlo.
Monica si sposta. Mi fa sdraiare a pancia in su, Marco si sdraia accanto a me per continuare a offrirmi il suo cazzo che continuo a ciucciare.
Monica mi salta sopra e comincia a scoparmi. Io con le mani riesco a raggiunger il suo culetto e me lo lavoro un po'. E' morbido e lubrificato. Poi Marco si rialza e mettendosi in ginocchio offre il cazzo alla bocca di Monica. Lei se lo ingoia volentieri e io mi metto a mordicchiare le palle di Marco. Nel frattempo ho continuato a lavorarmi il buchino di Monica che si è rilassato e umidificato a dovere.
Dico a Marco "ci sono due buchi umidi e due cazzi duri... ". Lui è sveglio e capisce, si sposta dietro a Monica la incula senza timore. E' la prima doppia penetrazione di Monica. Sta godendo tantissimo, Mi bacia profondamente e mi sussurra parole dolci. Io ricambio, la bacio sul viso teneramente.
Poi invito Marco a usare le mani: c'è un clitoride da accudire e lui è in una posizione adatta. Monica comincia di nuovo a mugolare, la conosco, sta per venire. E quando viene anche io e Marco esplodiamo dentro di lei. Dopo un momento di relax in cui rimaniamo tutti e tre avvinghiati disordinatamene Monica si rimette in moto, si sposta con la bocca sui due uccelli e comincia a ripulirli per benino. Siamo messi a 69, io mi trovo con il suo culetto davanti alla faccia. Non so se lo ha fatto apposta, ma ci caccio dentro la lingua alla ricerca del seme di Marco. In una serata io e Monica ci siamo detti qual che non eravamo mai riusciti a dirci in anni di convivenza: io sono bisex, lei è una porcellona!
Ci risistemiamo, portiamo a termine la cena interrotta, progettiamo altri incontri in luoghi strambi. Poi portiamo Marco a casa e al momento dei saluti Monica gli dice "e se domani porti un amico ci divertiamo anche di più"..... Cazzo come la amo!!!!
Scoprirà presto e con piacere che io ho già in mente amori di gruppo dove ci saranno parecchi uccelli per tutti i suoi buchi, ma anche per i miei. E se mi confessasse di avere anche lei interessi bisex sarà ancora più bello.
Abbiamo organizzato un bel barbeque e ci apprestiamo a grigliare peperoni, zucchine, melanzane, costine e arrosticini.
Ormai è sera, la spiaggia è deserta e ci illuminiamo con una lampada elettrica.
Inaspettatamente si avvicina un bel ragazzo (Marco) che con fare simpatico ci scambia 2 parole. Decidiamo di invitarlo a dividere con noi la cena.
I suoi modi mi fanno capire che Monica gli piace. Io non ho mai proposto a Monica nulla del genere, ma l'idea di una cosa a tre me lo fa venire duro. Con un paio di doppi sensi faccio capire a Marco che per me c'è via libera.
Non so se Monica ha capito, comunque Marco comincia a instaurare qualche contatto fisico e lei non si tira indietro.
Io prendo l'iniziativa e mi scambio con Monica un bacio appassionato, facendo scivolare la mano nel suo culetto sotto il costume. Lei ci sta e non si ritrae, pur sapendo che Marco sta vedendo. Allora io insisto con la mano, comincio ad aprirle delicatamente il buchino con un dito.
Marco ci interrompe esclamando "ragazzi, se fate così non mi sta nel costume". Io rido, Monica gli dice "che problema c'è? levati il costume". Cazzo, è fatta, anche a Monica non dispiace sta cosa. Sono al settimo cielo.
Le dico "bè, non vorrai mica che Marco vada di mano, aiutalo un po' tu ".
Detto fatto; Monica abbandona il mio abbraccio, si inginocchia davanti a Marco, glielo tira fuori e comincia a succhiarglielo con calma, senza fretta ma con gusto. Io guardo e mi eccito da morire. Dopo un po’ mi riavvicino a Monica e comincio a baciarla sulla schiena, poi sul collo e mi avvicino sempre più alla sua bocca, piena del cazzo di Marco.
