Si svegliò di colpo nel cuore della notte con una incontenibile erezione
che lo alzava di una spanna dal materasso e gli impediva di riprendere
sonno. Il suo membro proprio non ne voleva sapere di rimettersi a
riposo... stava sformando poco a poco le mutande e gli stessi pantaloni
del pigiama di raso. Allungò la mano oltre la sua postazione del letto
come a cerare qualcuno... vuoto! Come sempre da un po' di tempo... il
pensiero tornò al sogno che aveva fatto... ma come gli era venuta in
mente quella donna che non vedeva da quanto? Quattro anni? Forse quella
torta mangiata nel pomeriggio che tanto ricordava nel sapore, quella
ottima che Nicoletta preparava alla mensa aziendale... la torta di rose!
O forse il fatto che sua cugina era stata assunta da poco nella stessa
azienda... insomma, i pensieri erano finiti su Nicoletta, che sì... ai
tempi dell'adolescenza alla scuola alberghiera, era stata è vero, tra le
sue fantasie erotiche... ma non certo tra le più sospirate, e quando
l'aveva ritrovata come cuoca alla mensa aziendale dove lui era stato
assunto come ingegnere... qualcosa era rispuntato, ma a basso livello...
dato che lui ai tempi era impegnato e Nicoletta pure, con lo stesso
uomo che aveva ai tempi della scuola... tra l'altro. Nicoletta era più
vecchia di lui di due anni almeno e più alta di quasi una decina di
centimetri... quindi, non aveva mai, se non nel suo subconscio, aspirato
a qualcosa di serio... però in quel momento, in quella notte, in cui
l'aveva sognata in un frangente di circa quattro anni prima, durante il
quale l'aveva vista salire le scale di sopra alla mensa con una
minigonna mozzafiato... beh, la sua reazione era stata diversa da quella
avuta nella realtà!
Nella realtà l'aveva guardata, aveva incrociato pure il suo sguardo e si
era discostato con un lieve sorriso, nel sogno invece era rimasto a
guardarla e si era ricordato delle splendide cosce che tanti anni prima
avevano catturato la sua attenzione... e Nicoletta gli aveva rivolto un
sorriso malizioso, provocante... ma si era svegliato prima di passare a
vie di fatto!
Per alcuni istanti rifletté sulla natura del subconscio, di cosa davvero
lo eccitasse, sul fatto che una persona che tendeva a respingere, come
Nicoletta, lo avesse di colpo conquistato, poi non potendo fare nulla di
più, calò la mano all'altezza dei genitali e iniziò a masturbarsi,
freneticamente... il suo pensiero era fisso sulle splendide cosce di
Nicoletta, tra le quali immaginava di venire stretto... in ogni punto
del suo corpo, dalla gola in giù... le cosce di Nicoletta... che
meraviglia! Poi venne! Corse al bagno a lavarsi, e solo quando si fu di nuovo a letto, si accorse che la sua erezione, non si era affatto calmata... Attese invano, e dopo aver cercato di proiettare altrove i suoi
pensieri, ma anche quel tentativo fu vano... ricominciò a masturbarsi,
questa volta con meno frenesia, e con più calma, cercando di godersi il
momento, ridacchiò di piacere un paio di volte mentre lentamente la
pelle scopriva il glande e tornava a coprirlo, così venne per una
seconda volta. Rifece la stessa procedura di poco prima, si lavò per
bene e tornò a letto, cercò di addormentarsi, ma di nuovo, dopo un
piccolo assopimento, tornò ad affacciarsi una terza erezione... non
perse tempo, fantasticò su Nicoletta e sulle sue splendide cosce e quasi
gridando di piacere, venne per la terza volta. Poi dopo essersi lavato,
tornò a letto e finalmente si riaddormentò.
Poco dopo il suo risveglio, nella doccia del mattino, l'erezione
immancabilmente tornò a farsi sentire... così si masturbò di nuovo,
sotto la doccia... immaginando che Nicoletta fosse lì con lui e per la
quarta volta in pochissime ore il suo pene eiaculò... possibile che a
più di trent'anni non avesse di meglio da fare che masturbarsi?
Arrivò al lavoro in lieve ritardo e con occhiaie visibili, in più faticò
non poco a restare concentrato... tanto che gli chiesero più volte se
si sentiva bene, infine lo mandarono allo studio medico dell'azienda...
in un'altra sede... ma ne fu in parte entusiasta quando constatò che
l'ambulatorio, si trovava nella stessa sede in cui c'era la mensa dove
lavorava Nicoletta... pensò che era un segno del destino!
Arrivò a destinazione e trovò la fila... chiese chi era l'ultimo, poi
accortosi di una erezione che stava arrivando, si copri legandosi la
felpa lungo i fianchi e si accomodò al bagno. Si chiuse a chiave la
porta alle spalle e dopo essersi seduto su di una sedia di plastica
pieghevole, iniziò a masturbarsi... per la quinta volta! Nella sua
fantasia, Nicoletta si muoveva per la mensa con addosso soltanto il
grembiule... bastò questa visione per farlo venire.
