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venerdì 2 dicembre 2011

La prima volta...

Erano le 10 di mattina e stavo ancora dormendo quando all'improvviso mi svegliò lo squillo del mio cellulare: era un messaggio di Monica, una ragazza con cui mi stavo sentendo da qualche settimana, che diceva: "Buongiorno tesoro, come va? Stanotte ti ho pensato molto, sai? xD Tu mi hai pensato? Non avrai mica dormito tutto il tempo, vero?"

    Io le risposi quasi immediatamente: "Buongiorno anche a te! Stanotte t'ho pensato.. e non poco ;) che fai oggi? Ti va di vederci?"

    Monica era di un anno più grande di me ma non si notava (sono sempre sembrato più grande della mia età), non era altissima, 1.65m più o meno, non aveva grandissimi seni (una seconda scarsa), ma aveva un sedere spettacolare, di quelli che incantano anche al primo sguardo, di quelli che, quando passa per i corridoi della scuola, si crea una fila di ragazzi dietro che hanno gli sguardi persi in quelle sinuose curve che ispirano sesso. Era tondo e molto pronunciato, e il modo in cui vestiva di solito (pantaloni strettissimi a vita alta) era uno spettacolo per gli occhi, ma uno strazio per tutti i cazzi che per poco non strappavano i pantaloni quando passava davanti ai ragazzi. Aveva capelli scuri e lisci, lunghi fino ai seni che curava moltissimo. Monica non era la tipica snob che se la tirava in una maniera assurda, era più che altro una timida ragazza che sapeva bene come usare le proprie armi. Aveva un carattere semplice e solare ma era molto difficile da conquistare.

    Ritornando al racconto, dopo che le ebbi inviato il messaggio di risposta andai a farmi una doccia veloce e po ripresi subito il telefono, c'era un nuovo suo messaggio: "Ne sono felice! ;) Oggi non ho nulla da fare.. ho proprio voglia di vederti. Solito posto, solito orario?"

    Subito risposi: "Ok! Alle 15:00 fuori il cinema."

    La mattinata passò in tranquillità: pc, facebook, un film. Verso le 13, dopo aver mangiato, andai a prepararmi ed uscii verso le 14:30.

    Nei nostri incontri precedenti eravamo solito fare quasi sempre le stesse cose: passeggiare un po', mangiare un gelato, e appartarci dietro qualche vicoletto isolato per i nostri

    "giochetti" (baci, carezze, qualche toccatina e qualche volta era capitato di spingerci anche un po' oltre: una volta mi infilò di scatto la mano nei pantaloni e inizio a massaggiarmi il cazzo, io feci lo stesso con lei e, guardandoci costantemente negli occhi, ci masturbavamo a vicenda; la cosa andò avanti per svariati minuti fino a quando non venimmo entrambi, lei mi riempì la mano dei suoi caldi umori e io la sua di calda sborra).
Quel pomeriggio non so cosa successe, ma Monica era più eccitata del solito: era vestita con una maglia scollatissima che lasciava intravedere i suoi seni e aveva una mini gonna moooolto provocante!

Nonostante il suo abbigliamento, però, non feci troppo commenti perché sapevo che le davano fastidio e non volevo passare il pomeriggio a litigare.

Diversamente dalle altre volte mi ficcò subito la lingua in bocca e mi strinse a se, riuscivo a sentire i suoi seni contro il mio corpo; ci demmo un lungo e appassionato bacio e, tra carezze e baci, ci appartammo.

Monica era eccitatissima e non vi dico io: avevo il cazzo in tiro da un pezzo e non lo nascondevo, lei lo guardava e lo accarezzava da sopra i pantaloni, io le toccavo i seni e le passavo la mano tra le cosce: cazzo, non portava le mutande! Ne fui estasiato e lo notò anche lei, che subito mi disse: "Ti piace così? Stanotte ti ho pensato tantissimo e non ho potuto fare a meno di masturbarmi, ho la figa in fiamme e voglio fare sesso con te!"

Mi spiazzò completamente, ma le risposi: "Certo che mi piace! Ti voglio anch'io, ma non qui."

"Ma certo, ho già pensato a tutto: andiamo a casa mia, non c'è nessuno." ribatté lei.

Ci avviammo verso casa sua, fortunatamente abitava molto vicino, quindi non ci mettemmo molto ad arrivare; menomale perché, su un lungo tragitto, non avrei saputo come nascondere la mia erezione.

Appena entrati in casa, lei corse nella sua cameretta, dicendomi di seguirla. Non me lo feci ripetere due volte e le andai dietro, la trovai stesa sul letto con le gambe leggermente divaricate e con le tette al vento. Mi gettai subito su di lei: le accarezzai la fighetta ben depilata, le leccai l'addome, mordicchiai i capezzoli e infine la baciai.