Mi sposto sulle sue tette, gliele ciuccio e poi di nuovo mi sposto verso l'alto. Sono in buona posizione per dare un paio di bacini alla palle di Marco che è in visibilio.
Riesco a farli stendere. Monica continua il pompino. Io mi avvicino, le metto una mano nella fica e le massaggio il clitoride. E' bagnatissima, sta cosa le sta piacendo tanto. Comincia a mugolare. Io continuo a massaggiarla ma con il viso ritorno sulla sua bocca.
Lei ha capito tutto, sfila il cazzo dalla sua bocca e me lo porge. Io non mi tiro indietro e comincio a succhiarlo.
Monica si sposta. Mi fa sdraiare a pancia in su, Marco si sdraia accanto a me per continuare a offrirmi il suo cazzo che continuo a ciucciare.
Monica mi salta sopra e comincia a scoparmi. Io con le mani riesco a raggiunger il suo culetto e me lo lavoro un po'. E' morbido e lubrificato. Poi Marco si rialza e mettendosi in ginocchio offre il cazzo alla bocca di Monica. Lei se lo ingoia volentieri e io mi metto a mordicchiare le palle di Marco. Nel frattempo ho continuato a lavorarmi il buchino di Monica che si è rilassato e umidificato a dovere.
Dico a Marco "ci sono due buchi umidi e due cazzi duri... ". Lui è sveglio e capisce, si sposta dietro a Monica la incula senza timore. E' la prima doppia penetrazione di Monica. Sta godendo tantissimo, Mi bacia profondamente e mi sussurra parole dolci. Io ricambio, la bacio sul viso teneramente.
Poi invito Marco a usare le mani: c'è un clitoride da accudire e lui è in una posizione adatta. Monica comincia di nuovo a mugolare, la conosco, sta per venire. E quando viene anche io e Marco esplodiamo dentro di lei. Dopo un momento di relax in cui rimaniamo tutti e tre avvinghiati disordinatamene Monica si rimette in moto, si sposta con la bocca sui due uccelli e comincia a ripulirli per benino. Siamo messi a 69, io mi trovo con il suo culetto davanti alla faccia. Non so se lo ha fatto apposta, ma ci caccio dentro la lingua alla ricerca del seme di Marco. In una serata io e Monica ci siamo detti qual che non eravamo mai riusciti a dirci in anni di convivenza: io sono bisex, lei è una porcellona!
Ci risistemiamo, portiamo a termine la cena interrotta, progettiamo altri incontri in luoghi strambi. Poi portiamo Marco a casa e al momento dei saluti Monica gli dice "e se domani porti un amico ci divertiamo anche di più"..... Cazzo come la amo!!!!
Scoprirà presto e con piacere che io ho già in mente amori di gruppo dove ci saranno parecchi uccelli per tutti i suoi buchi, ma anche per i miei. E se mi confessasse di avere anche lei interessi bisex sarà ancora più bello.
L'accappatoio...
E' quasi sera, sono in macchina verso casa ed ecco lo squillo del cellulare. -cazzo dovevo spegnerlo- dico ad alta voce, però rispondo.
Mia madre mi chiede se posso passare al super per farle la spesa, mi dice che lei non ha potuto e tutte le solite cose. -okkei, rispondo incazzato,dammi la lista- mi accosto e scrivo tutto. -Basta così mamma, oppure ti compro tutto il super?- lei con una vocina malinconica risponde -beh, se non vuoi lascia perdere, ma se vai mamma ti fa una bella sorpresa-
Passo al super, faccio la spesa e mi dirigo a casa.
-Eccomi!- grido aprendo la porta di casa ,ma non sento nessuna risposta.
Entro in cucina per posare la spesa e sento lo scrosciare della doccia nella stanza da bagno. Mi avvicino piano. Non so nemmeno io il perchè ma guardo dal buco della serratura.