Quando arrivò il suo turno, il medico lo visitò e non trovò nulla di
grave, salvo un po' di spossatezza... come se avesse compiuto parecchi
sforzi fisici... ma visto che ne sapeva l'origine, con fare evasivo
chiese se poteva avere qualche flaconcino di ricostituente e dopo aver
salutato cortesemente, lasciò l'ambulatorio.
Abbandonò la palazzina dove stava il centro medico e si diresse verso
quella della mensa, a una ventina di metri. Attraversò il selciato ed
entrò.
La prima persona che incontrò fu Enrica detta anche Enrica la
Rompiballe... e in fretta si ricordò il motivo per cui era stato
felicissimo all'idea del trasferimento in un altra sede... Enrica non lo
avrebbe più tediato con la sua corte spietata! In 4 anni aveva rimosso
Enrica e l'invidia che quest'ultima provava nei confronti di Nicoletta,
per le sue forme e per il numero di corteggiatori che aveva attorno.
D'altro canto, la povera Enrica era da capire: alta un metro e mezzo,
capelli stopposi, grassa e pure con l'alito pesante.
Nel momento in cui la vide volle provare a sgattaiolare fuori, ma Enrica
che lo aveva visto gli era corsa incontro cercando di abbracciarlo, lui
portò una mano davanti alla bocca e finse di starnutire.
Enrica, paranoica e terrorizzata dai germi si fece indietro, ma non
abbastanza perché il suo alito fetido non arrivasse al suo olfatto.
Provò quindi a spiegare a Enrica, che era lì per una visita medica a
causa di un raffreddore che non gli passava, così Enrica gli restò
lontana, con il sorriso gentile di circostanza, ma si defilò.
Visto che la via era libera, corse due alla volta i gradini delle scale e
fece capolino nella cucina. Nicoletta doveva ancora cambiarsi d'abito e
indossava in quel momento una delle sue immancabili minigonne
mozzafiato, di colore giallo chiaro e che lasciava trasparire quelle sue
perfette cosce. In quel momento era, tra l'altro, chinata leggermente
in avanti a verificare che la torta di rose fosse venuta bene. La salutò
e le chiese che aveva preparato di buono. Nicoletta, sorpresa di
vederlo gli sorrise e lo salutò mostrandogli la torta di rose. Poi gli
chiese che facesse da quelle parti... non sapendo cosa rispondere,
improvvisò dicendo che la notte aveva sognato la sua torta di rose e
aveva voglia di mangiarne una fetta... solo se avesse "fatto il bravo"
gli intimò Nicoletta gli avrebbe dato una fetta di torta... così
dicendo, Nicoletta si sfilò la gonna e gli andò incontro dicendogli che
si era da un paio di giorni lasciata con suo marito e aveva una voglia
addosso che non tratteneva più.
Non nascose più la sua erezione e si aprì i pantaloni, Nicoletta si
abbassò in ginocchio e iniziò a succhiarglielo, prima in maniera
delicata, poi più decisa finché non le venne sul viso. Nicoletta, per
nulla scossa dall'accaduto (evidentemente era abituata), gli pulì il
membro e si spogliò del tutto. A quel punto, se l'erezione avrebbe anche
potuto andarsene, davanti al corpo perfetto e nudo di Nicoletta non
poteva che restare! Anzi... gli crebbe come non mai e pochi istanti dopo
lo affondò tra le cosce levigate di Nicoletta.
Che delizia! Quale incantevole esperienza! Nessuna delle donne con cui
era stato prima gli aveva creato un piacere tale. La sentì godere mentre
si muoveva sotto di lui arrangiata come meglio poteva sul tavolo di
preparazione vivande...
Forse attirata dal trambusto che ogni tanto veniva a creare una pentola
che si rovesciava, o da chissà che altro, Enrica entrò di colpo e vide
davanti a lei la scena che mai avrebbe voluto vedere: l'uomo di cui era
invaghita, tra le cosce della donna che più odiava al mondo! Cacciò un
tremendo urlo di disappunto che quasi fece trasalire i due amanti, ma
non più di tanto, infatti continuarono... Enrica la cui voglia di
prendere a pungi Nicoletta era straripante, ma sapeva di avere poche
speranze con una collaudata atleta come Nicoletta era, uscì piangendo di
rabbia e cercò di chiamare qualcuno a mostrare la scena... purtroppo
per lei, non riuscì a portare nessuno alla cucina con lei per mostrare
quanto stava accadendo, e anzi non trovando nulla di meglio da fare si
chiuse in un cantuccio a piangere l'ennesima delusione.
Nicoletta, come da promessa, dopo essere stata soddisfatta a dovere dal
suo nuovo e occasionale partner, tagliò per lui una fetta di torta di
rose.
Dopo averla mangiata lui se ne andò, finalmente la sua erezione si era
calmata... c'era davvero bisogno delle cosce di Nicoletta e anche se
sapeva che non era l'inizio di nulla, e che forse Nicoletta avrebbe
trovato in fretta un altro, si era almeno tolto la soddisfazione di
infilarlo tra le splendide, magnifiche, ineguagliabili cosce di
Nicoletta!
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