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venerdì 2 dicembre 2011

l'infortunio di mia figlia...

Mia figlia Daniela è una ragazza caparbia,ostinata come un mulo. Quando decide di fare una cosa,non c'è verso di farle cambiare idea. La mattina del secondo giorno della settimana bianca,si svegliò piena di energie si sentiva una provetta sciatrice e chiese con insistenza,contro il parere dell'esperta guida,di unirsi al gruppo che stava accingendosi a salire sulla funivia per raggiungere la pista più difficile,quella ritenuta a ragione la madre di tutte le piste,perchè metteva a dura prova l'abilità atletica degli sciatori. Per questo motivo non era molto frequentata. Era sconsigliata persino dagli stessi gestori degli impianti,destinata a solo pochi eletti,capaci di cimentarsi con maestria sui pendii difficoltosi e ripidi come montagne russe.
Chiaramente vinse la sua ostinazione,così partì felice con il gruppo degli sciatori. Sinceramente non mi preoccupai più di tanto,poichè insieme alla comitiva c'era una guida in gamba,e sicuramente avrebbe badato a lei.
Io e mia moglie Anna,quel giorno non avevamo molta voglia di sciare,così,imbacuccati nelle nostre tute termiche,raggiungemmo il rifugio,dove c'era Andrea,il gestore,che preparava una cioccolata deliziosa e delle ciambelle alla crema molto gustose. Dopo colazione,il trillo del cellulare ci raggiunse quando eravamo comodamente rilassati su sdraio,poste sopra un candido manto nevoso che rifletteva i raggi di sole splendente. Rispose mia moglie - "Cosaaaaaaaaa? Mio Dio! Dove è ora?" - Poco prima avevamo notato l'elicottero della croce rossa,che stava sorvolando le piste,era intervenuto in soccorso di uno sciatore infortunato,mai avremmo immaginato che lo sfortunato,o la sfortunata,altro non era che nostra figlia Daniela.
In preda al panico ci precipitammo all'ospedale. I dottori ci dissero che si era fratturata una spalla e il femore della gamba sinitra. Il responso medico ci annunciava senza mezzi termini che le vacanze invernali erano finite,che da quel momento dovevamo accudire nostra figlia,perchè ne aveva almeno per un mese abbondante di convalescenza prima che potesse iniziare a camminare da sola e a riprendere le normali funzioni degli arti infortunati. Così,dopo una settimana di degenza,fu dimessa con una gamba ingessata e una splalla bloccata da un tutore. Con molta soffernza riuscimmo a trasportarla seduta sul sedile anteriore. Il viaggio di ritorno fu una vera pena per lei,bloccata in quella posa da statua marmorea. La vita famigliare subì un cambiamento radicale. Daniela aveva necessità di assistenza continua,anche nei bisogni più elementari. Quindi,rassegnati,non potevamo fare altrimenti. Mia moglie non poteva trascurare il lavoro,è un avvocato penalista,in quel periodo doveva assistere un cliente in un processo difficile,che richiedeva la massima attenzione e presenza. Io ero sacrificabile,il mio lavoro mi permetteva di assentarmi per almeno un mese,quindi,tra i due,io dovetti accollarmi l'incarico di provvedere alle necessità di Daniela,con l'aiuto di una badante russa. Il sacrificio non mi creò alcun fastidio,all'inizio il compito mi apparve facilmente eseguibile,non immaginando comunque che alcune circostanze
imbarazzanti mi avrebbero messo in difficoltà e suscitato pensieri scabrosi,che prima ignoravo completamente,mettendo a dura prova il controllo dei sensi.
-"Papààààà!"-
-"Arrivo tesoro!"-
-"Diooo che fastidio! Sento un prurito fortissimo alla coscia! E' insopposrtabile!"-
-"Aspetta! Ti aiuto! A che altezza senti prurito?"-
-"Qui sotto! Oddio è insopportabile papà! Ti prego fai qualcosa!"-
La badante russa era appena uscita di casa,a sbrigare alcune faccende private. Così in sua assenza,dovetti provvedere personalmente all'esigenza imprevista. M'indicò un punto sull'ingessatura bianca,a metà coscia,quasi vicino allo scoscio. Lei ci aveva provato a lenire il pizzicore,infilando alcune dita,ma invano perchè non era riuscita ad arrivarci.