Si vede poco, ma quel poco basta per farmi eccitare a tal punto, che con la mano mi massaggio la patta. La mamma è uscita dalla doccia e si sta asciugando le gambe, parte dai piedi e poi su, l'inguine la pancia, che per l'età non è nemmeno esagerata, poi i suoi magnifici seni, grossi, opulenti. Mamma poi prende un flaconcino di olio e comincia a spalmarselo con molta pazienza, insistendo sempre sui seni, e nell'interno coscia. Mi scosto dalla porta del bagno e vado in cucina, comincio a sistemare la spesa.
Dopo pochi minuti lei mi raggiunge - ooohh ciao Roby, non ti ho sentito entrare, è tanto che sei qui?-. Senza staccarle gli occhi di dosso, come un automa rispondo -no mamma, sono appena rientrato-
Lei indossa un accappatoio corto, legato alla vita e molto scollato, insomma il solito accappatoio di sempre, solo che io non ci avevo mai fatto caso prima di oggi. Lo sguardo casca sempre lì, in mezzo ai suoi seni, e lei se ne accorge. Si dirige verso la dispensa, sale sulla sedia e mi chiede di passarle lo scatolame
-Senti Roby, aiuta mamma, passami le scatolette- così dicendo sale sulla sedia e io le passo lo scatolame. Lei non è molto alta ed essendo sulla sedia ho praticamente il volto all'altezza del suo inguine. Lei lo nota e fa in modo muovendosi sulla punta dei piedi, di fare allargare un pochino lo spacco dell'accappatoio, affinchè possa vedere la sua figa. Ma quei movimenti hanno scomposto tutto l'accappatoio, che ormai si è quasi aperto.
Scende dalla sedia, ma senza ricomporsi. Ormai l'accappatoio non la copre più, e lei lo sa, infatti con aria stupita mi guarda e mi dice -cosa c'è da guardare, non hai mai visto la mamma in accappatoio?- allora io timidamente rispondo:
-si mamma, ma l'accappatoio in questione era chiuso, non come adesso che mi stai facendo vedere le tue "bellissime" tette-; lei finge risentimento dalle mie parole e si copre velocemente con le mani, però senza convinzione lasciando sempre uno spiraglio per poter guardare.
-ma come parli alla mamma, screanzato, se ci fosse tuo padre, te li darebbe lui due schiaffi, altro che "belle tette"-; qualche attimo di silenzio fra noi, poi prendo il coraggio a due mani e mi avvicino a lei, appoggio una mano sul suo fianco e avvicino il mio viso al suo, appoggio la mia guancia alla sua e la sfioro con le labbra dandole un bacino.
-scusa mamma, ma hai lo stesso due tette magnifiche- poi l'abbraccio e cerco di baciarla sulla bocca.
Lei si oppone, cerca di divincolarsi dalla stretta,ma quando sente la mia bocca sulla sua, la spalanca alla pressione della mia lingua.
Quello è il segnale, ed in quel momento accade tutto.
Lei mi abbraccia e freneticamente cerca di sbottonarmi la camicia, me la strappa quasi, cercando di togliermela. Una mano corre subito alla patta dei calzoni e mi slaccia la cintura, poi il bottone infine con due mani mi cala i calzoni.
Poi si stacca da me, mi osserva con la camicia mezza strappata ed i calzoni a mezza gamba.
-ti avevo detto che ti avrei fatto una bella sorpresa Roby, amore di mamma- poi si inginocchia e finisce l'opera di svestirmi.
Mi cala i calzoni ed osserva il mio cazzo duro sotto lo slip, non è da porno divo, ma si difende bene, lei lo accarezza a lungo sopra allo slip, poi con i denti ne afferra l'elastico e lo tira giù, finchè il cazzo schizza fuori come una molla. Lei lo osserva, con la mano lo accarezza piano segandomi fino alla radice, poi lo titilla a colpi di lingua sulla cappella paonazza ed infine lo ingoia tutto, strofinando il naso sui peli del pube. Sento la sua gola coccolare la mia cappella e le sue guance succhiare l'asta nodosa. Dagli angoli delle sue labbra vedo colare rivoli di saliva mista al mio seme, che lei si spalma sulle magnifiche tette.
