venerdì 2 dicembre 2011
In macchina...
Una serata come tante di qualche anno fa, nel solito locale di un paese del veronese, dove ci si ritrova in compagnia, fortunatamente nella nostra con molte ragazze. Una di queste è appunto Lara, ventidue anni, alta 1,70, magra ma con le curve al posto giusto (un culo da favola), rossa naturale, con la quale c’è sempre stato un feeling particolare, tra serate in discoteca o in birreria, tra partite a tennis o nei pomeriggi in piscina, spesso da soli. E’ il 23 dicembre e, un po’ coinvolti dall’euforia pre natalizia, un po’ dalle carezze che ci si scambia tra amici e amiche a vent’anni, un po’, forse un bel po’, dall’alcool, mi ritrovo a tarda notte con la lingua di Lara in bocca, in baci e giochi di lingua sempre più bollenti, sempre più eccitanti, tanto che decidiamo di proseguire fuori dal locale, in un angolo buio, dove, sempre più presi, iniziano i palpeggiamenti. “Ti voglio –mi sussurra- ti voglio tutto per me! E’ da qualche giorno che ci penso, ora sei mio”. Lara strofina la sua mano sul mio cazzo, purtroppo ancora avvolto dai jeans, con un fare sempre più caldo e passionale, tanto che lo sento scoppiare nei pantaloni. Nel frattempo io mi godo tutto il suo culo, un gran bel culo sodo, a mandolino, che continuo a stringere ed accarezzare con le mani. Ad un certo punto, quando ormai in pochi minuti la nostra semplice amicizia si è trasformata in desiderio e irrefrenabile complicità sessuale, decidiamo di interromperci. Rientriamo nel locale, dove ogni cinque minuti le nostre lingue si incrociano, per poi rimanere abbracciati, tuttavia non facendoci mancare qualche bicchierino. Il locale è in fase di chiusura, salutiamo gli amici e chiaramente Lara ben accetta il mio invito ad essere accompagnata a casa. Abita a pochi chilometri. Mi fermo un centinaio di metri prima di casa sua, in una rientranza della strada ancora fuori paese. Un solo sguardo, intenso e reciprocamente provocatorio, e le lingue riprendono il loro lavoro. Lara immediatamente mi slaccia i pantaloni, e in pochi istanti ha già il mio grosso cazzo in bocca, sul quale sento un irripetibile gioco di lingua e le sue morbide labbra. Si sente molto bene tutta la sua voglia e l’esperienza, non ha mai negato di adorare i pompini, i cazzi in bocca, la sborra sulla lingua e magari qualche spruzzo sul viso. Lara continua a scendere e salire con le labbra, e in pochi minuti, comprimendole con le mani la testa in modo di farle ingoiare tutto il mio uccello, esplodo in una immensa sborata, finchè lei continua a giocare con la lingua, ingoiando tutto il mio piacere e pulendomi l’uccello per non perdere nemmeno una goccia di quel seme biancastro che tanto la fa godere. “Allora spompino bene?” mi chiede sorridendo. Fantastica, davvero fantastica. Non ho mai goduto tanto. E nel frattempo, per non perdere l’atmosfera, continua a maneggiare il mio uccello che in pochi minuti torna eretto, duro, pieno ancora di desiderio. Continua a menarmelo. Io decido di togliermi la camicia, i pantaloni e i boxer, rimango nudo e immediatamente tolgo la camicetta e il reggiseno a Lara. Che bel seno! Una seconda molto alta e vigorosa, con dei piccoli capezzoli duri, che inizio a succhiare subito. L’avventura è sempre più bella, eccitante, coinvolgente; non ci parliamo ma continuiamo a fare sesso con tanta armonia come se ci frequentassimo da sempre. Lara riprende in mano il mio uccello, e inizia a lavorarlo in una sega frenetica, io continuo a succhiarle i capezzoli palpandole delicatamente la figa, che tanto desidero. Le infilo un dito e Lara inizia ad ansimare, a provocarmi, ancora con il cazzo nella sua bocca, che già ho riempito pochi minuti prima. Il desiderio aumenta, siamo rossi di passione, sudati dal godimento, e sento Lara, sempre più eccitata, esplodere di piacere, bagnandomi la mano e le mutandine dei suoi umori, gioendo in un profondo sospiro. Mi guarda, mi lecca il collo e l’orecchio, si toglie subito gonna e mutandine e senza dir niente mi sale sopra, con una voglia di scopare senza precedenti. “Di cazzi ne ho già presi parecchi –mi dice– ma non mi sono mai sentita eccitata come stasera… scopami, scopami più che puoi, voglio essere la tua troia, voglio il tuo cazzo per tutta la notte”. Non desideravo altro che scoparmela in quel momento, in quel modo, e a questa sua dichiarazione lo infilo nella sua figa, già larga e ben bagnata, e Lara inizia un movimento di bacino perfetto, regolare, ansimando sempre più e ogni tanto drizzando la schiena per farmi leccare le sue adorabili tette. Che godimento, che movimento, l’uccello ormai marmoreo in quella fighetta calda, su e giù per venti minuti almeno, la sua lingua che esplora il mio orecchio e che lecca il collo, me la infila in bocca per riprendere quel gioco interrotto prima del pompino. Siamo in macchina, ci possiamo dire tutte le porcate che ci vengono, possiamo ansimare, urlare di piacere, mentre Lara lubrifica con altri gemiti e un altro orgasmo la penetrazione La sento godere, eccitata come non mai, e mi implora di venire dentro la sua figa, subito. Ancora qualche colpo, forte anch’io giocando di bacino con lei sopra, calda, col seno gonfio di piacere e nella macchina che sapeva solo di sesso. Ancora pochi colpi, ed ecco la mia seconda esplosione di piacere, un’altra ondata di sperma, stavolta dentro la tanto desiderata figa. Che sollievo, che sospiro per entrambi, che godimento! Un’ultima leccata alla sua bocca, un bacio ancora e Lara si sposta sul suo sedile, prendendomi ancora una volta il cazzo in bocca, pulendomi la cappella e gustandosi tutti i nostri umori, i nostri liquidi sessuali. Quanto le piace il gusto del sesso! Ci rivestiamo e ci abbandoniamo per qualche minuto sul sedile, prima di riportarla a casa. Che scopata ragazzi, per quanto possibile raccontata, ma davvero indescrivibile…
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