-"Aspetta ci provo io! Ho le dita più lunghe delle tue!"-
-"Grazie papà!"-
Quel giorno fu la prima volta che si venne a creare una situazione imbarazzante,che mi travolse con la forza di una valanga,infiammandomi i sensi e provocandomi un moto improvviso di libidine. Daniela era seduta sul letto e,con molta naturalezza,aprì le cosce tirandosi su la sottana da notte,oltre il grembo. La prima cosa che assalì il mio sgurdo fu la visione della sua figa in bella mostra. Non portava le mutande. Mi colpì l'effetto cromatico straordinario;un immagine esaltata dal nero pelo della figa sulla candida pelle. La vulva era schiacciata sul materasso,e in quella posa,le piccole labbra frastagliate sporgevano oscenamente come due petali di papavero rossi. Il clitoride,molto pronunciato,era leggermente impregnato di una sostanza che rifletteva la luce.
-"Papà!Allora?Ti decidi a fare qualcosa?"-
-"Certo!Tesoro!"-
Allungai la mano tra le sue cosce splalancate ed infilai le dita sotto il bordo dell'ingessatura,che arrivava quasi a lambire il suo inguine. Facendo attenzione di non toccarlo e adottando tutte le precauzioni possibili.
-"Ci sei papà!Le tue dita sono arrivate al posto giusto!Dai!Ora gratta!"-
Iniziai a muovere le dita. La mente era totalmente stordita dalla visione della sua figa spalancata al mio sguardo. Il cazzo ebbe un moto furioso. S'irrigidì raggiungendo in pochi secondi una grossezza considerevole. Lo sentivo duro e pulsante,voglioso di infilarsi in quella figa scoperta e provocante. I sensi si alterarono e un desiderio morboso s'impossessò dei miei pensieri. Mentre muovevo la mano nell'ingessatura,mi era impossibile evitare il contatto con la sua figa. Infatti,il dorso della mano urtava continuamente contro la vulva vaginale,trascinandola nel movimento convulso. La sentivo calda,molle e umida.
-"Papà!Sto sentendo un certo piacere!Il prurito sta scemando!Continua così!Non fermarti!Ti prego!"-
Era difficile agire con mente fredda in quella situazione infernale. Le dita si agitavano sotto l'ingessatura mentre il dorso era completamente aderente alle labbra della figa. La sentivo tiepida e morbida. Stavo impazzendo dal desiderio. Avrei voluto infilare le dita in quel forno e stimolarlo in profondità.Mentre lenivo le sofferenze di Daniela,lei mi guardava con una certa curiosità. Non capivo il senso di quelle occhiate. Soprattutto non capivo se il movimento della mano le stava dando piacere alla coscia o alla figa.
-"Si! Continua !Mmm....mi prude ancora!"-
Il dilemma fu capire quale parte del suo corpo stavo sollazzando giacchè il movimento della mia mano trascinava con il dorso anche le labbra della figa. La sentivo calda,bollente,mentre le dita si agitavano sotto l'ingessatura,accarezzando la pelle vellutata. Sta di fatto che la temperatura in quella parte del corpo stava raggiungendo un grado altissimo,e gli effetti di quella dinamica mi avevano sconvolto emotivamente. Di conseguenza,il cazzo continuava a pulsare come un cavallo pazzo,il contatto con la sua figa mi stava facendo sudare e avvertivo le gocce di sudore che colavano fredde lungo la schiena. Ad un certo punto Daniela si lascia andare ad un singulto,un lungo sospiro con la gola.
-"MMMMMMM.......siiiiiiiiiiiiiiiiii......mi piaceeeeeeeeeeeeeee!"-
Si allungò sul letto serrando le cosce,e imprigionando la mia mano.