Si alza in piedi, tenedomi stretto il cazzo alla base, poi si toglie l'accappatoio ormai abbondantemente aperto e lo fa cadere ai suoi piedi, lo stesso faccio io liberandomi dagli ultimi indumenti.
Siamo nudi, uno di fronte all'altra,lei prende l'iniziativa. Allunga la sua mano verso di me, io la prendo senza dire una parola. Ci dirigiamo verso la sua camera da letto, con quel lettone che per anni ha ospitato il mio sogno inconfessabile, mamma.
Entriamo e subito lei si sdraia sul letto, allarga leggermente le gambe e finalmente riesco a vedere bene la sua figa, quasi totalmente depilata, con solo una leggera strisciolina di peli, come ad indicarne l'ingresso. Con le mani si massaggia le tette e me le offre da succhiare, mentre lei stessa si mordicchia i capezzoli duri. Mi stendo sul letto ,le sollevo il bacino e comincio a leccarla , giocando e mordicchiando il suo bottoncino. Poi infilo due dita che scivolano dentro come risucchiate e sento lei ansimare.
-aaaa dai Roby, chiava la mammaaa-
detto fatto, appoggio il mio cazzo alla sua fighetta ed entro in un sol colpo tutto dentro, fino alla radice.
-si daiii... goooodooo- la mamma mi sussurra all'orecchio, ficcandomi le unghie delle mani nella schiena cercando di farsi penetrare più profondamente.
-Dai Roby, chiavami, spaccaaaaaammiiii-
Continuo incessante a pomparla, abbracciandola. Poi mi sollevo sulle braccia e la gurado in viso mentre gode, è bellissima. Ha la faccia stravolta, è spettinata e muove la lingua freneticamente sulle labbra. Mi tira a se, e mi bacia con passione, le nostre lingue si intrecciano a diventare una sola. Stò per raggiungere l'orgasmo e desidero da sempre riempirle quelle magnifiche tette. Mi stacco da lei e le salgo cavalcioni sul ventre, mentre con le sue tettone mi massaggio il cazzo, lei capisce e mi aiuta,apre la bocca tirando fuori la lingua.Vuole bere tutto. Do ancora un colpo di reni e finalmente schizzo prepotentemente tutto il mio seme caldo nella sua bocca e sulle sue tette.
Lei ingorda lecca tutto, si attacca al cazzo succhiando come meglio può le ultime goccie.
Mi alzo e la osservo, lei stà spalmandosi tutto sul corpo come se fosse una crema di bellezza e mi dice - cosa credevi Roby, che non mi fossi accorta che mi spiavi dalla serratura? così ho pensato di farti andare su di giri e credo di esserci riuscita bene... che ne dici?-
resto attonito ad osservarla e poi balbetto: -ma..ma..mamma, allora sapevi di piacermi da sempre... e la cosa ti eccitava?- lei mi risponde sorridendomi: -non mi eccitava, ma mi rendeva orgogliosa, orgogliosa di essere l'oggetto del desiderio di un uomo giovane e fresco come mio figlio. Sai quante volte ti ho spiato mentre ti toccavi guardando le mie foto in costume? e sapevo anche che avevi fatto anche delle copie delle mie foto in toppless, le nascondi nel secondo cassetto, insieme ai tuoi dvd diciamo "privati" maialino. Così ho preso al volo l'occasione e finalmente...-
Non finisce la frase, si alza e si avvicina, mi accarezza sulla guancia e mi dice -vado a lavarmi, che se arriva tuo padre e ci vede così, minimo ci ammazza- mi bacia e se ne va.
Io esco dalla stanza e me ne vado in camera, stanotte sono certo che la sognerò, e magari domani... chissà?!?
Mia madre mi chiede se posso passare al super per farle la spesa, mi dice che lei non ha potuto e tutte le solite cose. -okkei, rispondo incazzato,dammi la lista- mi accosto e scrivo tutto. -Basta così mamma, oppure ti compro tutto il super?- lei con una vocina malinconica risponde -beh, se non vuoi lascia perdere, ma se vai mamma ti fa una bella sorpresa-
Passo al super, faccio la spesa e mi dirigo a casa.