Lei, in preda alla frenesia, decise di prendere in controllo della situazione: si sfilò velocemente la gonna per avere più libertà di movimento e si posizionò sopra di me che nel frattempo ero rimasto in boxer.

Continuammo a baciarmi lentamente mentre le mie mani passavano sulla sua schiena e le strizzavano il culo e le mie dita giocavano con i suoi buchetti, sentivo la sua figa premere contro il mio cazzo e sue mani scendere sul mio corpo fino ad incontrare la cappella che spuntava fuori dai boxer, prese a masturbarmi lentamente e così io facevo con lei.

Passarono diversi minuti e fu sempre lei a prendere un'altra iniziativa: smise di baciarmi i mi guardò negli occhi, piano piano scendeva sul mio corpo e arrivò all'altezza del cazzo, lo guardò e iniziò a baciarlo, prima la cappella, poi tutta l'asta, fino ad arrivare alla base, risalì e iniziò a leccarmelo piano, poi sempre più forte, sempre con più foga: sentivo la sua lingua passare su tutta la mia cappella e godevo come un pazzo, sentivo in cazzo sgusciare dalla sua bocca mentre mi guarda e non ce la facevo più, stavo per venire.

L'avvisai ma lei continuò nel suo fare fino a quando non fu inondata dal mio sperma, la sua bocca era piena del mio liquido, così come parte delle sue guance.

Presi dei fazzoletti dal mio jeans sul comodino per pulirle il viso, ma quando mi rigirai Monica stava bevendo tutto il mio spera e leccandosi le labbra, era una visione paradisiaca. Avevo sempre sognato una cosa del genere, e ora stava accadendo davanti ai miei occhi.

Si alzò da sopra di me e mi si stese affianco, le accarezzavo i seni e con l'altra mano penetravo la sua bagnatissima fighetta.

Ad un certo punto la baciai e scesi con la bocca sul suo ventre fino ad incontrare quella meraviglia che grondava di umori. Lo spettacolo era bellissimo: il pelo era corto e ben curato, la grandi labbra nascondevano un paradiso e si intravedeva il clitoride già duro. Presi coraggio, allargai le grandi labbra e la penetrai con la lingua. La sua reazione fu improvvisa e molto sexy: inarcò la schiena verso l'alto e con un gemito di piacere mi spinse ancora di più la figa in bocca. Leccavo voracemente e i suoi gemiti si facevano sempre più forti fino a quando, tra urla di piacere, venne nella mia bocca, amavo quello che stavo ricevendo, i suoi umori mi arrivarono fino in gola.

Monica si alzò di scatto e mi baciò appassionatamente, io mio cazzo nel frattempo era ritornato duro come il marmo!

Mi sussurrò nell'orecchio che voleva che le facessi sentire il mio cazzo nella figa e prese dal cassetto del comodino un preservativo. Aveva già pensato a tutto, "che troia" pensai.

Volle infilarmelo lei e poi si stese sul letto con le gambe divaricate (per me era la prima volta, ma non per lei, quindi potevo non limitarmi in quanto a spinta ecc.), appoggiai il mio cazzo tra le labbra della sua figa e piano piano entrai, sentivo i suoi gemiti di piacere e mi strinse le gambe dietro la schiena come per darmi il via libera per fare più forte, e così feci: le spingevo il mio cazzo nella figa sempre più forte, lei quasi urlava e io godevo come mai!

Ad ogni colpo sentivo le mie palle che sbattevano contro il suo sedere e i suoi gemiti che aumentavano la mia eccitazione.

Non ci volle molto che io venni copiosamente nel preservativo mentre ero ancora dentro di lei, ero sfinito così mi accascia sul suo corpo e presi a baciarla.

Mi sussurrò nell'orecchio: "Ti va di tornare lì sotto con la tua boccuccia? Sei stato bravissimo prima e ne ho ancora voglia".

Non finì nemmeno la frase che già ero con la lingua dentro di lei; questa volta la cosa durò molto più, forse perché eravamo entrambi stanchi, ma fu comunque bellissimo; lei continuava ad agitarsi sul letto per il piacere, a mantenermi la testa tra le sue gambe e a spingere tutto il suo corpo verso di se. Quando venne, la sua reazione fu la stessa di prima: scattò verso di e mi baciò tra i suoi umori che mi colavano dalle labbra.

Ci stendemmo nudi sul suo letto e ci addormentammo lì. Quando dopo qualche ora ci svegliammo notammo che i suoi genitori erano rientrati, ma che per fortuna non erano entrati in camera da letto perché Monica, sapientemente, l'aveva chiusa a chiave. Mi rivestii in fretta e, mentre lei distraeva i genitori, io sgattaiolai fuori casa.

Tornato a casa mia trovai un messaggio sul mio cellulare: "è stato bellissimo, non avevo mai trovato uno che me l'ha leccata come hai fatto tu! Non vedo l'ora di rifarlo!"

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