Da svariati giorni, nell’appartamento di fronte al mio c’era un gran viavai di gente. Qualcuno stava per trasferircisi! Ero parecchio curiosa di scorgere tra i vari addetti ai lavori il mio futuro vicino di casa, ma non riuscii proprio a farmi un’idea di chi potesse essere.
Dopo qualche giorno dalla fine dei lavori, mentre ero stravaccata sul divano suonò il campanello di casa. Non aspettavo nessuno e comunque se fosse arrivato qualcuno a farmi visita avrebbe dovuto prima citofonare. Chiesi chi fosse e dall’altra parte, una squillante voce di donna rispose: “la nuova vicina!”
Aprii la porta e mi trovai di fronte una bellissima signora sulla 40ina che teneva in mano un dolce!
La feci accomodare, non senza vergogna! La mia casa sembrava un cantiere perennemente aperto. Appoggiò il dolce sul tavolino del salotto e si presentò: “Ciao, io sono Ingrid la nuova vicina!” – “Piacere” risposi “Io sono Sara, la ragazza più disordinata del condominio!”. Lei scoppiò a ridere e io rimasi incantata dal suo sorriso. Ci sedemmo a chiaccherare e così scoprii che era tedesca, ma che ormai viveva in Italia da una 15ina d’anni. Era stata sempre a Roma, ma adesso il lavoro l’aveva costretta a trasferirsi a Torino. Volle sapere di me, della mia vita e passammo due ore a parlare, ridere e scherzare come vecchie amiche.
Ci salutammo con la promessa di rivederci presto. Quando rimasi sola, avevo un sorriso ebete stampato in faccia! La mia nuova vicina mi piaceva tantissimo, e speravo di poter coltivare con lei una bella amicizia.
Dopo qualche giorno in cui di Ingrid non avevo visto nemmeno l’ombra, un mattino, quando uscii per andare al mio studio, sulla porta di casa mia trovai un post-it. Diceva così: “Ciao ragazza disordinata, è stato un piacere conoscerti! Se ti va, stasera potremmo inaugurare la mia casa con una bella cenetta. Let me know, Ingrid”. Frugai nella mia borsa in cerca di carta e penna e le risposi: “Sarebbe fantastico! Se per le nove può andare fammi sapere, ti lascio il mio numero di cellulare! Al vino ci penso io, DisordiSara”. Infilai il biglietto sotto la porta e me ne andai con l’umore decisamente alto.
Era strano, non capivo come mai avessi dentro così tante aspettative. Ma la risposta la conoscevo già. Ingrid mi piaceva, e pure parecchio. Da sempre le donne avevano attratto la mia attenzione, e il mio lavoro di fotografa aveva accentuato ancora di più questa cosa. La ricerca dei dettagli, la sensualità dei movimenti… Ingrid mi sembrava tutto questo!
Nel pomeriggio ricevetti un messaggio di Ingrid, mi confermava la cena! E io cominciai a fantasticare su che piega avesse potuto prendere la serata… inutile dire cosa speravo.
Corsi a casa, mi preparai, scelsi un vino bianco frizzante e andai a suonare alla porta della mia vicina. Fui accolta in un appartamentino squisito, arredato con gusto e decisamente accogliente!
Ingrid prese il vino e lo mise in frigo. Ci sedemmo sul divano in soggiorno e cominciammo a parlare dei giorni passati. Le raccontai che stavo lavorando ad un servizio fotografico che mi stava mettendo molto alla prova, poi dalla mia bocca uscì una frase inaspettata: “un giorno poseresti per me?”. Lei mi sorrise e rispose
“Quando vuoi, sono sicura che mi faresti bella!” Io volevo dirle che era già bella, ma tenni a freno la lingua.
Ci mettemmo a tavola, e continuammo la nostra serata tra buon cibo e fiumi di vino. La compagnia di Ingrid era davvero una dolce compagnia. Ad un certo punto le chiesi se mi faceva vedere il resto della casa. Ero una curiosa di natura, ma desideravo vedere dove dormiva la mia nuova musa. Mi fece fare il giro della casa, lasciando la camera da letto per ultima. Entrate, mi accolse una camera sui toni del lilla e del viola… era semplice e delicata, proprio come Ingrid, mi incantai a guardarla. Alta, bionda, occhi azzurro pastello. Con tutte le forme al posto giusto, e un seno che sembrava chiedesse di essere guardato. Avrei voluto prenderla di forza e farla mia, ma non volevo rovinare tutto, soprattutto perché non conoscevo i pensieri di lei. Le chiesi quando avrei potuto farle le foto e ci accordammo per tre giorni dopo al mio studio…
Ci salutammo a notte inoltrata e io tornai nel mio appartamento con addosso il suo profumo all’iris. I tre giorni seguenti passarono lentissimi. Io pensavo a che genere di foto proporle, e alla fine decisi per il nudo.