-Eccomi!- grido aprendo la porta di casa ,ma non sento nessuna risposta.
Entro in cucina per posare la spesa e sento lo scrosciare della doccia nella stanza da bagno. Mi avvicino piano. Non so nemmeno io il perchè ma guardo dal buco della serratura.
Si vede poco, ma quel poco basta per farmi eccitare a tal punto, che con la mano mi massaggio la patta. La mamma è uscita dalla doccia e si sta asciugando le gambe, parte dai piedi e poi su, l'inguine la pancia, che per l'età non è nemmeno esagerata, poi i suoi magnifici seni, grossi, opulenti. Mamma poi prende un flaconcino di olio e comincia a spalmarselo con molta pazienza, insistendo sempre sui seni, e nell'interno coscia. Mi scosto dalla porta del bagno e vado in cucina, comincio a sistemare la spesa.
Dopo pochi minuti lei mi raggiunge - ooohh ciao Roby, non ti ho sentito entrare, è tanto che sei qui?-. Senza staccarle gli occhi di dosso, come un automa rispondo -no mamma, sono appena rientrato-
Lei indossa un accappatoio corto, legato alla vita e molto scollato, insomma il solito accappatoio di sempre, solo che io non ci avevo mai fatto caso prima di oggi. Lo sguardo casca sempre lì, in mezzo ai suoi seni, e lei se ne accorge. Si dirige verso la dispensa, sale sulla sedia e mi chiede di passarle lo scatolame
-Senti Roby, aiuta mamma, passami le scatolette- così dicendo sale sulla sedia e io le passo lo scatolame. Lei non è molto alta ed essendo sulla sedia ho praticamente il volto all'altezza del suo inguine. Lei lo nota e fa in modo muovendosi sulla punta dei piedi, di fare allargare un pochino lo spacco dell'accappatoio, affinchè possa vedere la sua figa. Ma quei movimenti hanno scomposto tutto l'accappatoio, che ormai si è quasi aperto.
Scende dalla sedia, ma senza ricomporsi. Ormai l'accappatoio non la copre più, e lei lo sa, infatti con aria stupita mi guarda e mi dice -cosa c'è da guardare, non hai mai visto la mamma in accappatoio?- allora io timidamente rispondo:
-si mamma, ma l'accappatoio in questione era chiuso, non come adesso che mi stai facendo vedere le tue "bellissime" tette-; lei finge risentimento dalle mie parole e si copre velocemente con le mani, però senza convinzione lasciando sempre uno spiraglio per poter guardare.
-ma come parli alla mamma, screanzato, se ci fosse tuo padre, te li darebbe lui due schiaffi, altro che "belle tette"-; qualche attimo di silenzio fra noi, poi prendo il coraggio a due mani e mi avvicino a lei, appoggio una mano sul suo fianco e avvicino il mio viso al suo, appoggio la mia guancia alla sua e la sfioro con le labbra dandole un bacino.
-scusa mamma, ma hai lo stesso due tette magnifiche- poi l'abbraccio e cerco di baciarla sulla bocca.
Lei si oppone, cerca di divincolarsi dalla stretta,ma quando sente la mia bocca sulla sua, la spalanca alla pressione della mia lingua.
Quello è il segnale, ed in quel momento accade tutto.
Lei mi abbraccia e freneticamente cerca di sbottonarmi la camicia, me la strappa quasi, cercando di togliermela. Una mano corre subito alla patta dei calzoni e mi slaccia la cintura, poi il bottone infine con due mani mi cala i calzoni.
Poi si stacca da me, mi osserva con la camicia mezza strappata ed i calzoni a mezza gamba.
-ti avevo detto che ti avrei fatto una bella sorpresa Roby, amore di mamma- poi si inginocchia e finisce l'opera di svestirmi.