-"Ok!Penso che possa bastare!"-
Daniela alzò il capo,fissandomi intensamente. Le sue gote si erano coperte di rosso scarlatto. Era palesemente imbarazzata. Non le dissi niente,facemmo finta che non fosse successo nulla. Lasciai la stanza in uno stato di agitazione estrema. Il mio corpo fremeva come un tamburo battuto da mille bastoni. Quella situazione mi aveva sconvolto i sensi,suscitato un moto di bramosia estrema per mia figlia. Il mio cazzo duro,anelava la sua intimità,era duro e voglioso di penetrarla. Dovetti fare uno sforzo smodato per uscire da quella stanza ed evitare di saltargli addosso in modo selvaggio e penetrarla con gusto come meritava. Non ebbi alcun dubbio dopo quel gemito circa la sua perversione,capì che era stata abile ad approfittare della situazione per godere come una porca. Quel lungo singulto era chiaramente la manifestazione palese di un orgasmo. Trafilato,con i sensi scossi,eccitato come un toro da monta,mi precipitai in bagno,mi chiusi dentro,mi sbottonai i pantaloni e dopo averlo tirato fuori,iniziai a segarmi il cazzo con frenesia,immaginando la figa di Daniela. Nel momento in cui ebbi l'orgasmo pensai a quella porca,alla sua mente perversa mentre lo gustava in profondità.Quel giorno si era rotta un'armonia. Il rapporto con Daniela non sarebbe stato più lo stesso. La concupiscenza,il desiderio e la bramosia avevano fatto il loro ingresso. Ora,lei nella mia mente era una donna che desideravo avere,possedere,scopare fino al delirio estremo. Il suo atteggiamento sfacciato aveva lenito qualsiasi senso di colpa,quel diavolo aveva dimostrato un aspetto lascivo della sua personalità che mi piaceva. La giornata proseguì senza che succedesse nulla. Irina,la badante russa,provvedeva a tutto,mentre io me ne stavo tranquillamente nel mio studio a leggere,assicurando solo la mia presenza fisica per eventuali imprevisti. Il terremoto,distruttivo,che scombussolò definitivamente la mia vita,era stato rimandato al giorno dopo. Le dieci del mattino,le urla delle donne arrivarono a violare la tranquillità del mio studio. Stava succedendo qualcosa. Mi precipiati nella stanza di Daniela. La badante russa stava riponendo i suoi oggetti personali nella piccola valigia. Daniela la stava insultando con epiteti che gradirei non scrivere.
-"Ei! Fermati! Che sta succedendo?"-
-"Non voglio più vederla tra i piedi! Guarda cosa mi ha fatto!"-
Mi mostrò un'ecchimosi sul gomito del braccio sinistro.
-"Vorrei capire! Che cosa è successo?"-
-"E' successo che mi ha lasciato cadere sul pavimento! Sono finita a terra come un baccalà!"-
-"Non è vero! Non è colpa mia! L'avevo avvertita di non muoversi! Lei ha voluto fare di testa sua! E' una testarda! Non fa mai quello che le chiedo! Io non ci sto qui! Cercatevi un'altra donna! Non mi lascio insultare da una mocciosa!"-
-"Hai visto? Pretende pure di avere ragione! Cribbio! Ma si vattene! Tanto non valevi un cazzo!"-
-"Daniela! Porca miseria! Vuoi stare zitta! Irina scusala! E' testarda! Ti prego rimani! Ci penso io a sistemare le cose con lei!"-
-"No! Me ne vado!"-
Girò le spalle e sparì dietro la porta. Mi rivolsi a Daniela.
-"E adesso? Mi dici come dobbiamo fare?"-
-"Non ho bisogno di nessun aiuto papà! tra una settimana mi tolgo il gesso e potrò muovermi con le stampelle. Preferisco restare con te!"-
-"Ma Daniela! Certe cose non so se potrò farle! Ci vuole l'aiuto di una donna!"-
-"Papà sono tua figlia! Non ho alcun imbarazzo a farle con tè!"-
-"Ok! Però ti chiedo la massima collaborazione! E cerca di evitare certi comportamenti! Ci siamo capiti?
Mi guardò con un certo imbarazzo,aveva intuito a cosa mi riferivo.
