E' sera, e come tutte le sere d'estate, sono sdraiato in giardino. Voi starete pensando cosa c'è di strano, beh, il fatto è che abito a Genova, vicino alla famosa cattedrale, nei più bei vicoli del mondo, e qui non c'è spazio per i giadini. Infatti il mio è un giardino pensile, da dove domino quasi tutta la città.
La sera osservo le stelle, poi la fauna che abita la mia città, e meno male che sono in alto, mi ripeto.
Comunque sono due settimane che osservo mia sorella che arriva accompagnata dal fidanzato, si scambiano effusioni, poi lei lo saluta ed entra nel portone.
Sale in casa, entra senza far rumore e si fionda in bagno, qui una doccia veloce poi a letto.
Ieri sera qualche cosa non è andata per il verso giusto. Mi chiamo Fulvio, mia sorella Claudia è più grande di me di qualche anno, e devo ammettere che è una bella ragazza.
Ma torniamo a bomba alla narrazione; dicevo che qualche cosa è andato storto, infatti lei è rientrata e non si è fiondata subito in bagno, ma in cucina, ha aperto il frigo ed ha cominciato a saccheggiare il gelato.
Guai in vista.
- Che succede? - le domando osservandola negli occhi.
- Nulla Fulvio, ma che ci fai in piedi a quest'ora di notte? Approfitti del fatto che mamma e papà non ci sono per fare tardi, vero?-
Passano i minuti nel silenzio, solo il rumore del cucchiaio contro la vaschetta del gelato, ed i suoi ammiccamenti di gusto per il gelato.
-senti Fulvio, il fatto che io sia un po' giu di morale, non significa che adesso ti nomino mio psicologo di fiducia e ti dica tutti i cazzi miei, non sei d'accordo con me??-
così dicendo si alza, posa il cucchiaio nel lavello e butta via la vaschetta vuota del gelato, poi esce dalla cucina. Fa due passi, si ferma e torna indietro verso di me, mi accarezza sulla guancia e mi da un bacio, quasi sulle labbra.
-scusami fratellino, non volevo essere acida, tu volevi solo essere gentile, ma non è serata. 'notte!-
Si volta e si dirige verso la camera da letto.
La seguo a distanza , lei non ha chiuso la porta come al solito, anzi è abbastanza aperta da poterci guardare dentro. Cosa che faccio senza pensarci un attimo.
Claudia si stà spogliando, un attimo e la maglietta vola sulla sedia, poi solleva prima una gamba poi l'altra e la minigonna segue la stessa strada, restando solo in slip, senza nemmeno il reggiseno.
Ha un bel culetto Claudia, due gambe lunghe e sode, con caviglie sottili, che sembrano spezzarsi al primo alito di vento. Spalle esili, collo lungo e chioma nera a caschetto.
Si volta, mi vede e subito solleva un braccio per coprirsi il seno piccolo e sodo.
Mi guarda diritta negli occhi con due fanali color del cielo e io sono imbarazzatissimo. Mi copro il volto con le mani, poi apro le dita come per spiare, lei è lì, davanti a me, e sorride.
-scemo, che fai, ti copri tu?-
con un dito mi blocca le labbra e mi sorride maliziosa, poi mi accarezza il volto.
Sono paonazzo, non riesco a staccare gli occhi dal seno, lei se ne accorge.
- ti piaccio, vero?-
mi domanda maliziosa mentre con una mano giocherella con l'elastico dello slip. Piano piano fa scorrere le sue dita sopra l'elastico e lo tira giu, fino al pube, fino a quella peluria sottile che dovrebbe segnare il limite del mio sguardo. Ma il mio sguardo ferma. E non solo quello, infatti allungo una mano verso lei, le accarezzo un fianco, piano. Poi salgo verso la spalla e scendo giu, sul seno. Lei chiude gli occhi e stringe le labbra fra i denti.Gioco con i suoi capezzoli, che sono diventati duri come chiodi e sento il suo respiro che diventa un po' più affannoso.
Non mi fermo, continuo, prendo coraggio e scendo verso la sua fighetta, tra le mie dita e lei, solo un sottile strato di cotone. Gioco con l'elastico, lo pizzico, lo sollevo e lo faccio scoccare contro la sua pancia, piano. Lei emette ogni volta un leggero mugolio. A questo punto non ci sono più freni inibitori, non ci sono più fratello e sorella, solo un ragazzo ed una ragazza. Mi avvicino al suo viso, lo prendo fra le mani e la bacio delicatamente sulla bocca, cerco la sua lingua ma lei non schiude le labbra.
La accarezzo piano sui capelli e poi scendo giu, fino alla sua pancia e poi oso, si! Infilo un dito sotto l'elastico e sento i peletti di mia sorella riccioli e soffici, scendo ancora. La mia mano si sofferma sullo spacco, ed un dito si insinua dentro di lei. Geme e reclina la testa indietro. La bacio sul collo continuando a massaggiare il suo bottoncino duro come una pietra preziosa. Lei è già un lago e divarica leggermante le gambe per facilitarmi il compito. Ho il cazzo durissimo che preme contro lo slip, lei se ne accorge, ma non fa nulla, anzi si ritrae. - ma cosa stai facendo?! sei matto?!-
Si gira di colpo e mi lascia come un cretino sulla soglia della porta. Prende dalla sedia una leggerissima vestaglietta colorata e se la mette sulle spalle, la lascia aperta, lascia alla mia vista il suo seno e il suo slippino zuppo.
- Ma tu guarda il fratellino porcellino, cosa stavi facendo eehh??-
con tono dimesso e testa bassa mi avvio verso la stanza da bagno. Entro e mi calo lo slip, il cazzo mi fa male tanto che è duro, mi metto davanti al water e comincio a segarmi piano, con gli occhi semi chiusi e pensando a lei. Un braccio mi si posa sulle spalle è lei che con l'altra mano afferra da sopra la mia, e mi aiuta a masturbarmi. - piano Fulvio, altrimenti godi subito fai piano -; mi stà aiutando a farmi una sega, poi scosta la mia mano e continua da sola. Si accorge che stò per venire, si ferma e mi stringe il cazzo alla base, come per rallentare il momento. - contollati, bravo così - mi dice con calma, osservandomi in volto. Sono totalmente a sua disposizione, lei continua a segarmi piano, poi si inginoccia al mio fianco e con la punta della lingua mi tocca la cappella paonazza, un rantolo greve mi esce dalla bocca, mentre un fiume in piena schizza ovunque mentre lei continua il suo movimento e i suoi colpetti di lingua. - godooo non fermarti ti prego - lei sorride e mi guarda, sono stravolto, eccitato e contento allo stesso modo. Era la mia prima esperienza con una donna, figurarsi poi con il mio sogno segreto, mia sorella.
Lei ha tutta la mano impiastricciata, si porta un dito alla lingua e lo lecca: - buono Fulvio, MEGLIO DEL GELATO... Adesso lavati che è tardi ne riparliamo domani, buona notte.-
Mi da un bacino sulla bocca e se ne va in camera sua.
E' passata un'altra giornata pigra e molla come tutte le giornate d'estate, è nuovamente sera ed io sono nel mio girdino ad osservare la fauna che popola la mia città, però so che è una scusa per aspettare la mia sorellona che arriva, si scambia effusioni con il suo fidanzato, lo bacia e mi sembra che lei lanci uno sguardo verso di me, sorridendo.
Lo fa apposta, o semplicemente vedo cose che non esistono?

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