Mi cala i calzoni ed osserva il mio cazzo duro sotto lo slip, non è da porno divo, ma si difende bene, lei lo accarezza a lungo sopra allo slip, poi con i denti ne afferra l'elastico e lo tira giù, finchè il cazzo schizza fuori come una molla. Lei lo osserva, con la mano lo accarezza piano segandomi fino alla radice, poi lo titilla a colpi di lingua sulla cappella paonazza ed infine lo ingoia tutto, strofinando il naso sui peli del pube. Sento la sua gola coccolare la mia cappella e le sue guance succhiare l'asta nodosa. Dagli angoli delle sue labbra vedo colare rivoli di saliva mista al mio seme, che lei si spalma sulle magnifiche tette.
Si alza in piedi, tenedomi stretto il cazzo alla base, poi si toglie l'accappatoio ormai abbondantemente aperto e lo fa cadere ai suoi piedi, lo stesso faccio io liberandomi dagli ultimi indumenti.
Siamo nudi, uno di fronte all'altra,lei prende l'iniziativa. Allunga la sua mano verso di me, io la prendo senza dire una parola. Ci dirigiamo verso la sua camera da letto, con quel lettone che per anni ha ospitato il mio sogno inconfessabile, mamma.
Entriamo e subito lei si sdraia sul letto, allarga leggermente le gambe e finalmente riesco a vedere bene la sua figa, quasi totalmente depilata, con solo una leggera strisciolina di peli, come ad indicarne l'ingresso. Con le mani si massaggia le tette e me le offre da succhiare, mentre lei stessa si mordicchia i capezzoli duri. Mi stendo sul letto ,le sollevo il bacino e comincio a leccarla , giocando e mordicchiando il suo bottoncino. Poi infilo due dita che scivolano dentro come risucchiate e sento lei ansimare.
-aaaa dai Roby, chiava la mammaaa-
detto fatto, appoggio il mio cazzo alla sua fighetta ed entro in un sol colpo tutto dentro, fino alla radice.
-si daiii... goooodooo- la mamma mi sussurra all'orecchio, ficcandomi le unghie delle mani nella schiena cercando di farsi penetrare più profondamente.
-Dai Roby, chiavami, spaccaaaaaammiiii-
Continuo incessante a pomparla, abbracciandola. Poi mi sollevo sulle braccia e la gurado in viso mentre gode, è bellissima. Ha la faccia stravolta, è spettinata e muove la lingua freneticamente sulle labbra. Mi tira a se, e mi bacia con passione, le nostre lingue si intrecciano a diventare una sola. Stò per raggiungere l'orgasmo e desidero da sempre riempirle quelle magnifiche tette. Mi stacco da lei e le salgo cavalcioni sul ventre, mentre con le sue tettone mi massaggio il cazzo, lei capisce e mi aiuta,apre la bocca tirando fuori la lingua.Vuole bere tutto. Do ancora un colpo di reni e finalmente schizzo prepotentemente tutto il mio seme caldo nella sua bocca e sulle sue tette.
Lei ingorda lecca tutto, si attacca al cazzo succhiando come meglio può le ultime goccie.
Mi alzo e la osservo, lei stà spalmandosi tutto sul corpo come se fosse una crema di bellezza e mi dice - cosa credevi Roby, che non mi fossi accorta che mi spiavi dalla serratura? così ho pensato di farti andare su di giri e credo di esserci riuscita bene... che ne dici?-
resto attonito ad osservarla e poi balbetto: -ma..ma..mamma, allora sapevi di piacermi da sempre... e la cosa ti eccitava?- lei mi risponde sorridendomi: -non mi eccitava, ma mi rendeva orgogliosa, orgogliosa di essere l'oggetto del desiderio di un uomo giovane e fresco come mio figlio. Sai quante volte ti ho spiato mentre ti toccavi guardando le mie foto in costume? e sapevo anche che avevi fatto anche delle copie delle mie foto in toppless, le nascondi nel secondo cassetto, insieme ai tuoi dvd diciamo "privati" maialino. Così ho preso al volo l'occasione e finalmente...-
Non finisce la frase, si alza e si avvicina, mi accarezza sulla guancia e mi dice -vado a lavarmi, che se arriva tuo padre e ci vede così, minimo ci ammazza- mi bacia e se ne va.
Io esco dalla stanza e me ne vado in camera, stanotte sono certo che la sognerò, e magari domani... chissà?!?
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