Era nata per fare quello, non avevo dubbi.
Quando venne il giorno, sotto il mio solito abbigliamento composto da jeans e t-shirt, mi misi un completino intimo più bello del solito. Era la mia occasione, non potevo sprecarla… Arrivò puntualissima al nostro appuntamento, la feci accomodare, chiusi a chiave la porta e la raggiunsi nella camera dove scattavo. Le proposi la mia idea del nudo e lei accettò senza nessuna remora, disse soltanto: “sono nelle tue mani”. Quando uscii dal camerino senza niente addosso, temevo di svenire. Era ancora meglio di come l’avevo immaginata. Il seno era tondo e sodo, e là sotto era completamente depilata. Cercai di mantenere la calma, cominciai il servizio, e dopo un’oretta le dissi che avevo finito. Lei mi ringraziò e mi chiese quanto mi doveva… io mi avvicinai, la presi per la vita e le dissi:
“cosa mi devi? Un bacio può andare?”.
Mi aspettavo come minimo uno schiaffo, e invece mi carezzò il viso, mi prese la testa fra le mani e cominciò a baciarmi. Il tocco delle sue labbra, e il sapore della sua lingua… ero in estasi. La strinsi forte, poi mi staccai, e lei disse: “non vorrai smettere proprio ora vero?”.
No, non avevo nessuna intenzione di smettere.
Mi levai i jeans e la t-shirt, restai con il mio completino color avorio. Lei mi contemplò e mi disse: “Sei stupenda ragazzina…”. Andai verso di lei, mi inginocchiai e cominciai a baciarle i piedi. Volevo fare mio ogni centimetro della sua pelle che profumava di iris. Lei sospirava, fremeva, ma io non avevo nessuna fretta. Salii lungo le gambe, tralasciai il suo fiore pulsante. Mi fermai sull’ombelico e giocherellai con il suo piercing. Poi su, fino al seno… Sentii che stavo andando bene, Ingrid era sempre più persa. Succhiai avidamente i suoi capezzoli che erano duri come caramelle. Nel frattempo lei allungò la mano e cominciò a toccarmi al di sopra delle mutandine. Ricominciai a scendere, e stavolta le feci allargare le gambe e infilai la mia testa fra le sue cosce calde. Cominciai prima a darle lievi bacetti, poi dei leggeri colpetti di lingua e quando sentii che cominciava a bagnarsi di più, cominciai a leccarle la fichetta sempre con più veemenza. La penetrai con la lingua, poi mi aiutai con due dita… Ingrid godeva, e non smetteva un attimo di dirmi che ero fantastica. Quando ormai stava per venire, si staccò di colpo, mi tirò a sé e cominciò a baciarmi. Avevo capito, voleva che venissimo assieme… mi tolse il reggiseno, prese le mie tettine tra le sue labbra, e io ero in balìa di mille emozioni, il mio corpo era pervaso da brividi in ogni dove. La mia fichetta pulsava, le presi una mano e me la misi in mezzo alle cosce. Le mie mutandine erano un lago. Mi fece stendere, e dapprima mi leccò senza levarmi le mutandine. Il contatto della mia fichetta con la stoffa ruvida, mi mandava in pappa il cervello… mi scostai le mutandine e le premetti il viso sulla mia fichetta. Lei me la leccò con maestria, poi mi penetrò con tre dita… io mugolavo di piacere! Quando sentii che anche io ero sul punto di venire, si staccò e ci mettemmo a 69. Fu bellissimo, avevo tutta la sua figa nella mia bocca, i suoi umori, colavano lungo il mio collo. Ingrid era stupenda in tutti i sensi, ci sapeva fare alla grande, molto più di quello che avevo bramato e desiderato. Dopo un po’ venimmo quasi contemporaneamente. Ci staccammo e ci abbracciammo baciandoci e scambiandoci i nostri sapori… Restammo per un po’ stese sul pavimento del mio studio, senza dire una parola. Ascoltando solo i nostri sospiri.
Dopo esserci ricomposte, Ingrid si rivestì e dandomi un lieve bacio, mi diede appuntamento per la cena. Disse: “ti va di fare il bis questa sera? Ho un sacco di giochini da farti fare…”.

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