La prova del nove,quella che mise a dura prova i miei impulsi,comunque arrivò proprio mezzora dopo. Daniela doveva fare la doccia. Quindi avrei dovuto aiutarla a spogliarsi,a mettere la protezione impermeabile attorno al gesso. Il busto era ridotto ad una fascia elastica di cotone. La frattura della spalla si era quasi composta,ma aveva bisogno comunque di un aiuto concreto poichè non poteva muovere agevolmente il braccio destro. Appoggiata alla mia spalla l'accompagnai fino in bagno. L'aiutai a sfilarsi la camicia da notte. Le tolsi la fasciatura attorno al seno. Fu l'inizio dell'apocalisse dei sensi.
Il suo meraviglioso petto si manifestò davanti ai miei occhi. Due tette sode,a forma di pera. I capezzoli erano neri e la pelle bianca le faceva risaltare in maniera sublime. Il monte di venere,coperto da un pelo raso nero,si perdeva nello scoscio,formando un triangolo scuro in cui erano distinguibili le labbra della figa. Un ventre piatto e fianchi larghi. Una visione da infarto. Mi inginocchiai per aiutarla ad infilare la guaina di protezione dell'ingessatura. Alzò la gamba e dalla mia posizione vidi la nicchia della vulva vaginale,scura,aprirsi provocante al mio sguardo libidinoso. Il cazzo ebbe un moto impressionante,iniziò a ingrossarsi come un fiume in piena. La mente era tutta impregnata di brama e di desiderio per quel diavolo tentatore. Stavo sudando freddo. L'afferrai dai fianchi e lentamente l'aiutai ad entrare ne box della doccia. Il contatto con la sua pelle nuda mi fece increspare la pelle. Non so per quanto ancora avrei potuto resistere. Aprì l'acqua e il caldo getto cominciò ad inondare il suo meraviglioso corpo di giovane ragazza. La pelle era perfettamente tirata,la cellulite non aveva ancora fatto la sua comparsa. Liscia,perfettamente aderente. L'acqua scorreva sui fianchi formando dei rivoliche si perdevano in mezzo allo scoscio,da cui cadeva come una fontana.
-"Papà mi insaponi la schiena e il petto? Io devo reggermi per non cadere!"-
Avevo sentito bene. Mi ha chiesto di insaponarle la schiena ed il petto. Tremavo,i brividi dell'eccitazione mi tormentavano i sensi. La desideravo immensamente,sarei voluto entrare con lei,abbracciarla e baciarla,mentre le mie mani anelavano di scorrere sui suoi fianchi,sui glutei e sulle tette. Il mio cazzo bramava di ficcarsi nel suo conturbante scoscio. Mi riempì la mano di bagno schiuma ed iniziai ad insaponarle la schiena. Il palmo della mano scorreva lentamente lungo la sua spina dorsale,nell'incavo dei lombi ed infine sulla pelle soda delle natiche.
