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venerdì 2 dicembre 2011

Mia cugina...

Come di consueto, almeno per quanto riguarda la mia famiglia, ci si ritrova a casa della nonna con gli altri parenti a natale e come normale si rivedono parenti che da anni non si facevano vivi per questioni di distanza.

    Quella sera ci ritrovammo per il compleanno di nostra nonna, era prevista una gran festa, io e la mia famiglia arrivammo quasi per primi e poco a poco assistevamo all'arrivo degli altri parenti salutandoli uno per uno;

    tutto sembrava svolgersi alla normalità fino a che non citofonarono i miei zii dell'Emilia.

    Zii che avevo visto l'ultima volta un estate di circa 10 anni fà, mi ricordo appena i nomi, con loro però quella sera c'era anche la figlia: Marina, premetto che non me la ricordavo così, la squadrai da piedi a testa, ammetto che per una festa a casa della nonna era vestita in modo un po' troppo provocante ma i suoi genitori non sembravano accorgersene, anche se in fondo di tanto provocante aveva solo il suo decollettè che giustamente aveva voglia di mostrare, si sà, le ragazze appena iniziano a svilupparsi hanno una certa voglia di mostrarsi in tutta la loro bellezza o almeno quelle più "vivaci".

    Mangiammo tutta la sera e festeggiammo, ma il mio sguardo ogni tanto si voltava verso Marina e pensavo a come sarebbe stato se non fosse stata mia cugina e se l'avessi incontrata per caso in discoteca.

    Specialmente quando si ritrovava a mangiare la banana o quando leccava il cucchiaino per non far colare il caffè, sono stati momenti in cui ammetto che qualche movimento nelle mutande c'è stato.

    Finito di cenare si crearono una serie di gruppetti, ovvero quello delle cognate che chiaccheravano e si raccontava gli affari loro, quello di mio padre, il padre di marina e gli altri uomini che tra un cicchetto e l'altro si facevano una risata con qualche barzelletta mentre io e marina parlavamo un po' del più e del meno, della scuola ma lei non sembrava interessata.

    Accavallava le gambe e incrociava le braccia facendo sembrare ancora più grossi i suoi seni, i miei pensieri di ora in ora e di bicchiere in bicchiere diventavano sempre più sconci ma cercavo di allontanarli convincendomi che è mia cugina!

    Ad un certo momento vista l'ora, la stanchezza e il tasso alcolico di mio padre e mio zio decidemmo di passare la notte a casa di mia nonna, i miei genitori e i miei zii si trovarono sistemati in due stanze separate e io e marina ne dovemmo dividere una.

    ormai era tarda notte e tutti dormivano, marina compresa, io mi alzai quatto quatto e mi avvicinai al suo letto scoprii piano piano il suo petto, aveva solo una canottiera attraverso la quale trasparivano i capezzoli, non riuscii a resistere: mi infilai la mano nelle mutande e presi sia testicoli che pene e strinsi pensando di poterlo mettere in mezzo a quelle tette, non feci in tempo a pensarlo che già avevo la cappella gonfia e il pene duro come il legno.
Mi masturbai per qualche minuto guardandola e immaginando ma visto che non aveva reazioni e continuava a dormire beatamente la scoprii tutta e vidi che indossava solo un perizoma attraverso il quale riuscivo a vedere le labbra della sua vagina e un leggero pelo io intanto continuavo con la masturbazione dopo aver accumulato eccitazione per tutta la serata.

D'un tratto Marina aprì gli occhi!

Io spaventato mi tirai su i pantaloni e feci per rimettermi a letto, quando Marina mi disse:"beh, potevi dirlo che ti facevo quest'effetto."

Io a quel punto mi fermai e la guardai, la mia erezione era ormai andata e lei mi propose di continuare e che era sveglia da quando ho iniziato a masturbarmi ma che la cosa non le dispiaceva anzi, la lusingava.

Allora ripresi il mio pene e ricominciai ma con la consapevolezza della sua conoscenza a riguardo decisi di spingermi oltre, le alzai la canottiera e lei non mosse un dito, in quel momento vidi uno spettacolo, due tette enormi che da coricata non le permettevano di vedersi i piedi con in mezzo uno spazio che sembrava creato apposta per farmici appoggiare il pene e mentre pensavo tutto ciò lei iniziò leccare le sue dita con le quali poi stuzzicava i suoi capezzoli, la mia mano andava sempre più veloce e con l'unica rimasta libera decisi di toglierle il perizoma, le sue forme abbondanti mi stavano facendo andare in estasi, appoggiai la mia mano tra le sue gambe e le accarezzai il pelo che ricopriva la vagina, diressi il mio dito fra le sue labbra e non feci in tempo a dilatarle che me lo ritrovai inzuppato a quel punto non resistetti presi la sua mano e la misi sul mio membro sembra lo stesse aspettando, con violenza iniziò a masturbarmi, io cominciai a masturbare lei ma dopo sole 3 o 4 penetrazioni il mio indice e il mio anulare erano completamente fradici allora me li misi in bocca me li leccai per poi ricominciare, quando vide questa scena mi spinse sul letto a gambe aperte e iniziò a leccarmi il pene senza tralasciare nessuna parte.

Notai che a lei piacevano molto il sapore dello scroto perchè continuava a massaggiarlo e a risucchiarlo tutto nella sua bocca, bè la visione che avevo io in quel momento, potrete immaginarla una testa di capelli chinata sul mio pube che lecca e succhia, le sue tette calde sulle mie cosce, una schiena che va allargandosi fino a creare due grandi chiappe sode divise da una linea "del peccato".

Fino a quel giorno non pensavo che il pompino fosse un'arte e invece mi dovetti ricredere, Marina usava la lingua come un pennello partiva dallo scroto che succhiava con forza e sul quale rilasciava un po' di saliva per lubrificare il massaggia che andava a farmi con la mano, poi saliva con la lingua alla base del pene e con le sue labbra carnose lo baciava e leccava per tutta la sua circonferenza fino ad arrivare alla cappella.. la leccava intorno fino ad arrivare a quel filetto che stuzzicava con la sua saliva e la sua lingua per non parlare di con quanta maestria sapeva infilarselo tutto quanto in gola fino ad arrivare a leccare i testicoli pur avendolo piantato in gola.

Dopo una decina di minuti di questo trattamento che non mi dava modo di poter pensare ad altro, come per magia tirò su le sue enormi tette le appoggiò intorno al mio membro, con le sue mani strinse e ci sputò sopra per due o tre volte... poi iniziò a fare su e giù.

E' chiaro che dopo tutto quel tempo e con una ragazza così brava io ero giunto al limite, glielo dissi allora lei se lo mise in bocca e appoggiò le labbra alla mia cappella e mi sentii risucchiare come mai era capitato mentre con la mano mi masturbava con una velocità impressionante, nel giro di 20 secondi o 30 al massimo venni in una quantità di sperma impressionante ma lei non si fece intimorire continuò a risucchiare e masturbarmi con la mando fino a che aprì la bocca e lasciò cadere tutto quello sperma e saliva sulle sue immense tette che mi sbatte sulla faccia, io mi ritrovai quel liquido sulla faccia e invece che schifarmi iniziai a leccargliele ricoprendogliele di sperma e saliva lei sembrava ancora eccitata e io iniziai a leccare la sua vagina e a infilare le mie dita nel suo ano posso ricordare di essere andato avanti per circa un'ora fino a che non sentimmo delle porte che si aprivano, non potevamo rischiare di farci beccare.

Non vedo l'ora di un'altra riunione di famiglia....

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