-"Papà! Dovresti andare anche sulla gamba non ingessata,non ci arrivo mai,perchè ho difficoltà a piegarmi."-
-"Certo tesoro"-
Così proseguì la mia folle corsa di emozioni,la mano continuò a lisciare la coscia,poi la feci scivolare all'interno,fino a lambire la vulva vaginale. Daniela aveva divaricato leggermente la gamba per permettermi di poter insaponarla meglio. Risalii,facendo il percorso dell'inferno a ritroso,insaponai il collo e poi,scesi. La guardai negli occhi,e prima che lei potesse dire qualcosa,le mie mani si erano chiuse a coppa sulle sue tette e le stavano insaponando. Così mi sembrava. In verità mi ero soffermato a lungo sulle sue tette,forse troppo,e le stavo massaggiando con vigore,il sapone si era trasformato in una sostanza oleosa che rendeva la pelle liscia,le mie mani impastavano con frenesia quelle tette meravigliose. Il gusto del sapone era amaro,ma la bocca,vogliosa,sopportava tutto pur di provare il piacere di succhiare quei meravigliosi capezzoli. Le mani di Daniela mi tormentavano la testa mentre la mia bocca vorace si era impossessata delle sue tette. Ero entrato sotto la doccia,i vestiti ormai erano inzuppati di acqua. Daniela mi aiutò a sfilare la camicia,poi mi sbottonò i pantaloni. Il mio cazzo uscì dalle mutande sbattendo contro il suo ventre. Lei lo afferrò con una mano,stimolando la pelle,che scorreva piacevolmente sulla massa carnosa. Intanto la bocca scivolava sul collo di Daniela,sulla guancia,infine si unì alla sua,in una danza passionale delle due lingue. In pochi minuti ero completamente nudo,di fronte a lei,con il cazzo che pulsava come un demone inferocito,voglioso di entrare nella sua intimità. Mi abbassai leggermente,brandendo il cazzo con la mano destra,puntai la cappella in mezzo alla vulva vaginale inondata di acqua,cominciai a spingere fino a farlo scomparire completamente dentro il suo ventre. L'afferrai dai fianchi,mentre era appoggiata con la schiena al muro,tenendole sollevato la gamba ingessata,iniziai a ficcare dentro quella figa bollente. Le pareti avvolsero subito il mio cazzo come morse infuocate.
-"mmmmmmmmmmm....papààààààà....mmmm stai facendo impazzire"-
-"Testonaaaaaaaaa era questo che voleviiiiiiiiiiiiii?maialaaaaaaaaaa"-
-"Siiiiiiii era questo che volevoooooooooooo...scopamiiiiiiiiiiiiiii"-
Mentre la scopavo tormentavo i suoi finachi stretti,il suo culo borioso,infilando alcune dita tra le natiche. La stavo sbranando come meritava. L'acqua ci aveva unito in un rapporto estremo. I getti scroscianti ci colpivano mentre il mio cazzo le tartassava la figa. La sua bocca mordeva la mia spalla e l'unghia delle sue mani erano penetrate nella pelle della mia schiena.
-"Siiiiiiiiiiiiii papàààààààààààààà...sto.....venendooooooooooo...mmmmmmm.....dioooooo....godoooooooo"-
Infatti,le pareti della figa pulsavano come se volessero tritarmi il cazzo. Le sentivo stringere il cazzo in modo convulso.
Le sue tette erano completamente pressate contro il mio petto,la mia bocca mordeva il suo collo,le mie mani si nutrivano del suo corpo meraviglioso,il mio cazzo scavava frenetico dentro la sua figa. Un amplesso incredibile,sublime. Unico. Dopo alcuni minuti la girai,lei si appoggiò con il petto contro le piastrelle porgendo il suo meraviglioso culo,una visione da infarto,eccitato come un cane in calore,infilai il mio cazzo in mezzo al suo scoscio bellissimo,trovando facilmente la via dell'inferno,l'afferrai dai fianchi e cominciai a martellarla da dietro,facendo scomparire il mio cazzo ad una velocità impressionante,pari al desiderio di lei che stava nutrendo i miei sensi.Dopo un quarto d'ora di quel meraviglioso tormento,in cui la sua figa era diventata la calda ed accogliente tana del mio cazzo,iniziai ad avvertire i primi conati di sborra. I coglioni pizzicavano,così,senza interrompere l'impeto con cui le stavo sconquassando la figa,aumentai gli sforzi fino al delirio estremo. La tenni ferma,mentre il mio cazzo ficcava in profondità.
-"Ahhhhhhhhhhhhhhh....diioooooooooooooo....papàààààààààààà.....sto venendooooooooo...mmmmmmm"-
-"Tesoro anche ioooooooooooooo....mmmmmmmm.......tooooooooooooooooo"-
Le innondai la figa di sborra,continuando a muovermi dentro di lei fino a quando il cazzo non si afflosciò completamente. Ci asciugammo,poi in camera da letto,ci colse un altro tumulto dei sensi,irresistibile,e così riprendemmo nuovamente a scopare,con maggiore enfasi.

Daniela si rivelò una grandissima porca. Divenne un'amante diabolica. E ogni occasione era buona per scopare.

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